Correva l’anno 1996 quando nelle sale di tutto il mondo uscì l’ennesimo capolavoro animato prodotto dalla Disney intitolato Il gobbo di Notre Dame.

Il musical basato sul romanzo Notre-Dame de Paris scritto da Victor Hugo, narra le vicissitudini di un uomo di nome Quasimodo, emarginato dalla società in quanto considerato brutto e gobbo, che si innamorerà di una bellissima ragazza zingara di nome Esmeralda, a sua volta discriminata a causa delle sue origini.

I due si ritroveranno loro malgrado a subire le angherie di Claude Frollo, un giudice spietato, razzista e religiosamente ossessivo che ucciderà la madre di Quasimodo e svilupperà nei confronti di Esmeralda un’attrazione morbosa che gli farà perdere il senno.

L’opera, ambientata nella Parigi del 1498, affronta temi molto delicati come la lussuria, l’infanticidio, il genocidio ed il peccato, mettendo alla berlina l’oscurantismo della chiesa e le sue contraddizioni.

Il gobbo di Notre-Dame inoltre esalta la diversità ed invita lo spettatore a rimanere fedele a se stesso, interrogandosi su cosa voglia dire realmente “essere un mostro”. Pertinente a tal proposito risulta essere la seguente filastrocca presente nel lungometraggio:

“Chi può decidere un mostro cos’è?
Perché un uomo odia, perché un mostro ama?
Che cosa decide il perché?.”

Diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise, Il gobbo di Notre Dame ha ottenuto un grande successo al botteghino arrivando ad un incasso complessivo di oltre 325 milioni di dollari nel mondo. La splendida colonna sonora firmata da Alan Menken è stata candidata sia all’Oscar che al Golden Globe.

La suddetta opera ha avuto doppiatori illustri: nella versione originale hanno prestato la loro voce personaggi del calibro di Demi Moore, Kevin Kline, Tony Jay, Tom Hulce e tanti altri; mentre nella versione italiana Il gobbo di Notre-Dame è stato doppiato da artisti talentuosi e amati dal grande pubblico come il poliedrico Massimo Ranieri, Mietta, Eros Pagni, Rodolfo Laganà, Liù Bosisio, e Franco Chillemi tra i tanti.

Quando uscì nelle sale cinematografiche, il lungometraggio in questione divenne oggetto di critiche da parte degli estimatori di Victor Hugo, in quanto essi sostenevano che la Disney avesse modificato l’opera del compianto scrittore banalizzandola. Questi veri e propri detrattori asserirono che Il gobbo di Notre-Dame era una squallida operazione commerciale che non rispettava il romanzo da cui la pellicola era tratta. Altre persone invece polemizzarono sul fatto che il film affrontasse temi troppo adulti per un pubblico costituito principalmente da bambini.

Nel 2002 uscì in VHS e in DVD il sequel del film dal titolo Il gobbo di Notre-Dame 2, nel quale il protagonista Quasimodo continua a suonare le campane con l’aiuto di Zephyr, figlio di Esmeralda e Febo. Inoltre Quasimodo in questo secondo capitolo si innamorerà perdutamente della giovane Madellaine, giunta a Parigi con il malvagio direttore del circo Sarousch.

Nel gennaio 2019 la Disney ha annunciato di essere a lavoro sul remake in live-action del film.

Vi auguro buona visione congedandomi con il seguente aforisma del filosofo francese Michel de Montaigne decisamente pertinente con il significato più recondito di questa favola cupa e gotica: “Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. Non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità.”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here