Il sole inonda di luce le strette viuzze di Cassano allo Ionio, piccola cittadina della provincia di Cosenza, in Calabria, quando un gruppo di donne si ritrova fuori dai propri portoni di casa a chiacchierare. A Cassano è presente una forte comunità di immigrati e richiedenti asilo che diventa oggetto delle chiacchiere degli indigeni. Inizia così Quasi Domani (2017), il film documentario di Gianluca Loffredo.

La telecamera segue le storie di cinque ragazzi che affrontano il lungo e lento processo di integrazione nella società del paese calabro. C’è chi ha ormai acquisito persino la cittadinanza, lavora e vive la comunità quotidianamente, chi dopo aver trovato un lavoro decide di uscire dal centro d’accoglienza e trovarsi una sistemazione autonoma e indipendente, chi soffre la lunga attesa del processo di asilo e chi non riesce a non sentire nostalgia della propria casa e dei propri affetti.

Non manca nemmeno chi, per trovare lavoro, è costretto a spostarsi nuovamente, seguendo la stessa strada che molti giovani calabresi percorrono con le stesse speranze.

Le storie raccontate in Quasi Domani si sviluppano in un ambiente complesso, dove accoglienza e astio si mescolano, arrivando a situazioni paradossali del tipo che i neri sono tutti invasori, tranne quelli che si conoscono, che sono brave persone, delle vere e proprie eccezioni.

Le voci del paese sono infatti ambigue: per quanto possano essere infarcite di stereotipi testimoniano un grosso disagio e una tragica difficoltà della popolazione. Manca il lavoro. La disoccupazione è altissima e i giovani se ne vanno tutti. Non a caso le voci del paese sono tutte di persone anziane, come se non ci fosse nessun’altro a popolarlo. Sembra che l’unica gioventù sia quella appena arrivata.

Quasi Domani racconta delle storie comuni, semplici e quotidiane. La speranza è il sentimento più diffuso in ogni scena, quando la camera indugia su un volto o sull’assolato e luminoso paesaggio calabrese.

La luce, d’altronde, è l’altra grande protagonista di questo documentario. Brillante e potente restituisce allo spettatore tutte le aspettative sul futuro che questi ragazzi si sono creati. Il loro futuro, tra quelle colline della punta dello stivale, si è finalmente acceso.

Sta iniziando a brillare di luce propria.

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