Gretel e Hansel, al cinema dal 19 agosto, è un film di Oz Perkins figlio del più famoso Anthony Perkins, attore protagonista in Psycho (1959).

Si tratta di una rivisitazione in chiave horror della famosa fiaba Hansel e Gretel dei fratelli Grimm. Tutti conosciamo la storia: due fratelli vengono abbandonati nel bosco dai propri genitori che, a causa della povertà e della carestia, non sono in grado di prendersene cura. Nella foresta si imbattono in una casa fatta di zucchero, caramelle e dolci vari dove dimora una strega. La strega cucina tutti i tipi di prelibatezze per Hansel, per potersene cibare una volta ingrassato per bene. Gretel, invece, si occupa della casa.

Alla fine della fiaba Gretel riesce ad ingannare la strega spingendola dentro al forno, liberando così il fratello. Nella casa della strega i due bambini trovano gioielli e pietre preziose con i quali potranno vivere nella ricchezza una volta tornati dal padre.

La rivisitazione operata da Perkins è abbastanza invasiva. Infatti la trama cambia notevolmente. Fin dal titolo che vede l’inversione dei nomi dei due bambini da Hansel e Gretel a Gretel e Hansel. Una scelta programmatica che vuole mettere in evidenza il maggior peso che avrà Gretel nella vicenda.

Nella storia dei Grimm il maggiore sembra essere Hansel in quanto è lui che si prende cura della sorella e la consola quando vengono abbandonati. Nel film invece Gretel si occupa del suo fratellino Hansel con la dedizione di un genitore in quanto il padre è morto e la madre è evidentemente affetta da qualche grave disturbo mentale.

Gretel è un’adolescente forte e indipendente, una ragazza che crede nella libertà e non è disposta a scendere a compromessi con niente e nessuno. Per questo rifiuta di entrare in convento e rifiuta anche le proposte di lavoro di un vecchio borghese del paese, interessato ad avere una schiava sessuale con un contratto da governante.

Tuttavia, senza un lavoro e senza un posto dove stare, Gretel, insieme al fratellino, verrà cacciata di casa dalla madre. Fuggiti nel bosco i due fratelli trovano la dimora della strega. Qui l’abitazione non è fatta di caramelle ma è una normale casa di legno; ciò che attira i due è la visione di un delizioso banchetto attraverso la finestra della sala da pranzo. Nonostante Gretel sia abituata a diffidare sempre di tutti e a stare in guardia da qualsiasi cosa, acconsente di restare nella casa, ospite della gentile signora che vi abita. Tutti i giorni viene servito ai ragazzi cibo a volontà e latte fresco.

Durante la permanenza Gretel scoprirà di avere qualcosa in comune con l’anziana signora. Entrambe possiedono dei poteri magici. Mentre Hansel vaga per i boschi tagliando la legna, Gretel sperimenta le sue capacità e aumenta le sue doti grazie ai consigli della strega. Sarà solo dopo qualche settimana che le cose inizieranno a prendere una brutta piega.

Per gli amanti del genere horror Gretel e Hansel può essere considerato un film fantasy, dal momento che non crea particolare suspense e quasi mai genera terrore. Anzi, in alcune fasi procede molto a rilento. L’atmosfera creata è comunque suggestiva e favolistica. I personaggi sono accattivanti e ben resi. Gretel è determinata e forte. Hansel è un bambino fastidioso e la strega è misteriosa e oscura. L’unico personaggio decisamente fuori contesto è l’alter-ego giovane della strega del bosco che, più che una malvagia fattucchiera dedita alla magia nera, sembra la cantante degli Evanescence.

La storia è intrigante e le scelte del regista sono stimolanti. Personalmente non ho mai apprezzato le rivisitazioni delle fiabe che leggevo da bambina. Film come I fratelli Grimm e l’incantevole strega o anche Meleficient non mi sono sembrati all’altezza delle storie che li precedevano. Mentre Gretel e Hansel di Oz Perkins mantiene alto il livello di narrazione e di significato.

E’ un film piacevole da godersi al cinema in queste prime settimane di riapertura. Come ogni racconto popolare che si rispetti tocca temi importanti quali il prestare attenzione, non fidarsi troppo degli sconosciuti, aiutarsi reciprocamente tra fratelli e non eccedere. A questi, da una parte aggiunge una figura femminile che predomina sulla scena e sulla vita e, per questo, nell’atmosfera medievale del film, non può che essere una strega. Dall’altra parte, modifica il comandamento finale della storia dei Grimm; infatti se nella fiaba i due fratelli tornavano dal padre e, nonostante lui li avesse abbandonati da soli nel bosco, lo perdonano e lo arricchiscono, nel film Hansel e Gretel non torneranno dalla madre ma cercheranno la propria indipendenza costruendo autonomamente il loro futuro.

Un finale adattato alla nostra mentalità moderna ma funzionante con il resto della storia.

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