Tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, Cadaveri eccellenti è uno dei tanti film d’inchiesta diretti da Francesco Rosi che meglio dipinge l’Italia degli anni Settanta. Con grande forza recitativa e stilistica riflette sui famosi anni di piombo nel bel mezzo di quella stessa stagione di sangue. Stagione che è legata ai giochi di potere, ai complotti golpisti e al dilagante consolidamento del potere della mafia dentro e fuori dai luoghi istituzionali.

Lino Ventura è il protagonista di Cadaveri eccellenti (1976), di Francesco Rosi.
Cadaveri eccellenti (1976).

Nella lista dei 100 film italiani da salvare, Cadaveri eccellenti, sia romanzo che film, ipotizzano e discutono con astuta veridicità sul destino dell’Italia. Destino che, dalla morte di Aldo Moro in poi, sarà ancora più offuscato ma allo stesso tempo definitivo ed esplicitamente negativo. Rosi non fa altro che supporre quello che potrebbe avvenire, seguendo lo scritto di Sciascia. Quello che ne viene fuori è un’immagine catastrofica del Belpaese che non sarà risolta, se non in alcuni punti dopo le testimonianze di Tommaso Buscetta o dopo il Maxi Processo.

Con Lino Ventura nei panni del protagonista. Dopo una lunga e florida carriera in Francia, l’attore parmense torna in Italia interpretando un commissario di polizia che cerca di scoperchiare quel famoso vaso di Pandora. Attorno a quel vaso, altri grandi interpreti del cinema italiano e internazionale: Max Von Sydow, Fernando Rey, Luigi Pistilli, Renato Salvatori, Alain Cuny, Paolo Bonacelli e davvero molti altri.

Cadaveri eccellenti (1976) – La trama

Tre magistrati cadono vittima di un misterioso serial killer. Il commissario Amerigo Rogas inizia a indagare. In un primo momento è convinto che l’assassino sia un uomo che anni prima era stato processato ingiustamente dai tre giudici. Sulle tracce dell’uomo, un certo Cres, che da quel momento diventa irraggiungibile, l’integerrimo Rogas viene a conoscenza di qualcosa molto più grande di lui.

Tornato nella capitale, dove i delitti dilagano anche lì, il capo della polizia ordina al commissario d’indagare sui gruppi rivoluzionari di sinistra. Rogas dopo l’omicidio del giudice Perro rivede per caso la macchina dell’assassino uscire dalla villa del presidente Riches. Inizia a capire che tali omicidi sono collegati alle cosche mafiose a loro volta comandate dagli stessi organi dello stato con l’intento di sovvertire l’ordine politico e sociale.

Dopo aver scoperto di essere sorvegliato, Rogas non è più al sicuro. Deciso a scoprire la verità e a farla sapere a tutti, riesce ad ottenere un appuntamento con il segretario del PCI. Mentre i due iniziano a parlare un misterioso killer li uccide entrambi. Sarà poi il capo della polizia a spiegare l’accaduto. Rogas, dopo un improvviso crollo psicologico, avrebbe ucciso il segretario del partito comunista e poi si sarebbe suicidato.

E’ solo un romanzo! E’ solo un film! Questa frase, tanto semplice quanto innocua, dovrebbe essere cancellata dalla nostra mente. Per poter capire l’andamento del mondo bisognerebbe vedere Cadaveri eccellenti e ammettere che la realtà è simile, uguale o molto peggiore di quest’opera cinematografica. Quello che il film di Rosi riporta è coraggioso, soprattutto per l’epoca. Eppure non è che una pallida imitazione di quello che è realmente accaduto.

Con i toni del film d’indagine e con una costruzione noir, Cadaveri eccellenti cerca di dare un’idea di quello che è avvenuto in Italia. Di quello che ancora avviene. Gli scandali che ne verranno fuori, ma in particolar modo quelli che non verranno mai a galla, sono la prova provata che, molte volte, la realtà non ha nulla da invidiare alla finzione. In questo caso la finzione romanzesca di Sciascia e la visione cinematografica di Rosi danno indizi e spunti per comprendere il delicato momento di quegli anni.

Non si può non ammettere, comunque, che Cadaveri eccellenti non sia un film preveggente. Come è spesso avvenuto in opere precedenti del regista napoletano, come Mani sulla città o Il Caso Mattei, anche questo prevede il caos che di lì a poco ne sarebbe venuto fuori. Cadaveri eccellenti, oltre alla fedele ricostruzione sociale di quell’epoca, si spinge oltre, supponendo quello che non è mai stato accertato ma che, al contempo, è sempre stato drammaticamente chiaro.

Cadaveri eccellenti, anno 1976, regia di Francesco Rosi. Tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.
Lino Ventura e Max Von Sydow in una scena del film.

La verità non è sempre rivoluzionaria

Cadaveri eccellenti (1976)

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