Per una rosa diretto da Marco Bellocchio e realizzato grazie alla collaborazione degli allievi di FARE CINEMA 2011, è un cortometraggio di 18 minuti che nasce e muore sulle rive del Trebbia, il fiume che passa per la città di Bobbio, luogo di nascita dello stesso regista.

A ottant’anni il cinema di Bellocchio è ancora vivo, impegnato e poetico come quando aveva incominciato, e lo si evince dagli ultimi lavori partoriti. Oltre all’acclamato Il Traditore, il regista se ne esce con alcune chicche come La Lotta o Per una rosa che, nonostante la breve durata, quello che hanno da dire è un tesoro immenso.

La trama di Per una rosa (2017)

Per una rosa diretto da Marco Bellocchio è un cortometraggio del 2017 che nasce e muore sulle rive del Trebbia, il fiume che passa per la città di Bobbio.
Una scena di Per una rosa di Marco Bellocchio

In un bar di Bobbio, la giovane Elena inizia il suo primo giorno di lavoro estivo. Guidata dalla proprietaria, una donna che ha perso da poco il marito, e dal giovane barista, la ragazza viene a contatto immediatamente con personaggi tanto strani quanto poetici. C’è l’uomo che è insoddisfatto della sua vita ma cerca comunque di rendere acceso il rapporto con la moglie. C’è poi il ragazzo tossicodipendente che cerca di disintossicarsi abusando di grappini che non vengono mai pagati. La proprietaria, di per sé, è ancora provata dal lutto, mascherato dietro a un comportamento severo e irrequieto.

In un vortice di volti, di figure umane problematiche e incomprese, Elena sembra avvicinarsi all’età adulta con timore e disorientamento. Ma poi la prova lavorativa finisce e i problemi del giorno cessano come per magia con l’arrivo della sera.

Per una rosa di Bellocchio è un po’ la metafora della giovinezza che a piccoli passi inizia a farsi strada nell’età adulta. In quel piccolo bar, le varie sfaccettature della vita e dell’essere umano emergono, svaniscono e ritornano. Un semplice oggetto come una rosa può far risvegliare quella voglia di vivere che sembrava essersi estinta fra quelle montagne.

Bellocchio, dalle grandi figure di personaggi storici, dai grandi temi della politica e della società, racconta anche le piccole esistenze. In questo caso, quelle della sua città. Bobbio, infatti, solcata dal fiume e unita dal Ponte Vecchio, ha una poetica nascosta che viene fuori attraverso le facce e le vicende dei suoi cittadini che ad uno ad uno si smascherano all’interno di quel bar.

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