Correva l’anno 2000, e a Perugia apriva il primo multisala dell’Umbria. Fortuna volle che la casa di chi vi scrive questo articolo si trovasse a pochi passi dal quel nuovo multisala e che a Natale 2001 decise di inaugurare quel cinema andando a vedere il 41° Classico Disney — Atlantis, l’impero perduto.

Ma torniamo indietro di diversi millenni, in un passato imprecisato, dove un potente maremoto stava per sommergere e devastare la prospera e progredita città di Atlantide. Grazie al sacrificio della regina, richiamata in cielo da un misterioso artefatto emanante un raggio di luce azzurra, enormi automi di pietra protessero dall’onda il centro della città che, seppur sprofondando negli abissi marini, riuscì così a scampare al pericolo.

Secoli dopo, nella Washington del primo 900, Milo, un giovane linguista che lavora come tutto-fare presso il museo Smithsonian — e grande appassionato di tutto ciò che riguarda le leggende su Atlantide — viene chiamato dall’eccentrico sig. Whitmore; questi era un vecchio amico del defunto Thaddeus Thatc — ricercatore, nonno e mentore del ragazzo.

Lo stravagante miliardario aveva un debito con il vecchio Thaddeus: se questo fosse riuscito a trovare il diario del vecchio pastore, testo utile su come raggiungere Atlantide, Whitmore avrebbe finanziato la spedizione per cercare la città. Dopo la morte del nonno, deceduto prima che il progetto partisse, ora tocca a Milo realizzare il suo sogno.

La spedizione per Atlantide, a bordo del grande sottomarino Ulysses, è guidata dal comandante Lyle Rourke — lo stesso che, anni prima, aveva condotto la missione durante la quale era stato ritrovato il diario.

La ciurma di Atlantis l'impero perduto
La ciurma

Della ciurma faranno parte Vinny, l’esperto di esplosivi, Audrey, il capo meccanico, Molière, geologo e pilota della scavatrice, il dottor Dolce, il cuoco Cookie e la signora Packard, assegnata al reparto delle telecomunicazioni.

Dopo aver affrontato un lungo tragitto pieno di pericoli, tra i quali anche un automa chiamato Leviatano, la spedizione arriva all’entrata della mitica città, dove fa conoscenza con un gruppo di Atlantidei guidato da Kida — la loro principessa. Convinta che Milo e l’equipaggio potessero salvare Atlantide dall’inevitabile declino, decide di portare il gruppo al cospetto di Kashekim, sovrano della città e padre della ragazza.

Accolta la richiesta di ripartire il giorno seguente, Milo, aiutato dalla principessa, approfitta del giorno datogli a disposizione per esplorare la città. Durante un immersione sott’acqua, i due scoprono un gigantesco mosaico sommerso su cui sono stati scritti i segreti riguardanti il Cuore di Atlantide — un gigantesco cristallo che tramite cristalli più piccoli fornisce poteri e longevità agli abitanti.

Milo, però, non capisce per quale motivo un elemento così importante non sia scritto nel diario, visto che il relativo passo si interrompeva bruscamente, come se mancasse una pagina. Ad aspettarli fuori dall’acqua c’è il capitano Rourke che, insieme alla spedizione, li accerchia e cattura Kida.

Rourke mostra a Milo la pagina mancante del diario, ammettendo che, da quando aveva trovato l’oggetto nella precedente spedizione, era desideroso di impossessarsi del cristallo per rivenderlo al miglior offerente. Rourke riesce a capire che l’oggetto misterioso si trova nei meandri della città ma, giunti nell’enorme grotta dove questo è custodito, il Cuore chiama a sé Kida, fondendosi con lei.

Kida

Dopo aver rinchiuso la ragazza in una gabbia di metallo per rapirla, gli amici di Milo comprendono che portare via il cristallo e il suo potere avrebbe compromesso Atlantide e gli abitanti stessi, poiché il cuore rappresenta la sorgente di vita che permette alla città di sopravvivere. Schieratisi con Milo, i membri dell’equipaggio abbandonano la loro idea di arricchirsi e accusano Rourke di essere interessato solo al denaro.

Il re, quindi, spiega a Milo la vera natura della gemma e la storia di Atlantide: il cristallo è un essere vivente dotato di coscienza propria, che si alimenta dalle emozioni positive della popolazione della città sommersa donando loro in cambio energia e longevità. Kashekim, tuttavia, è colto dai sensi di colpa poiché, avendo millenni orsono cercato di usare il potere del cristallo come arma, Atlantide venne inabissata. Dopo la catastrofe il re, per timore che gli eventi potessero ripetersi, fece rinchiudere il cristallo sotto la città.

Prima di morire, il re chiede a Milo di salvare sia Atlantide che sua figlia. Aiutato dal resto della truppa, il ragazzo mette in funzione le ancestrali macchine di Atlantide e parte verso il vulcano all’interno del quale Rourke ha preparato il dirigibile con la gabbia in cui è rinchiusa Kida. Raggiunto il dirigibile, inizia un violento combattimento tra i soldati del comandante e gli amici di Milo, nel quale Rourke perde la vita.

Il mezzo però, cadendo nel vulcano, ne provoca il risveglio. Agganciato ad uno degli apparecchi volanti il container in cui è contenuta Kida, Milo e i suoi compagni volano fino alla città. Il vulcano erutta ma la lava che scorre verso Atlantide viene fermata dalla principessa che, liberata, riesce a salvare la città servendosi del potere del cuore di atlantide: le antiche statue di pietra, che già avevano protetto la città millenni orsono, ricreano ora un nuovo campo di forza.

Atlantide è salva e Milo, innamoratosi di Kida, ora la nuova regina di Atlantide, decide di restare con lei; tutti gli altri membri della spedizione risalgono invece in superficie.

Tornati dal sig. Whitmore, i sopravvissuti scelgono di tenere segreta la scoperta di Atlantide e la decisione di Milo di restare là, e concordano insieme una storia che giustifichi la scomparsa di Rourke.

Il film finisce col funerale del re: una sua scultura, fluttuando in aria, raggiunge quelle dei re del passato, arricchendo la barriera protettiva del Cuore di Atlantide.

Atlantis, L'impero perduto - sottomarino Ulisses
L’Ulysses è il sottomarino che condurrà i protagonisti ad Atlantis, l’impero perduto

Ispirato alla storia narrata da Platone e con diversi riferimenti al romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto dei mari, possiamo considerare Atlantis, l’impero perduto come uno di quei film Disney usciti nei primi anni 2000 amato da tutti ma stranamente odiato da tanti, nonostante il buon successo al botteghino. Molto probabilmente, uno dei motivi di tale insuccesso fu dato dal fatto che il lungometraggio tornò privo, dopo diversi anni, dello stile musical che era tornato ad arricchire i classici Disney fin da La Sirenetta.

Fu un vero peccato anche perché il filone action introdotto con questo film avrebbe meritato più chance.

Eppure, il lavoro dietro la realizzazione del cartone fu degno di lode, soprattutto per i nomi che collaborarono alla fase di ideazione artistica dei personaggi: tanto per citarne un paio, Mike Mignola, ideatore di Hell Boy, venne chiamato per la creazione fisionomica dei personaggi; Marc Okrand, famoso per aver ideato il linguaggio klingon per la celeberrima serie Star Trek, si dedicò invece alla creazione del linguaggio immaginario parlato dagli atlantidei.

Insomma, Atlantis, l’impero perduto entra di diritto all’interno di quel gruppo di film d’animazione a cui è destinato un posto a sedere al tavolo dei grandi classici disneiani, pur avendo provocato posizioni contrastanti all’interno della critica.

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