Tra i film che dovevano uscire al cinema in questo periodo c’era Il talento del calabrone, secondo lungometraggio del regista Giacomo Cimini. A causa della pandemia di COVID-19 la suddetta opera è approdata in questi giorni sulla piattaforma Prime Video.

Il talento del calabrone, anno 2020, regia di Giacomo Cimini. Disponibile su Prime Video.
Il talento del calabrone (2020), diretto da Giacomo Cimini.

Il film, ambientato in una Milano sfavillante e caotica, racconta le vicissitudini di Carlo, interpretato da Sergio Castellitto, uno psicopatico erudito che in un programma radiofonico di successo annuncia di avere in macchina un ordigno pronto ad esplodere. Spetterà al celeberrimo DJ Steph (Lorenzo Richelmy) tenerlo a bada con l’ausilio del tenente colonnello Rosa Amedei (Anna Foglietta).

Cimini trae palesemente spunto da Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher per portare sul grande schermo un avvincente thriller psicologico pieno di suspense. Sergio Castellitto è straordinario nel calarsi nei panni di quest’uomo borderline ricco di sfaccettature che non ha più niente da perdere. La stessa Foglietta risulta essere perfetta nell’interpretare un’affascinante poliziotta tosta e fragile allo stesso tempo. Rosa somiglia per certi versi alla Jodie Foster de Il silenzio degli innocenti.

Infine un plauso al giovane Lorenzo Richelmy, il quale interpreta magistralmente un giovane di successo che cela una verità insospettabile. Tra citazioni filosofiche, sinfonie di Bach e di Beethoven Il talento del calabrone offre allo spettatore un’ora e mezza di intrattenimento allo stato puro. Cimini mette alla berlina una società in continua involuzione, nella quale viene fatto un uso smodato dei social. Una società in cui si fa sciacallaggio sul dolore delle persone allo scopo di aumentare l’audience.

Il celebre scrittore Ernesto Che Guevara fu preveggente in merito, tanto da asserire con ragione che “la civiltà occidentale nasconde, dietro la facciata, un branco di sciacalli e di iene.” Questo tema era già stato affrontato mirabilmente ne La ragazza nella nebbia, pregevole opera prima di Donato Carrisi, uscita nelle sale qualche anno fa. Un segno, questo, di un cinema italiano in stato di grazia che continua, alla faccia dei suoi detrattori, a proporre prodotti originali e ben interpretati.

Con l’ausilio di Lorenzo Collalti in fase di sceneggiatura, il regista di Red Riding Hood partorisce uno script intrigante pieno di colpi di scena. Il talento del calabrone, inoltre, affronta con efficacia il tema del bullismo, mostrando come esso possa irrimediabilmente cambiare la vita di una persona.

Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma della scrittrice italiana Alessia Filippi. “I bulli sono molto abili a manipolare la situazione e a far credere che l’episodio sia stato solo un gioco. Il bullismo però non è un gioco, bensì un comportamento capace di lasciare profonde ferite in chi lo subisce“.

Sergio Castellitto, Anna Foglietta e Lorenzo Richelmy sono le tre star del nuovo film di Giacomo Cimini, Il talento del calabrone.
Anna Foglietta in una scena de Il talento del calabrone.

Il talento del calabrone ha anche il merito di mostrare al pubblico che spesso il confine tra bene e male è molto labile e non è sempre facile riuscire a distinguerlo. In definitiva, qualora cerchiate una pellicola adrenalinica che vi faccia anche riflettere, il lungometraggio di Cimini è il film che fa per voi. Sono convinto che dopo averlo visto mediterete a fondo sul fatto che un calabrone vola perché non sa di non poter volare.

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