“Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto.” Quest’estratto di Romeo e Giulietta, celebre tragedia composta da William Shakespeare tra il 1594 e il 1596, risulta essere intrinsecamente correlato al significato del film Il grande passo. Diretto da Antonio Padovan, il lungometraggio ha il merito di far incontrare due tra i migliori attori italiani attualmente in circolazione: Giuseppe Battiston e Stefano Fresi.

Il regista di Finché c’è prosecco c’è speranza, coadiuvato in fase di sceneggiatura da Marco Pettenello, racconta la storia di due fratellastri che dopo tanti anni si ritroveranno; Mario (Stefano Fresi) vive a Roma dove gestisce una ferramenta insieme alla madre mentre il fratellastro Dario (Giuseppe Battiston), che non vede da anni, ha dei seri problemi mentali e vive isolato in un casolare. Un giorno la follia di Dario provocherà un incendio che il vicino denuncerà prontamente. A causa di ciò Dario sembrerebbe già destinato al T.S.O ma l’arrivo del fratello si rivelerà essere provvidenziale e gli permetterà di continuare indisturbato a seguire il suo sogno: andare sulla Luna.

Una scena de Il grande passo (2019)

Padovan si ispira al capolavoro Qualcuno volò sul nido del cuculo e alla nobile tradizione dell’intramontabile commedia all’italiana per elogiare senza se e senza ma i sognatori, vittime incomprese di una società superficiale e ingiusta nella quale vincono i qualunquisti e i mediocri.

Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma del compianto poeta irlandese Oscar Wilde: “La società spesso perdona il criminale ma non perdona mai il sognatore.” Dario infatti è un ingegnere aerospaziale sui generis che non viene compreso da una provincia gretta e ottusa nella quale il diverso viene etichettato come un malato di mente.

Stefano Fresi è come al solito straordinario nell’incarnare un uomo ancorato alla madre che si accontenta di esistere, tanto da non concedersi mai una vacanza. Giuseppe Battiston è sublime nell’interpretare questo personaggio borderline che vuole andare sulla Luna per trovare la serenità.

I due sono accomunati dal fatto di avere un padre egoista e assente che non vedono da anni, interpretato dal compianto Flavio Bucci. Nel bene e nel male questo genitore snaturato ha condizionato irrimediabilmente le esistenze dei nostri protagonisti, i quali non si sono ancora liberati da questo pesante fardello che impedisce loro di condurre una vita gratificante.

Da menzionare inoltre risulta essere il sempreverde Teco Celio nei panni di Adamo, un individuo che ogni giorno fa un continuo e snervante zapping alla TV del bar della zona. Adamo simboleggia l’alienazione provocata da una televisione che spesso induce le persone ad omologarsi pedissequamente.

Altro personaggio molto interessante del film è quello interpretato dalla talentuosa Camilla Filippi, la quale interpreta una giovane donna che non rinuncerà ad inseguire il suo obiettivo nonostante le sistematiche vessazioni subite dal ricco e potente marito.

Giuseppe Battiston e Stefano Fresi, autentici pesi massimi del nostro cinema, dimostrano in questo buddy movie dal respiro internazionale di avere una forte intesa che sfocia in sequenze tenere ed esilaranti al tempo stesso. Dal canto suo, Antonio Padovan, in questa sua seconda opera, fa centro servendosi di un’indimenticabile fiaba lunare per ricordare agli spettatori che non è mai troppo tardi per fare il grande passo.

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