Uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 1982 In viaggio con papà ha avuto l’enorme merito di far incontrare i due attori più rappresentativi di Roma: Alberto Sordi e Carlo Verdone.

Da anni molti sostengono che quest’ultimo sarebbe l’erede naturale del Marchese della Commedia all’italiana. Verdone dal canto suo nega sistematicamente questo paragone sostenendo di possedere, rispetto al suo illustre collega, una comicità maggiormente bonaria e indulgente. Ma proviamo ad analizzare approfonditamente il modus operandi di questi due mostri sacri del cinema italiano.

Nel corso della sua lungimirante carriera cinematografica Alberto Sordi ha incarnato il cosiddetto italiano medio interpretando spesso personaggi cinici e qualunquisti che avevano nel loro DNA la famosa arte di arrangiarsi tipica dell’individuo italico. L’Albertone Nazionale ha deliziato il pubblico con personaggi memorabili rimasti nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori. Sordi veniva dal dopoguerra, un momento storico in cui c’era una notevole voglia di rivalsa da parte degli italiani che culminò con il boom economico.

In viaggio con papà - Carlo Verdone e Alberto Sordi insieme per la prima volta
Alberto Sordi e Carlo Verdone in una scena del film


Carlo Verdone, invece, è figlio degli anni ’80, un periodo in cui imperversavano la spensieratezza e la solidità economica. Nelle sue prime opere Verdone ha interpretato alcune caratterizzazioni che aveva portato con successo in televisione. Successivamente il comico romano si è calato nei panni di personaggi più sfaccettati e complessi mediante i quali ha cambiato radicalmente il suo modo di fare cinema. Anche Verdone, allo stesso modo di Sordi, ha incarnato l’italiano medio, ma lo ha fatto in un’epoca diversa.

È pur vero che mentre la comicità di Sordi era prettamente amara, quella di Verdone è dolceamara e maggiormente improntata alla poesia. Altra differenza sostanziale tra le due icone romane è quella della regia; Verdone infatti ha quasi sempre diretto magistralmente le pellicole in cui è protagonista mentre Sordi ha lasciato maggiormente il segno nei film diretti da altri registi.

Dopo questa mia ampia digressione torniamo a parlare di In viaggio con papà.

La trama del suddetto lungometraggio, impreziosito dalla colonna sonora del maestro Piero Piccioni, verte sul rapporto conflittuale tra un padre godereccio e arrogante, interpretato da Alberto Sordi, e un figlio ingenuo e timido, interpretato da Carlo Verdone. I due saranno costretti giocoforza ad intraprendere insieme un viaggio che gli permetterà di conoscersi meglio.

Alberto Sordi scrive assieme a Rodolfo Sonego, Augusto Caminito, Sergio Leone e allo stesso Carlo Verdone una sceneggiatura ben calibrata che spinge molto sull’acceleratore della comicità, permettendo ai due straordinari protagonisti di tirar fuori tutta la loro immensa verve artistica. I due infatti in questa irresistibile commedia on the road dimostrano di avere una grande alchimia, la quale gli permette di dare vita a sequenze a dir poco esilaranti.

In viaggio con papà fu campione d’incassi nella stagione cinematografica 1982-83 piazzandosi al quinto posto dei film più visti. Pensate che il progetto era nato molti anni addietro, tanto che nelle intenzioni di Sordi quest’ultimo, in origine, avrebbe dovuto interpretare il figlio, mentre il compianto Vittorio De Sica sarebbe dovuto essere il padre.

Mi congedo con il seguente aforisma dell’indimenticato drammaturgo e poeta inglese William Shakespeare, significativamente correlato al significato intrinseco del film: “È un padre saggio quello che conosce il proprio figlio.”

E voi mi raccomando, qualora non lo abbiate ancora fatto, partite per questo viaggio in celluloide con due miti assoluti del cinema italiano. Sono sicuro che non ve ne pentirete!

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