Tratto dall’omonima piéce teatrale di Peter Shaffer, Amadeus segnò un altro grande trionfo del regista ceco Miloš Forman agli Oscar. Con esso anche uno degli attori protagonisti della pellicola del 1984, F. Murray Abraham. In verità quella gloriosa notte a Los Angeles l’altro candidato come migliore attore protagonista era Tom Hulce, nei panni di Wolfgang Amadeus Mozart. Tuttavia l’Academy ritenne più giusto darlo ad Abraham per la sua immortale interpretazione di Antonio Salieri. L’uomo che, stando ad alcune ipotesi, sarebbe stato il vero responsabile della morte del grande compositore salisburghese.

Amadeus, anno 1984, regia di Milos Forman.
Amadeus (1984). Tom Hulce e F. Murray Abraham.

Naturalmente sono solo voci, eppure l’opera di Shaffer fantasticava proprio su quest’idea, riscrivendo la storia e mettendo attorno ai fatti reale un alone di puro thriller. Forman, già vincitore di ben 5 Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), ripropone quella stagione di successi trasportando sul grande schermo proprio il testo di Shaffer.

Amadeus parte proprio dal probabile, ma comunque inattendibile, e alquanto crudele antagonismo tra il geniale Mozart e il più mediocre compositore italiano Antonio Salieri. Non si tratta di un film storicamente affidabile, anche se la ricostruzione sociale e musicale della Vienna del ‘700 faccia pensare il contrario. Persino gli attori sono talmente ben strutturati che il cupo dramma tra Salieri e Mozart sia sembrato a un primo impatto credibile e veritiero.

L’Amadeus di Forman è un dramma storico e musicale con una vena fantastica. E’ forse proprio quella a dare al film un’importanza e una bellezza fuori dal comune. Tra le opere cinematografiche in costume è forse quella più sensazionale assieme ad altri capolavori del genere come Barry Lyndon e Orgoglio e Pregiudizio. Dal punto di vista musicale, poi, il film è completamente contornato dalla presenza imponente delle opere mozartiane. Dal principio alla fine esse scandiscono le tappe più salienti della sua carriera e anche quelle dell’antagonista Salieri.

La trama di Amadeus “Questo era Mozart….. Wolfgang….. Amadeus…. Mozart!”

La storia ha inizio con il tentato suicidio di un ormai vecchio Salieri. Rinchiuso in un manicomio di Vienna, racconta la sua storia ad un prete sconosciuto venuto a confessarlo. Molti anni prima, dopo la morte del padre, Salieri, arrivato a Vienna, aveva avuto la possibilità di studiare musica. In breve tempo era diventare il compositore di corte a stretto contatto con l’imperatore d’Austria Giuseppe d’Asburgo-Lorena. La sua è una vita all’apparenza soddisfatta, all’insegna dei fan che spasimano per le sue opere e anche di un buon posto lavorativo che gli permette di vivere agiatamente.

All’improvviso giunge a Vienna Mozart che, da bimbo prodigio qual’era stato, i età adulta aveva deciso di andare nella capitale per fare fortuna e staccarsi un po’ dalla severità del padre, Leopold. Con l’arrivo di Mozart la vita di Salieri cambia e il compositore di Salisburgo porterà ben presto una ventata di aria nuova nel panorama musicale europeo. Salieri, oscurato dalla fama del giovane musicista e dal suo inarrestabile genio creativo, si sente in pericolo, non più apprezzato.

Così, colto da un irrefrenabile istinto di vendetta e di supremazia, decide di sbarazzarsi di lui, mettendo in atto un piano ben congegnato e diabolico al tempo stesso. Conoscendo le pessime condizioni economiche nelle quali si trova Mozart, Salieri, sotto mentite spoglie, gli commissiona una messa da requiem. La stessa messa da requiem che successivamente, dopo averlo ucciso, Salieri dovrebbe far spacciare come sua suonandola al funerale di Mozart. Tuttavia, durante il lungo tragitto che dovrebbe portare alla morte dell’austriaco e alla gloria l’italiano, qualcosa va storto.

F. Murray Abraham interpreta Antonio Salieri nel capolavoro di Milos Forman, Amadeus.
F. Murray Abraham nei panni di Antonio Salieri

Con i già citati F. Murray Abraham e Tom Hulce, il film di Milos Forman è contornato da una vasta sfilza di attori. Elizabeth Berridge nei panni di Costanza Mozart, Jeffrey Jones, ossia l’imperatore, Simon Callow e poi Vincent Schiavelli nel breve ma comunque intenso ruolo di un maggiordomo.

Seguendo l’esempio di Stanley Kubrick, Forman decise di girare tutto il film solo tramite l’uso della luce naturale e tramite le candele. Il risultato è un capolavoro alla pari di un Barry Lyndon ma che in molte sue parti ha davvero più brio. Il film riuscì così a conquistare la totale approvazione della critica e del pubblico.

Amadeus, nonostante l’enorme partecipazione di attori secondari, caratteristi e comparse varie, si regge molto sulle due interpretazioni maschili che poi sono il fulcro di tutta l’opera. Hulce è un Mozart diverso da come ce lo siamo sempre immaginato. Egli è infatti molto spesso insolente e capriccioso. Altre volte è completamente distaccato, folle e alcolizzato. Quello che si è soliti chiamare genio e sregolatezza fusi in un unico essere, dal quale nasce il genio. Il Mozart di Hulce, prima noto soprattutto per aver partecipato al film di John Landis, Animal House, è qualcosa di davvero sublime e divertente.

Ma lo stesso si può dire del Salieri di Abraham. Sublime, grottesco e davvero molto più psicologicamente intricato e interessante. L’attore ha infatti avuto il grande merito di dare a questo personaggio un tono cupo e spettrale. Gli ha estituito tutta la rabbia e l’invidia che lo logorano. Salieri, mediocre compositore, riesce ad accettarsi solo alla fine, riconoscendo di essere stato un dozzinale musicista misconosciuto. Solo in vecchiaia riconosce in Mozart, più che le qualità musicali di cui non aveva avuto mai alcun dubbio, di essere stato un genio assoluto. Di essere stato l’artefice di una totale rivoluzione musicale nel passaggio fra Settecento e Ottocento.

Amadeus è interpretabile anche da un altro punto di vista, ovvero attraverso i concetti di arte per l’arte e con l’arte non si mangia. Salieri ama la musica, ma sa anche che con la semplice forma artistica non si può vivere agiatamente. Perciò si sente protetto lavorando per l’imperatore. Mozart, al contrario, vorrebbe solo scrivere le sue opere e vorrebbe che la gente le accettasse come qualcosa che prima non si è mai visto. Facendo questo cade in miseria ma il suo essere è entrato per sempre nella storia della musica e la sua figura fa ancora rumore.

Mozart sceglie la morte terrena e la vita eterna per la sua arte. Salieri sceglie la stabilità economica e per questo la mediocrità e il silenzio. Il suo elogio finale alla mediocrità ha un qualcosa di fantozziano che, come dice lui stesso, ci assolve tutti e ci permettere di vivere serenamente.

Amadeus, tratto dall'omonima pièce teatrale di Peter Shaffer.
Nei panni di Wolfgang Amadeus Mozart c’è il grande Tom Hulce.

“Parlerò per lei, padre: intercedo per tutti i mediocri del mondo. Io ne sono il campione… e anche il santo patrono!”

Amadeus (1984), regia di Milos Forman

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