“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.” Le suddette parole pronunciate dalla compianta pittrice messicana Frida Kahlo ne riassumono la singolare personalità che ha contribuito a renderla indimenticabile.

Nel 2002 la talentuosa regista Julie Taymor realizza Frida, un biopic su questa meravigliosa artista scomparsa prematuramente a 47 anni. La pellicola in questione racconta la vita della pittrice messicana dal 1925 fino alla sua morte, avvenuta nel 1954.

Salma Hayek interpreta divinamente una donna forte ed eccentrica a cui piace la vita. Nonostante il terribile incidente che la vedrà protagonista infatti Frida non smetterà neanche per un minuto di inseguire la sua personale felicità. Essa si sposerà con il celebre pittore comunista Diego Rivera (Alfred Molina), il grande amore della sua vita. Inoltre Frida sperimenterà l’amore promiscuo e intratterrà pure una fugace relazione con il politico Trotsky, incarnato magistralmente dal premio Oscar Geoffrey Rush.

Salma Hayek è Frida.

Completano il cast attori eccellenti come Valeria Golino, Antonio Banderas ed Edward Norton. La Taymor non si limita a narrare le vicende personali di Frida, bensì racconta efficacemente anche l’evoluzione sociopolitica del Messico leninista e trotskista, senza dimenticarsi di dare una stoccata al bigottismo dilagante nell’America di Rockfeller.

Frida infatti era una vera e propria pasionaria; essa affermava che la rivoluzione era la sola vera ragione per vivere. Nel film inoltre risultano essere molto suggestive le scenografie, le quali rappresentano molto efficacemente la meravigliosa arte della pittrice.

La pellicola è impreziosita da voli pindarici molto poetici che scandiscono di volta in volta gli episodi salienti dell’esistenza di Frida.
Quest’ultima è un vero e proprio esempio di coraggio e di tenacia. Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma del compianto filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche: “La vita è una resistenza continua all’inerzia che tenta di sabotare il nostro volere più profondo. Chi si stanca di volere, vuole il nulla.”

Tratto dal libro di Hayden Herrera intitolato Frida – A Biography of Frida Kahlo, il lungometraggio della regista di Titus e Across the universe fu il film d’apertura del Festival di Venezia del 2002.

Pensate che alcuni dei quadri attribuiti nel film a Frida Kahlo sono stati dipinti da Salma Hayek stessa, la quale ha adottato palesemente il rinomato metodo Stanislavskij.

Questo film biografico è una vera e propria dichiarazione d’amore ad una donna influente che grazie alla sua immensa arte è riuscita, nel suo piccolo, a condizionare la storia. Mi congedo con il seguente aforisma della pittrice messicana, fortemente correlato al significato dell’opera in questione: “La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge: la vita.”

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