David E. Tolchinsky partecipa al concorso internazionale cortometraggi del Ravenna Nightmare Film Fest con Cassandra. Un corto inedito del 2020 della durata di 13 minuti. 

La trama di Cassandra

La protagonista è Crawley, una poliziotta che indaga su un serial killer. La prassi dell’assassino è sempre la stessa: prima di uccidere fa avere alla polizia un disegno della casa in cui attaccherà. Precedentemente la polizia non è mai riuscita a identificare le abitazioni, ma questa volta sì e Crawley corre sul posto.

Mentre si susseguono le immagini, in sottofondo il sonoro si sposta in un altro piano temporale. Si ascolta infatti la testimonianza di Crawley fatta dopo l’omicidio. La poliziotta dichiara di non ricordarsi nulla, a parte di trovarsi nella casa e di aver trovato il cadavere. Dunque il regista anticipa già cosa succederà.

Entrata in casa Crawley si rende conto che il proprietario è un famoso psichiatra coinvolto in un processo per abusi sui pazienti. Gli mostra un disegno della casa fatto dal killer e l’uomo riconosce la mano di una sua vecchia paziente: Cassandra Philips. Un flashback lo riporta indietro: aveva convinto Cassandra di aver subito degli abusi sessuali che in realtà aveva soltanto sognato? O aveva dichiarato che era solo immaginazione quando invece era realtà? La situazione non è chiara. Ma ciò che diviene subito evidente è che Crawley e Cassandra sono la stessa persona. La poliziotta, mentre si trasforma in una specie di Erinni, afferma che Cassandra, profetessa di sventura, non viene mai creduta ma ogni sua profezia si avvera. Così si realizza la provocazione della serial killer: Cassandra uccide lo psichiatra e, tornata in Crawley, dimentica tutto.

Analisi

La fotografia è buona e le inquadrature efficaci nel creare suspense. Interessante l’idea di creare vari piani temporali che si intrecciano. L’anticipazione fatta dal regista è come una profezia di Cassandra: una sventura che si avvera. Il riferimento alla sacerdotessa greca però non è chiaro. Infatti Cassandra, nel mito, non disegnava ma narrava le sue profezie. Inoltre non era malvagia, quanto maledetta. 

Forse il regista vuole dirci che anche la sua protagonista non è crudele ma è semplicemente stata resa tale dagli abusi subiti in gioventù. Effettivamente sembra che la donna soffra di un disturbo mentale che la porta ad avere varie personalità. Una delle quali, quella della serial killer, è rappresentata da Tolchinsky come un mostro alato. Tuttavia i disegni mostrati dallo psichiatra mostrano che Cassandra, da bambina, aveva fatto uno schizzo della sua trasformazione. Forse soffriva già di un disturbo della personalità? o si tratta di una profezia del futuro? Si instaura addirittura il dubbio che non si tratti di una metafora cinematografica ma che la ragazza sappia davvero trasformarsi in un mostro.

Uno schizzo di Cassandra quando bambina

Il regista sembra fare riferimento anche a vari casi di abusi psicologici avvenuti negli Stati Uniti tra gli anni ’80 e ’90. All’epoca varie figure legate alla terapia sono state accusate di aver instaurato false memorie nelle menti dei loro pazienti. Nella descrizione del suo cortometraggio, infatti, appare la frase Quando non puoi fidarti dei tuoi ricordi, di cosa puoi fidarti? L’idea è accattivante ma il suo sviluppo poco approfondito. Non è nemmeno chiaro se lo psichiatra abbia realmente modificato le memorie di Cassandra oppure se, al contrario, ha dichiarato che i suoi ricordi erano falsi. 

Inoltre non si capisce il collegamento tra la Cassandra della mitologia greca e l’abuso psichiatrico, se non per la questione del credere e non credere in ciò che la ragazza afferma. Forse il regista vuole suggerire che, chi non viene creduto, finisce, come la sacerdotessa Cassandra, faccia a faccia con le Erinni, antiche dee greche della vendetta.

Ma, se fosse così, allora perché parlare di falsi ricordi? 

Conclusioni

Il cortometraggio poteva essere stato sviluppato meglio, i collegamenti approfonditi con più efficacia e, anziché lasciare lacune e dubbi sullo svolgimento della storia, piuttosto giocare con un finale aperto, che invece è assente.

Tolchinsky sta lavorando a nuova versione di Cassandra, chissà che non riesca a sanare le mie perplessità.

Nell’immagine il regista di Cassandra, David Tolchinsky

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