Il Ravenna Nightmare di quest’anno è sicuramente speciale. Non solo per il suo debutto online -per i motivi che tutti noi sappiamo, né per il compimento dei diciotto anni di attività, ma anche per la celebrazione di un uomo che a Ravenna e alla cultura italiana ha dato, se non tutto, tanto. Si celebra infatti l’avvicinamento al 700enario della morte di Dante Alighieri, di cui vi risparmio le presentazioni. Per questo al festival sono stati presentati interventi e film dedicati al Sommo Poeta, tra cui Inferno Dantesco Animato e Dante’s Hell, entrambi prodotti da Boris Acosta.

Se Inferno Dantesco Animato, prodotto nel 2013, è un cortometraggio nel quale si riassume il viaggio del Poeta attraverso l’Inferno, Dante’s Hell (2020), di produzione più recente, è un documentario nel quale, al contrario, il viaggio di Dante si spiega.

Nel film di Boris Acosta, attori, letterati, poeti e ricercatori si alternano, insieme anche ad alcuni ecclesiastici, per raccontare l’idea di Dante Alighieri. Siamo di nuovo catapultati nei gironi dell’Inferno, ma questa volta anche lo spettatore è accompagnato, e insieme a Dante ripercorre tutte le tappe della prima parte della Commedia.

Dalla celebre selva oscura nella quale Dante si ritrova perduto ad un certo punto della sua vita si inizia a entrare nell’atmosfera del resto del film. Ogni passaggio viene analizzato dal punto di vista letterario, storico e anche religioso. Le varie allegorie che compongono l’universo dantesco vengono mano a mano disvelate e indagate.

Mentre Virgilio, per intercessione di Beatrice, si offre di accompagnare Dante nel suo percorso, lo spettatore si mette alle loro spalle e li osserva con gli strumenti forniti dagli ospiti che passo dopo passo si avvicendano ed offrono il loro punto di vista.

Dante’s Hell offre un quadro esaustivo, anche se superficiale, di quella che è probabilmente una delle più grandi opere della letteratura mondiale -senza volersi aggrappare a nessun campanile. Attraverso uno stile ibrido, nel quale l’animazione del viaggio di Dante si alterna con illustrazioni e dipinti di grandi artisti, il film mostra anche la grande fertilità di un’opera come quella dantesca.

Dietro coloro che intervengono appaiono infatti oltre 50 dipinti originali a colori tratti dal libro Inferno – The Art Collection di Dino Di Durante, le illustrazioni che si trovano anche in Inferno Dantesco Animato.

Dante’s Hell non va visto però come un documentario capace di svelarci chissà cosa sull’opera di Dante Alighieri. Anzi. Per forza di cose, in Italia, c’è una timida alfabetizzazione sulla Commedia e sul suo linguaggio artistico. Non solo perché è alla base di molta letteratura, ma anche perché è entrata di diritto anche nella cultura popolare delle persone, a volte anche inconsapevolmente. Nelle città ci sono targhe che rimandano alla Commedia. In televisione, artisti del calibro di Roberto Benigni la leggono e la interpretano in prima serata. Al cinema, anche il comico più becero prova a trasporla. E nelle scuole di tutta Italia, l’opera di Dante è studiata e ristudiata per interi anni scolastici.

Ovviamente non siamo un paese di dottori in lettere, ma con questo retroterra culturale, il documentario di Acosta, rivolto a un pubblico internazionale tendenzialmente a digiuno della letteratura del poeta fiorentino, rischia di annoiare e non catturare mai del tutto l’attenzione dello spettatore.

Il lavoro di Boris Acosta resta un grande omaggio a un uomo che ha saputo creare un’opera immortale, capace di travalicare anche l’oceano e affascinare nuovi lettori a distanza di secoli.

2 COMMENTS

  1. Ma che ignorante questo che ha scritto! Perche non dici quale sarebbe un megliore film da vedere sull’Inferno? Roberto Benigni ha fatto un film sulla Divina Commedia che e stato un dissastro. E NON ci sono 50 dipinti in questo film, ci sono 75 e non sono tutti gli stessi usati nell’animazione.

    • Non mi ricordo di nessun film di Roberto Benigni dedicato alla Divina Commedia, al di fuori delle sue letture pubbliche. Inoltre, come giustamente è scritto l’animazione comprende OLTRE 50 dipinti. In conclusione, prima di dare dell’ignorante a qualcuno potrebbe essere carino sforzarsi di comprendere il testo che ci si trova di fronte.

      Spero che ci si possa chiarire, anche se dato la scelta dell’anonimato immagino che non ti interessi un confronto intelligente ma solo la vile offesa.

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