Il 31 ottobre lo staff del Ravenna Nightmare Film Fest ha deciso di proiettare, nella prima serata del festival, il pilot della serie Il Giro dell’Horror. Nonostante fosse una proiezione speciale per la notte di Halloween non si tratta di un horror ma di un documentario sul genere horror in Italia.

All’inizio del pilot vengono subito chiarite al pubblico le intenzioni della serie. Si tratta, appunto, di un giro all’interno dell’horror. In questo senso la serie si riallaccia alla vecchia versione del Ravenna Nightmare Film Fest. Il Nightmare infatti nasce come un festival del cinema horror e per anni ha portato sul grande schermo produzioni di genere horror provenienti da tutto il mondo.

La serie è ideata da Luca Ruocco e prodotta da InGenereCinema. Tutte le informazioni e lo stato di avanzamento delle riprese si possono consultare sul sito ufficiale del progetto Il Giro dell’Horror: pagina Web Ufficiale.

Nell’immagine Luca Ruocco sul set di Il giro dell’horror

Si tratta di una docu-serie. Ogni episodio indaga il mondo e la produzione artistica di un protagonista del genere horror italiano. Il protagonista scelto per l’episodio pilota è Domiziano Cristopharo, il regista di cinema horror indipendente più prolifico d’Italia. Attraverso dei divertenti escamotage, che rendono l’episodio dinamico, Luca Ruocco cerca di entrare in contatto con Cristopharo. Fingendosi il suo psicologo organizza un’intervista travestita da seduta terapeutica. Ovviamente Cristopharo fa parte del gioco e insieme a Ruocco presenta i film più importanti della sua produzione mostrando collegamenti, scene, set, aneddoti.

Le persone che appaiono sulle schermo, ospiti e staff del Giro dell’Horror, hanno certamente un copione da seguire ma non sono attori. Ruocco infatti, che conduce l’episodio, è uno sceneggiatore. La sua recitazione è simpatica e modesta e riesce nel compito di incuriosire lo spettatore.

Poco a poco, Ruocco spiega al suo pubblico come si svilupperà la serie. Sembra quasi costruire la sua struttura insieme all’osservatore. Sicuramente la costruisce insieme ai suoi ospiti. Ogni intervistato, infatti, ha il compito di scegliere il protagonista per la puntata successiva, in una reazione a catena che non dipende dall’ideatore. Il pilot si chiude dunque con l’anticipazione del prossimo ospite, scelto da Cristopharo.

Si tratta di Fabio Frizzi, compositore di colonne sonore che ha lavorato a stretto contatto con il grande regista Lucio Fulci.

Nell’immagine Domiziano Cristopharo sul set de Il giro dell’horror

Il pilot si chiude con una sorta di provocazione: i protagonisti dell’horror non sono solo registi come Cristopharo ma attori, sceneggiatori, collaboratori e persino musicisti! Insomma, il materiale sul quale la produzione si propone di indagare è ampio. Molti gli ospiti da intervistare.

La serie ha un carattere fortemente informativo, più che documentale. Presenta una carrellata di informazioni sul cinema horror italiano partendo da quello indipendente di Cristopharo. Fornisce allo spettatore un quadro sulla produzione dei suoi ospiti e invoglia il pubblico a informarsi ulteriormente su di loro e, ovviamente, a immergersi nei loro film.

Il format è originale, la serietà e l’oscurità del genere horror sono bilanciate dall’ironia e dalla sfacciataggine di Ruocco che riesce a dare un nuovo sapore al documentario, smorzando l’effetto di noia tipico di questo genere con una tattica divertente e spiritosa. Il rischio? La ricerca di umorismo sembra, almeno nel pilot, sopraffare la ricerca di approfondimento.

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