Law & Order è forse il franchising televisivo di maggior successo della storia. Nato nel 1990 dalla mente di Dick Wolf, per la NBC, riesce a catturare milioni di telespettatori in tutto il mondo per l’unicità della sua struttura, tra il genere poliziesco e il thriller legale.

Tra tutti è riuscito, col tempo, a catturare anche me.

L’idea alla base della serie è quella di mostrare come funziona il sistema giudiziario americano, nei suoi due rappresentati principali: i tutori dell’ordine e i tutori della legge. Ogni episodio inizia con un crimine, generalmente un omicidio, sul quale la polizia inizia ad indagare. Con il proseguire delle indagini si osserva come lavorano le forze dell’ordine, destreggiandosi tra il dover assicurare alla giustizia un soggetto potenzialmente pericoloso e il rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini.

Quando le indagini iniziano a produrre i primi sospetti fanno la loro comparsa gli avvocati della Procura. La palla, se ci sono abbastanza prove a carico dell’indiziato, passa quindi all’ufficio del procuratore -una carica che negli Stati Uniti è elettiva, a differenza di quanto accade in Italia. Iniziano così ulteriori indagini di approfondimento che servono al viceprocuratore e al suo assistente per poter presentare il caso davanti ad una giuria. Solamente la giuria potrà decidere sull’innocenza o sulla colpevolezza dell’imputato.

Una scena di Law & Order

Law & Order non è però solamente regole e tecnicismi. Anzi. Spesso, i casi discussi presentano complicazioni che spingono i personaggi e gli spettatori a riflettere sullo stesso stato di diritto, sia come istituzione che come funzionamento. Stagione dopo stagione negli episodi confluiscono nuovi temi, attinti a pieni mani dall’attualità, come l’11 Settembre, o casi di cronaca nera che hanno sconvolto la città di New York.

Le riflessioni e considerazioni, anche su temi complessi e controversi, sono affidate ai personaggi stessi che tra di loro si confrontano senza spesso arrivare a una conclusione univoca, e presentando più punti di vista. I protagonisti della storia sono infatti, più che i personaggi in scena, i loro ruoli, che siano detective, procuratori o avvocati. Di chi interpreta questi ruoli sappiamo poco o niente, e solamente quello che accade durante l’orario di lavoro, e anche le loro opinioni sono funzionali al mettere in scena in dibattito vivo nell’opinione pubblica.

Sono rarissimi i momenti di intimità concessi a questi personaggi, sempre relegati in ufficio o nelle chiassose strade di New York. Ma questo non è che un altro punto di forza della serie, la quale non si lega a un personaggio fino a diventarne una serie biografica. Law & Order rimane distante e i personaggi non sono che comparse nella lunga storia della giustizia americana.

Non mancano però personaggi capaci di catturare la simpatia degli spettatori.

Lennie Briscoe è un detective della squadra omicidi, con più di un divorzio alle spalle e qualche problema passato di alcolismo. Il suo atteggiamento quasi indifferente e sarcastico di fronte alle vittime è tra i momenti più -perdonate la mancanza di tatto- divertenti di ogni episodio. Sarà che Briscoe ci ha fatto il callo a certe cose, ma le sue osservazioni sono oro colato, quasi delle perle di saggezza.

Sam Waterston in Law & Order
Sam Waterston è James McCoy

James McCoy è invece il vice procuratore determinato, che spesso si trova a dover scegliere tra il vincere un processo e la difesa dello stato di diritto. Davanti a scelte impopolari non si tira indietro, e in un sistema giuridico dove la carica di procuratore è elettiva  è una scelta parecchio coraggiosa. Il personaggio di McCoy è ammirevole proprio per questo sua determinazione a perseguire la verità e la giustizia, che però si scontra con i suoi studi e la sue conoscenza del diritto. I suoi grattacapi, i suoi dubbi e le sue riflessioni sono di una ricchezza e profondità illuminante per chi volesse unire il dilettevole all’utile.

Anita van Buren, infine, è sia la donna con il ruolo più importante nella serie, sia il personaggio che è apparso in più episodi -quasi 400. Il tenente van Buren dirige la squadra omicidi dalla terza alla ventesima, e ultima, stagione della serie. In quanto nera e donna in carriera è spesso l’unica voce data alle minoranze, soprattutto in casi nei quali entrano il gioco tematiche come il razzismo e il sessismo. A lei è dedicata la side story della ventesima stagione, nella quale al tenete viene diagnosticato un cancro. Durante alcuni episodi la vediamo pensierosa e quasi assente, intenta a consultare conti dell’ospedale e ricette mediche: il commiato alla serie si fa reale e commovente con questi brevi momenti rubati alla giustizia e regalati alla sofferenza.

Law & Order non è una semplice serie televisiva, ma un ricco trattato popolare sul diritto e le sue complesse sfaccettature. Sta a noi coglierle per apprezzare o criticare la realtà giuridica a noi più vicina.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here