Ingmar Bergman è stato uno dei registi più rappresentativi della settima arte: I temi cardine delle sue opere erano: il terrore della morte, la fede e la crisi spirituale, i traumi del passato e il ricordo della giovinezza perduta. Il posto delle fragole è una delle opere più rinomate del regista svedese e narra le vicissitudini di un anziano dottore di nome Isak (Victor Sjöström), che arrivato al crepuscolo della sua esistenza si interrogherà sul senso della vita facendosi un esame di coscienza su come l’ha condotta sino ad ora.

Isak ci appare inizialmente come un uomo misantropo ed egoista che non si cura degli altri, ma nel corso del film si susseguiranno  avvenimenti significativi che lo porteranno gradualmente a ritrovare interesse per il prossimo. Durante il viaggio che assieme alla nuora Marianne (Ingrid Thulin) intraprenderà da Stoccolma all’Università di Lund per ritirare un prestigioso premio, il dottore incontrerà sulla strada tre giovani che gli faranno rimembrare la gaiezza della gioventù.

L’opera infatti è costellata di intensi momenti onirici e di flashback in cui il nostro protagonista rievoca i momenti più belli della sua lunga esistenza; esso prenderà coscienza del fatto che gli amori giovanili, l’amore per la madre, la passione per la cultura e tante altre cose sono motivi sufficienti per amare la vita in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Le fragole citate nel titolo in Svezia simboleggiano la primavera e preannunciano un cambiamento di stagione.

Il posto delle fragole

Anche dentro Isak si verificherà un cambiamento radicale che lo porterà a vedere le cose con una prospettiva diversa, arrivando persino a consigliare al figlio di non fare i suoi stessi errori, spronandolo ad avere quel coraggio e quella voglia di vivere che non gli sono mai appartenuti.

Il posto delle fragole non è altro che un’oasi inespugnabile che ognuno di noi ha dentro di sè, nella quale rifugiarsi dai mali del mondo, è un assoluto momento di felicità che conserviamo nel nostro inconscio più recondito e che ci permette nonostante tutto di rialzarci e di continuare il nostro percorso a testa alta.

L’opera di Bergman alla sua uscita ricevette numerosi premi, tra cui l’Orso d’oro al Festival di Berlino, il premio della critica a Venezia, la candidatura all’Oscar per il miglior soggetto originale, il Nastro d’argento e tanti altri.

Bergman nel suddetto capolavoro riecheggia inoltre Il fanciullino di Giovanni Pascoli, un’opera nella quale l’indimenticato poeta bolognese asserisce che in ognuno di noi, nonostante l’avanzare dell’età, è presente un fanciullino; ovvero uno spirito sensibile che conserva intatto lo stupore e la meraviglia dei bambini. Il trucco per essere felici è quello di avere il coraggio di tirar fuori questo bimbo innocente senza provare vergogna, allo stesso modo dei poeti e degli artisti.

Mi congedo con i famosi ed immortali versi di Lorenzo de’ Medici tratti dal componimento poetico Il trionfo di Bacco e Arianna, i quali risultano essere molto pertinenti col significato intrinseco de Il posto delle fragole: “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol essere lieto sia: di doman non c’è certezza.”

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