Anno 1970, due anni prima del fenomeno di Ultimo tango a Parigi e ben 6 dal colossal Novecento, Bernardo Bertolucci decide di portare sul grande schermo una sua trasposizione del romanzo di Alberto Moravia, Il conformista.

Il conformista (1970), con Jean-Louis Trintignant.
Jean-Louis Trintignant è Marcello Clerici ne Il conformista (1970)

Dopo essersi imposto sulla scena come giovane e promettente autore, dopo l’aiuto regia a Pier Paolo Pasolini e dopo i suoi primi lungometraggi come Prima della rivoluzione, Partner e La strategia del ragno, Bertolucci fa un salto di qualità. Si distacca dal materiale grezzo precedente e gira un vero e proprio film: sublime dal punto di vista registico, incisivo da quello estetico, potente dal punto di vista recitativo. Una sorta di banco di prova prima della fama mondiale con Ultimo tango.

Il conformista scritto da Moravia, in fase di sceneggiatura, viene rimodellato dal regista parmigiano tenendo presente la propria visione del mondo. In questo caso, la propria visione della storia, del regime fascista e dei suoi subalterni. Per l’occasione, Bertolucci opta per un cast eterogeneo e di prim’ordine: lo stesso che, in parte, si ritroverà molto spesso anche nelle pellicole successive.

La trama de Il conformista“Le persone veramente serie non sono mai serie”

Il conformista racconta la morbosa ricerca di accettazione all’interno della società che muta volto di stagione in stagione. Durante la stagione fascista, infatti, il docente Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), cerca di avvicinarsi alla polizia politica del regime. Si deve sposare con Giulia (Stefania Sandrelli), una ragazza appartenente alla media borghesia.

Il passato di Marcello è segnato dall’educazione violenta del padre e dalle violenze sessuali subite quando era bambino dal suo autista. Tuttavia, una volta sposata Giulia, Clerici ha già un incarico assegnatogli dai suoi superiori: andare a Parigi e uccidere il professor Luca Quadri (Enzo Tarascio), suo ex docente di filosofia, nonché antifascista rifugiatosi in Francia.

Marcello approfitta del viaggio di nozze nella capitale francese per portare a termine l’operazione. Seguito costantemente dall’agente Manganiello (Gastone Moschin), che è lì per proteggerlo e per assicurarsi che faccia il suo dovere, una volta avvicinato il professor Quadri, Marcello ha un blocco. Una delle cause è anche la moglie del professore, Anna (Dominique Sanda), verso la quale Marcello comincia a nutrire una focosa passione.

Il finale, dove è chiaro e vivido la caduta di Mussolini e del fascismo, cambierà per sempre la vita, il modo di pensare e di agire di Marcello Clerici. Grazie alla fotografia di Vittorio Storaro, suo fidato collaboratore sin da La strategia del ragno, Bertolucci muta colore alle scene che si fanno più cupe man mano che la storia va avanti.

Ne Il conformista, Dominique Sanda interpreta Anna Quadri, mentre Stefania Sandrelli è Giulia, la moglie di Clerici.
Dominique Sanda e Stefania Sandrelli in una scena del film

Il conformista vinse il David di Donatello come miglior film, il premio Interfilm e il premio speciale dei giuristi al Festival di Berlino, e ottenne una candidatura agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Il film è ormai un classico del cinema di Bertolucci, tanto da essere stato inserito nella lista del 100 film italiani da salvare.

“Voglio vedere come cade una dittatura!”

Marcello Clerici (Trintignant) in una scena de Il conformista

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