Driving Animals è un film del regista francese Florian Bardet in gara al Concorso Internazionale Lungometraggi del Ravenna Nightmare Film Fest.

Definito un road trip psicologico sulle strade della provenza, Driving Animals narra tre diverse storie che si sfiorano. Tutti i personaggi si trovano sulla strada e, come in ogni viaggio on the road, sarà proprio la strada che li farà incontrare e che fungerà da motore per tutta la vicenda.

Da un punto di vista tecnico il film è ben fatto. Gli attori recitano bene. La fotografia è curata e le inquadrature sono ricercate. Ma Driving Animals potrebbe essere definito con una sola parola: noioso.

Le inquadrature ricercate infatti si ripetono quasi in modo schematico: prima un’inquadratura ampia della strada e delle campagne con i personaggi a tutto corpo, poi una ravvicinata del personaggio e di nuovo una ampia. Stessa cosa avviene con l’ambientazione: prima è giorno, poi è notte, poi è giorno e poi è notte. Senza un minimo di variazione.

Per non parlare della musica: per tutto il film si ripetono sempre e solo le stesse due strazianti note, come se non ne esistessero altre.

Per quanto riguarda la storia, i vari personaggi sono spinti dai loro istinti quasi animaleschi. Da qui deriva il titolo: animali che guidano. Effettivamente i protagonisti sembrano spesso degli animali in gabbia, che non possono scappare dal loro destino. Come se la strada li potesse portare solo e unicamente in un luogo.

Il regista ha dichiarato che i personaggi si trovano ognuno dentro al proprio incubo. L’atmosfera è effettivamente angosciante e surreale. Il tempo non scorre come dovrebbe, proprio come in un sogno. Alcune scene più surrealiste e macabre ravvivano la storia, attirando di nuovo l’attenzione dell’osservatore.

Ma ciò che davvero stanca guardando Driving Animals è la musica. All’inizio sembra adatta per creare angoscia e per dare allo spettatore il senso dell’incubo. Ma poi diventa ridondante e insopportabile. E’ stato detto che il film è in grado di far sentire anche lo spettatore come se fosse dentro un incubo con i personaggi della storia. Niente di più vero, guardare Driving Animals è come vivere un incubo: non vedi l’ora che finisca.

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