Se amate il cinema di Alfred Hitchcock e volete saperne di più sul suo conto, non potete non leggere Il cinema secondo Hitchcock, una delle opere più importanti riguardanti il regista inglese. Un faro per la settima arte scritto da un altro genio del cinema: François Truffaut.

Il cinema secondo Hitchcock, il romanzo/intervista di Truffaut a uno dei geni del cinema.
François Truffaut e Alfred Hitchcock

Iniziata come un’intervista di 50 ore, in realtà Truffaut e Hitchcock parlarono per molti anni dopo quell’incontro. Il cinema secondo Hitchcock, fu pubblicato per la prima volta nel 1966, diventando quasi subito un classico della letteratura giornalistica. Il libro venne poi ristampato dopo la morte del maestro del brivido avvenuta nel 1980. In quell’occasione Truffaut aggiunse una prefazione, un’introduzione e un capitolo finale conclusivo, dove si elencavano gli ultimi film di Hitchcock.

L’idea per un’intervista seria e approfondita da parte di uno dei membri dei Cahiers du Cinema, nacque quando Alfred Hitchcock si trovava in Francia. Assieme all’amico e collega Claude Chabrol, il giovane Truffaut riuscì a intervistare uno dei più importanti autori cinematografici di sempre. I 15 capitoli, pubblicati nel ’66, furono scritti così come avvenne la conversazione fra i due. Una vera e propria intervista giornalistica che scava nella vita del grande visionario.

Truffaut parte dall’inizio, dall’infanzia e dall’episodio in cui un piccolo Hitchcock passò dieci minuti in una cella della polizia: “Questo è ciò che succede ai bambini cattivi!”, disse l’agente. Uno scherzo da parte del padre che cambiò radicalmente la vita del giovane Alfred. Molti dei suoi film saranno legati a quest’aura d’innocenza e confusa colpevolezza.

Successivamente si parla del periodo inglese, quello dei primi lavoretti come dialoghista e dei primissimi film muti. Indimenticabile la parte un cui Hitchcock racconta la lavorazione del suo primo film. Poi si arriva naturalmente allo sbarco in America e ai grandi successi. Da Il sospetto (1941) fino a La finestra sul cortile, da North by Northwest a Gli Uccelli, per poi arrivare alle ultime pellicole e alla serata in suo onore dove gli fu conferito l’AFI Life Achievement Award nel 1979.

Il cinema secondo Hitchcock ci permette di scoprire anche la sfera più intima del regista. Pagina dopo pagina sorge l’idea di Hitchcock come un uomo dotato di un incredibile sense of humor. Egli scherza e si confessa con il giovane Truffaut senza tralasciare nemmeno le parti più private della sua esistenza. Da questo libro nel 2015 nasce anche un docufilm, intitolato Hitchcock/Truffaut, diretto da Kent Jones.

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