Il regista visionario Paolo Sorrentino si cimenta, per la prima volta nella sua gloriosa carriera, nella realizzazione di una serie televisiva e i risultati sono stupefacenti. In The Young Pope la trama è incentrata su Lenny Belardo (Jude Law), un giovane papa machiavellico e anticonformista. Egli si porta dietro il pesante fardello dell’abbandono da parte dei genitori, cosa che gli ha condizionato in modo irreversibile l’esistenza.

The Young Pope di Paolo Sorrentino. Il regista napoletano analizza in modo provocatorio il prestigio papale ed ecclesiastico. Con Jude Law e Silvio Orlando.
Jude Law in una scena di The Young Pope

Il segretario di stato Angelo Voiello (Silvio Orlando) contribuirà fortemente all’elezione di Belardo durante il conclave in quanto è fermamente convinto di poterlo manovrare come un burattino. Tuttavia, il giovane cardinale statunitense dimostrerà esattamente il contrario.

Sorrentino non ha mai celato il fatto di essere affascinato dal potere in ogni sua declinazione. Ecco dunque che dopo l’andreottismo e il berlusconismo, il divo Paolo analizza in modo provocatorio il prestigio papale ed ecclesiastico, mostrando allo spettatore la difficoltà da parte del pontefice di esercitare liberamente la propria sovranità. D’altronde, come asseriva il celebre filosofo francese Voltaire: “Il papa è un idolo a cui si legano le mani e si baciano i piedi.”

Il regista de La grande bellezza esplora con audacia il mondo del Vaticano svelandone i retroscena più reconditi. Come di consueto, dà vita ad un’opera allegorica e volutamente contraddittoria che riesce a mescolare sapientemente i generi più disparati.

Jude Law è sublime nell’incarnare questo giovane e affascinante uomo di chiesa dalla forte e bizzarra personalità. Lo stesso Silvio Orlando è ineccepibile nell’interpretare un cardinale pragmatico e manipolatore che riesce sorprendentemente a tenere sempre tutto sotto controllo con astuzia e zelo. Da menzionare, infine, la sempreverde Diane Keaton nei panni di Suor Mary; l’attrice statunitense interpreta colei che ha cresciuto Lenny: una donna di chiesa forte e dolce allo stesso tempo.

The Young Pope risulta essere ad oggi l’unica serie TV italiana ad essere stata candidata agli Emmy e ai Golden Globe. La si può considerare come la summa del cinema sorrentiniano. La forza di questo talentuoso e brillante regista partenopeo sta nel possedere uno stile atipico che si discosta da tutti gli altri cineasti. I personaggi delle sue opere metafisiche e barocche sono spesso sopra le righe ed hanno tutti uno spiccato senso dell’umorismo. Non mancano, inoltre, molteplici voli pindarici e sequenze oniriche spettacolari. Esse contribuiscono a fare in modo che il cinema dirompente di Sorrentino sia un cinema d’autore che non si dimentica di andare incontro ai gusti popolari.

The Young Pope non si esime dall’affrontare vari temi scottanti come Il celibato, la pedofilia, l’omosessualità e la crisi mistica, servendosi di quel distacco e di quella leggerezza necessari sia nella settima arte che nella vita. La frivolezza è un vero e proprio dogma per i personaggi creati da Sorrentino. Questo giovane papa sui generis che fuma e ama bere la Coca-Cola Cherry Zero va ad aggiungersi alla straordinaria galleria dei personaggi pittoreschi partoriti dal mirabile estro del regista premio Oscar.

Altro marchio di fabbrica di quest’ultimo è la solida sceneggiatura farcita di vocaboli colti e frasi suadenti. Grazie a Umberto Contarello, Tony Grisoni e Stefano Rulli riesce a dare vita a dialoghi brillanti e densi di significato che non possono lasciare indifferente lo spettatore.

Mi congedo con il seguente aforisma del compianto filosofo romano Lucio Anneo Seneca, fortemente connesso al significato insito in The Young Pope: “Molto potente è chi ha se stesso in proprio potere.”

The Young Pope di Paolo Sorrentino. Il regista napoletano analizza in modo provocatorio il prestigio papale ed ecclesiastico. Con Jude Law e Silvio Orlando.
The Young Pope di Paolo Sorrentino

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here