Otto Preminger, un celebre artista cinematografico di origine austriaca, asserì: “La storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo Roma Città Aperta.”

Il film diretto da Roberto Rossellini, uscì nei cinema italiani nel 1945 e rappresenta il primo della cosiddetta Trilogia della guerra antifascista realizzata dal regista romano, al quale seguiranno Paisà (1946) e Germania anno zero (1948).

Roma Città Aperta si svolge a Roma dopo l’armistizio di Cassibile e racconta i nove mesi dell’occupazione nazista della capitale attraverso le vicissitudini di personaggi che cercano in tutti i modi di eludere l’efferatezza del nemico tedesco. Giorgio Manfredi è un militante comunista e uomo di spicco della resistenza che ha una relazione turbolenta con Marina. Francesco è invece un tipografo antifascista che sta per convolare a nozze con una certa Pina (Anna Magnani) una giovane vedova con figlio a carico, infine abbiamo Don Pietro (Aldo Fabrizi), un parroco sempre pronto ad aiutare i partigiani e i perseguitati politici.

Roma Città Aperta corrisponde ad una delle pellicole più rappresentative del neorealismo, una corrente cinematografica che si sviluppò nel dopoguerra e prevedeva la narrazione fedele di quello che accadeva realmente nelle strade.

L’indimenticato Aldo Fabrizi mette da parte la sua irresistibile comicità per interpretare un personaggio intenso e struggente che si erge a vero e proprio simbolo della lotta al nazifascismo; il suo Don Pietro, ispirato a due parroci antifascisti, è un uomo probo e coraggioso che segue realmente la parola del Signore. L’attore romano lavora di sottrazione offrendo al pubblico un’interpretazione misurata e profonda che suggella tutta la sua versatilità.

La sempreverde Anna Magnani invece simboleggia la purezza e la forza dell’amore, un sentimento che infonde anche il coraggio di sfidare le temibili SS. La Nannarella Nazionale, prima attrice italiana ad aggiudicarsi il Premio Oscar, infonde al suo personaggio carattere e spessore dimostrando di essere una delle interpreti più brave di sempre. Lei e Fabrizi sono considerati veri e propri simboli di quella Roma verace e genuina che non esiste più.

Roma Città Aperta ricevette una nomination agli Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale firmata dagli illustri Sergio Amidei e Federico Fellini, si aggiudicò la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1946 e Anna Magnani ottenne il Nastro d’Argento come Miglior Attrice Non Protagonista.

Il titolo della suddetta opera fa riferimento alla IVa Convenzione dell’Aja del 1907, la quale prevedeva che le città prive di difesa e di obiettivi politici fossero completamente immuni da attacchi nemici. Siamo indubbiamente di fronte ad un’opera intramontabile e maestosa che dovrebbero far visionare in ogni singola scuola italiana, in modo tale da non permette che l’urlo accorato di Pina rimanga inascoltato dalle nuove generazioni.

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