Sono uno di quelli che della propria infanzia si ricorda poco e niente. Anzi, più niente che poco. L’unica cosa che mi ricordo abbastanza chiaramente, è la videocassetta de La carica dei 101 che avrò visto decine, se non centinaia di volte. Anzi, secondo quanto dicono i miei genitori, la vedevo tutte le sere, di tutti i giorni. Senza quella marmaglia di cuccioli a scorrazzare per lo schermo del televisore, io, non mi sarei mai addormentato.

La carica dei 101 è il diciassettesimo Classico Disney. Esce nelle sale americane il 25 gennaio 1961, dopo l’insuccesso commerciale de La Bella Addormentata nel bosco due anni prima. In quel periodo lo studio d’animazione della Walt Disney Company era in procinto di chiudere, ma la produzione di questo film, realizzata anche tramite una nuova e più veloce tecnica di inchiostrazione, permise di risparmiare molto. Anche se, comunque, il personale dello studio venne ridotto nell’ordine di centinaia di dipendenti.

L’utilizzo della xerografia, nonostante fosse più veloce, segnò un grande cambiamento nella produzione dello studio fondato da Walt Disney, che sentiva svanire quell’elemento fantastico che aveva sempre cercato di trasmettere nei suoi disegni animati. I dettagli degli sfondi venivano infatti fotocopiati in serie. Il forte risparmio economico sacrificava la qualità artistica del film. Film che nonostante tutto fu un grande successo: prodotto con un budget di 4 milioni di dollari, nel 1961, solamente tra Stati Uniti e Canada ne incassò più di 14 milioni. Inoltre, La carica dei 101 tornò nelle sale più volte nel corso degli anni, in più parti del mondo. In Italia, oltre al 1961, tornò al cinema altre cinque volte, nel 1970, 1979, 1981, 1995 e anche pochi anni fa nel 2012.

Ad oggi La carica dei 101 ha incassato oltre 200 milioni di dollari, rivelandosi uno dei più grandi successi della Disney.

E come sia stato possibile è sotto gli occhi di tutti. La carica dei 101 racconta infatti una bellissima storia, capace di emozionare grandi e piccini. E, seppure Walt Disney non ne fosse molto soddisfatto, i disegni e le animazioni sono rimaste nel cuore di molti. I cuccioli sono adorabili e persino la malvagia Crudelia De Mon è disegnata con l’eleganza che le compete.

Il soggetto del film è tratto dal romanzo del 1956 I cento e un dalmata di Dodie Smith. Rudy Radcliff è un compositore single che vive a Londra insieme al suo cane dalmata Pongo. Un giorno durante una passeggiata al parco, i due si scontano con Anita e la sua cagnolina Peggy, anche lei dalmata. Tra le due coppie è subito amore.

Quando Peggy dà alla luce la sua prima cucciolata, arriva a trovare la dolce famigliola una vecchia amica di Anita, Crudelia De Mon. Crudelia è una donna ricca e materialista, che appena vede quella adorabile cucciolata, invece di riempirsi gli occhi di cotanta tenerezza, se li vede già addosso a mo’ di calda e soffice pelliccia. Ma Rudy e Anita sono categorici: i cuccioli non sono in vendita. Purtroppo, Crudelia De Mon non è tipo capace di accettare un no come risposta.

La carica dei 101 è quel film che ti resta nel cuore. Quel film che magari non vedi per anni, ma è come se lo avessi visto la sera prima. Le emozioni le senti tutte. Forse c’entra il fatto di averlo visto tutte le sere per giorni, mesi e forse anni da bambino, ma ogni volta che ripenso a quando Pongo e Peggy si mettono a contare tutti i cuccioli salvati dalle grinfie di Crudelia De Mon, una leggere e calda sensazione di gioia inizia a prendere possesso di me.

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