L’arrivo di Wang è un film di fantascienza scritto, girato e prodotto da Marco e Antonio Manetti nel 2011.

Gaia Aloisi è un’interprete specializzata nella lingua cinese. Un giorno viene contattata per un lavoro urgente e molto ben pagato per conto di un uomo misterioso, tale Curti. Gaia inizia a percepire qualcosa di strano già quando in auto del Curti, che la obbliga a bendarsi. Arrivata nel luogo dove deve svolgere la sua funzione di interprete, le stranezze non sembrano finire.

Gaia viene portata in una stanza buia, e le viene permesso di togliere la benda solo dopo il suo consenso a lavorare immersa nelle tenebre. Confusa, apprende che deve fare da interprete durante un interrogatorio a un certo signor Wang. Curti si dimostra da subito molto aggressivo nel condurre l’interrogatorio, mettendo Gaia in difficoltà. La giovane interprete non si capacita di tanta veemenza. Scossa, dovrà prendersi una pausa per poter continuare.

Ma ciò che a cui assisterà dopo sarà ancora più angosciante e destabilizzante.

Francesca Cuttica ne L'arrivo di Wang dei Manetti Bros
Francesca Cuttica è l’interprete Gaia Aloisi ne L’arrivo di Wang (2011)

L’arrivo di Wang è un gioiello del panorama fantascientifico italiano -sempre che ne esista uno. I Manetti Bros costruiscono una storia semplice, non banale e nella quale il ritmo della narrazione trasmette tutto lo stato d’ansia che la nostra protagonista si trova a provare.

Francesca Cuttica è brava nel calarsi nei panni di una Gaia Aloisi lacerata dall’esperienza che si trova ad affrontare. Quella che sembrava un’ottima opportunità per arrotondare una grossa mensilità con poche ore di lavoro si rivela un incubo dal quale rischia di non potere più uscire.

Tutto ruota intorno a Wang, al suo arrivo e al suo soggiorno presso la signora Amounike. È questo il mistero che Curti, interpretato da un collerico Ennio Fantastichini, cerca di scoprire con i suoi metodi di interrogatorio. Il fatto che l’interprete ne resti sconvolta e a tratti disgustata non ha importanza. Bisogna tentare qualsiasi strada per scoprire la verità.

L’intreccio si dipana mano a mano in un crescendo costante di tensione favorito da una metallica colonna sonora. Fin dalle primissime scene, quando Gaia è ancora a casa intenta a prepararsi per questo improvviso impiego, lo spettatore è messo in allerta su quello che accadrà dopo: il suono, disturbato e disturbante, avvisa chiaramente che non saranno ore facile per la nostra interprete.

L'arrivo di Wang (2011) dei Manetti Bros
La sala dell’interrogatorio

All’interno della stanza degli interrogatori tra Curti, Gaia e Wang si crea un difficile triangolo d’incomunicabilità. Gaia e Wang parlano la stessa lingua, ma è tra Curti e Wang che c’è un vero e proprio botta e risposta. L’Aloisi parte solo come un mero strumento, ma con il passare del tempo entra di soppiatto nello scambio tra i due uomini ed instaura un vero e proprio dialogo con Wang.

La comunicazione tra Curti e Wang diventa così filtrata dalle idee che Gaia si fa sull’interrogato. Tra lei e quest’ultimo si crea un rapporto di fiducia e comprensione, alimentato dall’ostilità del misterioso Curti. In un momento di confusione, la nostra interprete approfitta per tentare il tutto per tutto per salvare Wang da quella situazione.

Ma dare troppa confidenza agli sconosciuti, anche se riescono a muovere a compassione, non è sempre detto che sia una buona idea.

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