“La finanza è l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché non spariscono”. Questa celebre frase pronunciata dal produttore cinematografico Robert W. Sarnoff è molto pertinente con Wall Street. Questo film, diretto da Oliver Stone nel 1987, è un vero e proprio gioiellino del cinema americano degli anni ’80.

Wall Street (1987), regia di Oliver Stone.
Wall Street (1987)

Il realizzatore di veri e propri capolavori del calibro di Platoon, JFK e Natural Born Killers, ci racconta le vicissitudini di un giovane broker di New York. Egli vorrebbe collaborare con il noto squalo della finanza, Gordon Gekko, per fare il grande salto, cosa che gli permetterebbe di condurre un’esistenza agiata assieme alla fidanzata Darién, una bellissima e affascinante Daryl Hannah. Stone strumentalizza il mondo finanziario per parlarci del cosiddetto Sogno americano, ovvero, la speranza di realizzare i propri sogni attraverso il duro lavoro, il coraggio e la tenacia.

Il personaggio di Gordon Gekko, doppiato da Giancarlo Giannini, ha permesso a Michael Douglas di ottenere il tanto bramato premio Oscar come miglior attore protagonista. Nel corso degli anni questo affascinante speculatore è divenuto una vera e propria icona della settima arte, nonché un autentico emblema dell’avidità umana. Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente discorso di Gekko in una delle sequenze più significative ed emozionanti dell’opera in questione: “L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro ha impostato lo slancio in avanti di tutta l’umanità. E l’avidità, ascoltatemi bene, non salverà solamente la Teldar Carta, ma anche l’altra disfunzionante società che ha nome America.”

Lo stesso Charlie Sheen se la cava egregiamente nei panni di un ragazzo di modesta estrazione sociale che tenterà l’impervia scalata sociale. Oliver Stone mette alla berlina l’immoralità, lo squallore e l’avidità del mondo della finanza. Gekko infatti si può considerare come un vero e proprio archetipo del rampantismo degli anni ’80. Stone si serve di questo mostro, ispirato probabilmente all’imprenditore e filantropo statunitense Carl Icahn, per denunciare il cosiddetto “Edonismo reaganiano”. Tale termine stava ad indicare la tendenza individualista della politica economica messa in atto dal Presidente Ronald Reagan.

Wall Street, uscito nel 1987, fu un vero e proprio precursore delle pellicole che pongono al centro del loro racconto il tema della finanza. Negli anni successivi infatti illustri registi come Martin Scorsese e Adam McKay hanno realizzato pregevoli lavori come The wolf of Wall Street e La grande scommessa, per citarne alcuni. Film che con stili differenti hanno trattato le medesime tematiche dell’opera di Stone.

Wall Street, con Michael Douglas e Charlie Sheen.
Charlie Sheen e Michael Douglas in una scena del film.

Wall Street si rivelò essere un grande successo commerciale arrivando ad un incasso globale di 50 milioni di dollari a fronte di un budget di 15. Nel 2010 Oliver Stone realizzò un ottimo sequel dal titolo Wall Street – Il denaro non dorme mai, con protagonisti lo stesso Michael Douglas e il giovane Shia Labeouf.

Mi congedo con una celebre battuta del film: “L’avidità, non trovo una parola migliore, è giusta”.

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