“Si vive di illusione per non morire di realtà.” Quest’aforisma della celebre scrittrice Emanuela Breda risulta essere fortemente pertinente col significato intrinseco di The Prestige (2006).

Il film, diretto dal talentuoso regista Cristopher Nolan, e tratto dall’omonimo romanzo di Cristopher Priest, è ambientato nella Londra vittoriana di fine ‘800 e narra le vicissitudini di due celebri prestigiatori che si sfideranno senza esclusione di colpi al fine di determinare chi sia il più bravo.

Alfred Borden (Christian Bale) è il più spregiudicato dei due ed è reo di aver commesso un errore che ha cagionato la morte della moglie di Robert Angier (Hugh Jackman). Quest’ultimo, a differenza del collega, azzarda meno e non ama sporcarsi le mani di sangue durante la messa in atto dei suoi trucchi, fino a quando il risentimento nei confronti di Alfred diverrà tale da fargli superare ogni limite fisico e morale. Ad accrescere il risentimento reciproco dei due protagonisti ci penserà la bellissima e affascinante Olivia (Scarlett Johansson), la quale prima sarà assistente di Robert e successivamente di Alfred, finendo per innamorarsi di entrambi.

Il regista di Inception e Interstellar, coadiuvato in fase di sceneggiatura dal fratello Jonathan Nolan, regala allo spettatore due ore di cinema puro: The Prestige infatti risulta essere una vera delizia sia per gli occhi che per la mente.

La suddetta opera strumentalizza la magia per parlarci di amore, ossessione e invidia, sentimenti che nel bene e nel male condizionano le esistenze di ognuno di noi, inoltre Nolan mostra che la forte ambizione presente in un individuo lo può portare ad andare “al di là di ciò che può afferrare.”

Christian Bale è enigmatico e carismatico al punto giusto, mentre Hugh Jackman sfodera tutto il suo fascino per incarnare un uomo accecato dall’ossessione. Scarlett Johansson, dal canto suo, interpreta in modo ineccepibile una giovane donna affamata d’amore che ammalia ogni uomo che si trovi al suo cospetto. Da menzionare, infine, l’ineccepibile interpretazione del premio Oscar Michael Caine nei panni di John Cutter, uno scenografo esperto di illusionismo che ci farà ricordare che “l’ossessione è un gioco che si fa da giovani.”

The Prestige presenta molteplici coup de théâtre ed ha anche il grande merito di raccontare il rapporto singolare e viscerale che si viene a creare tra prestigiatore e spettatore, quest’ultimo infatti ama essere intrattenuto ma è sempre meglio da parte del sedicente mago mantenere un alone di mistero sui trucchi che mette in scena, in quanto “il segreto non fa colpo su nessuno. Il trucco che c’è dietro invece è ciò che conta.”

Mi congedo con le seguenti parole di John Cutter che aprono e chiudono questo autentico gioiellino della Settima Arte: “Ogni numero di magia è composto da 3 parti o atti. La prima parte è chiamata La Promessa. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino, o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, sia inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato La Svolta. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo Il Prestigio.”

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