Bird box è un film prodotto da Netflix nel 2018. Girato da Susanne Bier, ha come protagonista una meravigliosa, come sempre, Sandra Bullock. Probabilmente uno dei film meglio riusciti tra quelli prodotti da Netflix e, senza dubbio, uno dei più visti dal grande pubblico.

Il film narra di un futuro apocalittico in cui creature misteriose e nefaste si aggirano per il mondo. Chiunque le veda immediatamente si suicida. Per questo i superstiti iniziano a indossare bende sugli occhi, facendo tutto senza guardare, nel tentativo di salvarsi.

Nel 2018 Bird Box è diventato virale sul web che si è riempito di memes e challanges a tema. Su YouTube sono moltissimi i video di persone che provano a passare un’intera giornata bendati, coinvolgendo persino bambini nell’impresa.

Ma, a distanza di ormai due anni cosa rimane di Bird Box? Sicuramente è un ottimo film da rispolverare in queste settimane di quarantena, come ha consigliato anche la nostra redazione in Coronavirus – I film da vedere per una quarantena tranquilla. Inoltre, anche se ormai più nessuno prova a vivere bendato nella vita reale, rimane ancora un’ottima pellicola. Inquietante e angosciante al punto giusto e allo stesso tempo coinvolgente, di quei film che ti tengono attaccato allo schermo fino alla fine, nonostante abbia una durata di due ore.

La storia è quella di Melory, una giovane donna americana che si reca all’ospedale per fare un’ecografia, accompagnata dalla sorella. Già da qualche giorno in Europa sembra essersi sparso il caos: le persone si stanno inspiegabilmente suicidando in massa. Uscita dall’ambulatorio medico, Melory capisce che quel caos è giunto anche negli Stati Uniti. Intorno a lei iniziano i primi suicidi, trai quali quello della sorella.

Melory riesce a rifugiarsi all’interno di una casa insieme ad altre sette persone. In casa le creature maligne non arrivano e basta oscurare le finestre, per non vederle attraverso il vetro. Anche schermi e video sono da evitare. Tuttavia è difficile rimanere isolati: persone disperate rimaste in strada continuano a bussare alla porta. La prima è Olimpia che, come Melory, è in dolce attesa. Inoltre presto si presenta l’esigenza di uscire alla ricerca di cibo.

Bird Box alterna due momenti diversi della storia. Le scene all’interno della casa si mescolano ad altre ambientate cinque anni più tardi. Melory sta attraversando un fiume su una barca con due bambini. Tutti e tre bendati, cercano di arrivare alla foce del fiume dove, forse, sono presenti altre persone.

I due momenti diversi della storia si incrociano, spiegando poco a poco tutti gli interrogativi della trama. Questa scelta rende Bird Bix molto avvincente e porta lo spettatore a porsi domande sulla storia e ad immaginarsi la risposta mentre aspetta lo svolgimento degli eventi. Molte scene sono accattivanti, altre spaventose e ai limiti dello splatter.

Ma dopo aver visto tanti film sull’Apocalisse, Bird Box può considerarsi originale? La risposta è no. Vi ricordate E venne il giorno, girato da M. Night Shyamalan nel 2008 e con protagonista Mark Wahlberg?

Le storie sono incredibilmente simili. In E venne il giorno tutto ha inizio negli Stati Uniti e si limita a colpire solo uno stato. La gente inizia a suicidarsi, non vedendo strane creature ma a causa di un virus portato dalle piante e con il quale si entra in contatto per via respiratoria. Anzichè tapparsi gli occhi, in questo film ci si tappa naso e bocca. Anche qui il protagonista si occupa di una bambina non sua e anche qui il gruppo di persone, all’inizio numeroso, si riduce drasticamente scena dopo scena.

Ovviamente le differenze esistono. In primis Bird Box potrebbe essere catalogato come un film horror in cui creature immaginarie, che non vengono mai fatte vedere (forse perché se lo spettatore le vedesse si suiciderebbe), causano la morte violenta della maggior parte della popolazione umana. Qui, psicopatici e assassini, sono immuni e iniziano ad adorare queste entità, aiutandole nella loro missione di distruzione, costringendo le persone a guardarle.

E venne il giorno, invece, è più un film di fantascienza in cui le piante spingono le persone ad uccidersi come meccanismo di difesa da parte della natura contro un’umanità che sta distruggendo il mondo. Questa storia è, in qualche modo, più completa rispetto alla prima ma Bird Box ha ottenuto molto più successo. Non solo per la presenza di scene particolarmente toccanti o appassionanti e per la grande tensione che sa generare ma anche per la presenza di un budget e di una propaganda molto maggiore.

Mentre, l’elemento della trama in cui Melory entra in contatto radiofonico con una comunità di superstiti nascosta chissà dove che fornisce le coordinate per raggiungerla ricorda in modo lampante Io sono leggenda di Francis Lawrence.

Ma, prendere spunto da altri, in campo artistico, non è certo un crimine. Inoltre Bird Box ha una marcia in più. Girato da una donna e con protagonista una donna può considerarsi un film femminista. Sandra Bullock si distingue tra le attrici di Hollywood per la sua semplicità ed eleganza, per non essere mai apparsa come una donna oggetto ma per essere sempre stata una grande attrice. Mentre Susanne Bier è una regista impegnata in diversi campi che, grazie al suo impegno, si è guadagnata l’Oscar per il miglior film straniero nel 2010 con In un mondo migliore.

Melory è una donna fortissima e lo spettatore non può che fare a meno di pensarlo mentre assiste al film. Da sola con due bambini riesce a proteggerli da tutti i pericoli. E’ costretta ad educarli con rigore estremo e, per questo, viene criticata e viene persino accusata di non essere una vera madre. Melory, all’inizio del film, non vuole nemmeno avere quel bambino che porta in grembo, non solo perchè single e concentrata sul suo lavoro ma anche a causa dei terribili rapporti con i suoi genitori. Addirittura, quando si vede costretta a prendersi cura di due bambini, di cui uno non suo, non è capace nemmeno di dar loro un nome. Questi verranno chiamati bambino e bambina.

Ma Bird Box è una storia di formazione, la storia di una crescita. Melory imparerà ad amare Tom e poi, rimasta senza di lui, darà tutta sé stessa per salvare quelli che finalmente chiamerà i miei figli.

Sandra Bullock in questo film mostra la potenza, il coraggio e l’ostinazione di una donna, di una madre, inarrendevole. Una donna che sa rimettere in discussione sé stessa, sa accettare l’aiuto degli altri ma sa anche cavarsela da sola. Non è un Rambo che non si ferma mai ma soffre e spesso ha paura di non farcela. Questo fa di lei un personaggio estremamente realistico, capace di suscitare grande fascino e ammirazione.

Da un punto cinematografico Bird Box è un successo, la regia è perfetta così come l’interpretazione degli attori. È un film che vale sicuramente la pena di vedere in queste lunghe giornate di quarantena, anche per capire che, in fondo, dover stare chiusi in casa non è poi la fine del mondo. E, anche se non sappiamo ancora come andrà a finire il nostro virus, possiamo intanto scoprire come finisce (e se finisce) quello di Bird Box.

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