Francesco Bruni, classe 1961, ha esordito alla regia nel 2011 con Scialla, deliziosa commedia generazionale grazie alla quale lo sceneggiatore feticcio di Virzì si è aggiudicato il David di Donatello come miglior regista esordiente. In Cosa sarà (2020) invece Bruni attinge alla sua esperienza personale per portare sul grande schermo la storia di Bruno Salvati (Kim Rossi Stuart), un regista di nicchia a cui viene diagnosticato un tumore del sangue.

Francesco Bruni torna dietro alla macchina da presa e dirige Kim Rossi Stuart in Cosa sarà.
Locandina del film Cosa sarà, di Francesco Bruni.

Appresa la suddetta notizia l’uomo inizierà a fare un bilancio della propria esistenza e scoprirà cosa conta davvero nella vita. Kim Rossi Stuart, qui vero e proprio alter ego di Francesco Bruni, è magistrale nell’interpretare un individuo dalla personalità sfaccettata. Bruno infatti risulta essere forte e fragile allo stesso tempo. La stessa Lorenza Indovina risulta essere perfetta nei panni della moglie Anna, una donna equilibrata e dolce che affronta i problemi a testa alta.

Barbara Ronchi, vista poco tempo fa nel bellissimo Padrenostro di Claudio Noce, è bravissima nell’incarnare una giovane donna fragile e irrisolta. Un plauso inoltre al veterano Giuseppe Pambieri che interpreta con consumato talento il padre di Bruno. Da menzionare infine l’ottima performance dei giovani Tancredi Galli e Fotinì Peluso, i quali interpretano mirabilmente i figli del protagonista.

Cosa sarà affronta il tema della malattia in chiave ironica ed elogia il lavoro svolto dai medici. Nel film infatti Nicola Nocella e Raffaella Lebboroni interpretano rispettivamente un inserviente e una dottoressa ineccepibili che riescono a coniugare la competenza professionale con l’empatia verso i pazienti. Il regista di Noi 4 e Tutto quello che vuoi inoltre sembra quasi voler paragonare lo stato di salute di Bruno a quello del nostro cinema. Entrambi infatti hanno bisogno di aiuti esterni per risollevarsi. Alcune sequenze come quella in cui Bruno discute animatamente con il suo produttore (Ninni Bruschetta) risultano essere fortemente meta-cinematografiche. Esse analizzano le difficoltà che ci sono nel realizzare un lungometraggio.

L’immarcescibile Ninni Bruschetta rappresenta l’emblema stesso di tutti quei produttori che pensano esclusivamente agli incassi e contribuiscono alla realizzazione di opere superficiali e grossolane. Bruni al contrario porta sul grande schermo una pellicola toccante e ricca di colpi di scena che si svolge tra Roma e Livorno. Cosa sarà è un film catartico che strizza l’occhio a Frank Capra e a Woody Allen. Il protagonista, così com’è rappresentato nella locandina, deve cercare di trovare un equilibrio non facile che gli permetta di combattere efficacemente contro il male che lo affligge.

Nel corso degli anni la Settima Arte ha raccontato spesso il dramma del cancro in opere indimenticabili come Biutiful, Voglia di tenerezza, Love story, Caro diario e molte altre. Cosa sarà segue le orme di questi illustri predecessori e riesce a farsi beffe della leucemia trasformandola financo in un’occasione. Bruno infatti grazie a quest’ultima scoprirà nuove cose riguardanti la sua famiglia e metterà in discussione se stesso.

La salute ci consente di godere la vita, la malattia di comprenderne meglio il significato

Emanuela Breda
Cosa sarà, film del 2020 diretto da Francesco Bruni.
Kim Rossi Stuart è Bruno Salvati in Cosa sarà (2020).

Francesco Bruni invita lo spettatore a fidarsi del prossimo. Il regista si mette completamente a nudo per lanciare un messaggio di speranza a tutti coloro che stanno male. Lo sceneggiatore di Ferie d’agosto e Il capitale umano ricorda allo spettatore che qualunque cosa accada “The show must go on”.

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