La Festa del Lavoro assume in questa situazione che stiamo vivendo ancora più significato. Negli ultimi anni la precarietà è diventata una certezza per i lavoratori, frustati da due grandi crisi economiche in poco più di un decennio. Il lavoro è parte essenziale della vita dell’uomo e in quanto tale non poteva essere escluso dal diventare parte ricorrente di innumerevoli opere cinematografiche. Negli anni, il cinema ha fotografato la condizione lavorativa del suo presente, per riderne, per riflettere o per criticarla, se non per migliorarla. Così per questa giornata in cui non si potrà scendere in piazza a cantare e celebrare il lavoro e i lavoratori vogliamo proporvi 10 titoli di film da vedere il primo maggio.

Tempi Moderni – Charlie Chaplin (1936)

Nel 1936 Charlie Chaplin colloca il suo Charlot all’interno di una fabbrica, dove lavora lungo la catena di montaggio. È l’inizio dell’alienazione operaia: il ripetitivo lavoro in fabbrica porta lentamente ma inesorabilmente gli uomini alla pazzia. L’alienazione sul luogo di lavoro, la disoccupazione, i ritmi estenuanti e la lotta per i propri diritti già compaiano in Tempi Moderni.

Tempi Moderni di Charlie Chaplin

La classe operaia va in paradiso – Elio Petri (1971)

Elio Petri dirige Gian Maria Volonté in un intenso racconto delle condizione operaie nell’Italia dei primi anni Settanta. Impiegato a cottimo alla B.A.M Lulù non si interessa alle rivendicazioni sindacali fino a quando ha un incidente sul lavoro. La classe operaia va in paradiso è un film a metà tra il manifesto politico e l’affresco sociologico, in un crescendo di tensione e senso di oppressione. Sembra di stare per essere schiacciati dalle macchine.

Pride – Matthew Warchus (2014)

Tra le lotte sindacali più dure degli ultimi decenni campare sicuramente quella che i minatori britannici hanno dovuto imbastire contro il governo di Margaret Thatcher. Pride, diretto da Matthew Warchus, racconta la solidarietà in questa lotta del movimento LGBT, che nello stesso periodo stava affrontando una lotta parallela: quella per i propri diritti. Le due battaglia, entrambe per la dignità umana, nonostante iniziali diffidenze e pregiudizi, diventano una sola.

Pide è tra i film da vedere il primo maggio

Mimì metallurgico ferito nell’onore – Lina Wertmüller (1972)

Scritto e diretto da Lina Wertmüller racconta la storia di Carmelo Mardocheo, detto Mimì, il quale perde il lavoro in una cava di zolfo di Catania  per aver votato il candidato sindaco del PCI invece che quello protetto dalla locale cosca mafiosa. Mimì così emigra a Torino, dove però si troverà a lavorare in nero per una ditta sempre legata alla mafia. Il film della regista Premio Oscar alla carriera nel 2020 tratta di tematiche purtroppo ancora attuali nel modo del lavoro italiano: il lavoro nero e la penetrazione mafiosa nell’economia legale.

Tutta la vita davanti – Paolo Virzì (2008)

Paolo Virzì adatta il romanzo di Michela Murgia Il mondo deve sapere e racconta, con i toni della commedia, il mondo del lavoro precario nei call-center. Nel cast Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli e Micaela Ramazzotti.

Mi fido di te – Massimo Venier (2007)

Il duo comico Ale & Franz scende dal palcoscenico per portare sullo schermo una commedia agrodolce sul valore dell’amicizia. Francesco Villa è un manager di un’agenzia immobiliare che quando viene licenziato, per nascondere alla famiglia la cocente delusione, inizia a lavorare come benzinaio e come omino dell’acqua. Un giorno incontra Alessandro Besentini, un truffatore a tempo perso con seri problemi economici, e i due decidono di unire le forze per truffe sempre più remunerative. Ma se Francesco vuole recuperare lo status perduto, Alessandro cerca solo un po’ di stabilità. La regia di Massimo Venier è garanzia di qualità quando si parla di commedie che osano e lasciano un segno.

Mi fido di te (2007) di Massimo Venier
Ale & Franz in una scena del film

Generazione 1000€ – Massimo Venier (2009)

Di nuovo Massimo Venier alla regia per un film su quella generazione di lavoratori costretti a vivere mese dopo mese, senza poter pianificare nulla della propria vita. Chiamati bamboccioni da  chi poteva trovare un lavoro ben pagato con uno schiocco di dita, Matteo, Francesco e Beatrice vivono la loro vita con contratti precari a meno di 1000€ al mese.

Fantozzi – Luciano Salce (1975)

Come non nominare il ragioniere più amato d’Italia? Paolo Villaggio appare come il ragionier Ugo Fantozzi in dieci film, nei quali interpreta il ruolo di questo povero impiegato, senza spina dorsale e vessato dai suoi superiori. Fantozzi affronta i temi più ricorrenti sul luogo di lavoro: mobbing, pigrizia, meschinità tra colleghi, ipocrisie e servilismo. Il film di Luciano Salce è un affresco poco lusinghiero ma molto divertente della nascente società impiegatizia italiana.

La famiglia Fantozzi

The Pills: Sempre meglio che lavorare – Luca Vecchi (2016)

Dopo aver spopolato su YouTube con una loro web-serie i The Pills sbarcano al cinema per raccontare il rapporto tra i giovani e il mondo del lavoro. Questo è visto come minaccia ad una vita tranquilla e rilassata, un qualcosa di cui addirittura vergognarsi.  Con la loro sagace ironia, al limite del paradossale, i The Pills raccontano le vicissitudini di un trio di amici romani alle prese con il dover diventare adulti.

Smetto Quando Voglio – Sidney Sibilia (2014)

Sidney Sibilia dirige quella che forse è tra le migliori saghe italiane degli ultimi decenni. Edoardo Leo interpreta Pietro Zinni, un neurobiologo che, arrivato oltre i 30 anni con un precario lavoro da ricercatore universitario, mette su, con l’aiuto di vecchi amici e colleghi d’università, una banda per produrre e rivendere una smart-drug. Nel cast compaiono tra i migliori attori della commedia italiana moderna: Valerio Aprea, Pietro Sermonti, Stefano Fresi e Paolo Calabresi. Neri Marcorè è invece il cattivo della situazione.

Edoardo Leo è Pietro Zinni

Basta quindi solo mettersi comodi e scegliere quale sia il film da vedere il primo maggio.

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