Che Woody Allen sia un regista profondamente influenzato dalla cultura europea e a quella fuori dai confini americani è risaputo. Il suo amore verso una certa Letteratura e verso un determinato cinema lo si è visto in moltissime sue opere, tuttavia non è recente. L’interesse di Allen verso scrittori quali Dostoevskij e Tolstoj e verso registi come Bergman o Fellini, si ritrovano già nel cult del 1975, Amore e Guerra.

Con Diane Keaton nel ruolo della coprotagonista assieme ad Allen, il titolo di per sé è già un omaggio a Guerra e Pace di Tolstoj. In più abbondano i rimandi, all’interno della pellicola, alla storia russa, come la guerra con la Francia di Napoleone. Si delineano delle scelte stilistiche e registiche tipiche di un determinato cinema. La presenza di Dostoevskij è presente anche nelle battute più spiritose.

Sì perché, Amore e Guerra è una commedia nel puro stile del regista e comico newyorchese. Forse è questo il film dove oltre ad un ironico esistenzialismo, Allen mescola boutade che sono davvero rimaste negli annali. Basti solo citare un pezzo del dialogo fra Allen e Keaton all’inizio della storia.

– Io credo di essere mezza Santa e mezza vacca.
– Scelgo la metà che dà il latte!

da Amore e Guerra

La trama di Amore e Guerra (Love and Death)

Amore e Guerra, di Woody Allen, anno 1975.
Amore e Guerra (1975)

Boris Gruschenko, un giovane russo coi capelli rossi occhiali dalla spessa montatura, il giorno che si dichiara alla cugina Sonja, lei confessa di amare suo fratello Ivan, ma non potendolo sposare è costretta a cedere alla proposta del venditore di aringhe Voskovec.

Nel frattempo, la Francia, capitanata da Napoleone, parte alla conquista della Russia e Boris è costretto ad arruolarsi. Non volendo, riesce a sgominare le truppe francesi e torna in patria da eroe mentre Sonja continua una vita abbastanza dissoluta.

I due si sposeranno in seguito e per puro caso, dopo che Boris è stato risparmiato dal Conte Lebedokov che lo aveva sfidato a duello. Sonia e Boris seguono la loro vita felice, ma l’ombra del tiranno francese oscura ancora il loro radioso futuro.

Allen è uno dei più europei fra i registi statunitensi. In Amore e Guerra si coglie molta della produzione artistica di Dostoevskij, e di altri suoi connazionali scrittori. Si spinge oltre verso un comico esistenzialismo chiamando all’appello anche Dio e la Morte. Da notare i rimandi verso il cinema di Ėjzenštejn e soprattutto, come già detto sopra, verso la poetica bergmaniana. Non è un caso il tributo al film del regista svedese, Persona, e neanche quello alla danza macabra nel finale de Il Settimo Sigillo. Ma se c’è un velo di poetica europea da una parte, Allen accosta la sua inequivocabile comicità della grande mela.

– Ma certo che Dio esiste: siamo fatti a sua immagine.
– E io sarei a sua immagine? Guardami: credi che Lui porti gli occhiali?
– Non con quella montatura.

Dialogo fra Sonja e il cugino Boris

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