Uscito al cinema nel 1998, The Truman Show è un vero e proprio capolavoro della settima arte diretto da Peter Weir. La suddetta opera racconta le vicissitudini di Truman, interpretato da Jim Carrey, un giovane che alla soglia dei trent’anni scoprirà una verità sconvolgente, ovvero che la sua vita sino ad ora non è stata altro che uno show televisivo seguito da milioni di persone.

Il regista de Gli anni spezzati e L’attimo fuggente realizza un film che mette alla berlina la TV trash riuscendo mirabilmente a coniugare il genere drammatico, comico, fantascientifico e satirico.

Non poteva non essere Jim Carrey il protagonista di The Truman Show; la sua celeberrima “faccia di gomma” infatti ben si presta ad interpretare un individuo che, una volta appresa la realtà, inizierà comprensibilmente a mostrare segni di squilibrio mentale. Lo stesso Ed Harris è monumentale nei panni di questo anchorman televisivo idealista che non vuole rinunciare alla sua brillante creatura. Esso è convinto del fatto che Truman vivendo in un reality show sia al sicuro dalle insidie del mondo.

Ed Harris in The Truman SHow

The Truman Show riesce ad anticipare i tempi analizzando il crescente potere dei mass media che ormai manipolano incessantemente le nostre esistenze. Il lungometraggio in questione inoltre pone questioni filosofiche che rimandano alle teorie di personaggi come Kant e Nietzsche.

Il film però non si limita a condannare coloro che detengono il potere dei network, bensì stigmatizza il cosiddetto pubblico pecorone che guarda lietamente uno show senza preoccuparsi del fatto che il suo protagonista è un ragazzo che non sa di essere un fenomeno da baraccone. The Truman Show lo si può considerare come una vera e propria indagine antropologica sull’uomo. La pellicola infatti si interroga su quanto sia effettivamente libero un individuo nella società moderna.

Truman per certi versi somiglia ad un certo Ulisse in quanto alla stregua del personaggio raccontato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, Truman ambisce a raggiungere la sua personale Itaca. Ci riuscirà? Guardate il film e lo scoprirete!

Alla sua uscita nelle sale The Truman Show ottenne il plauso sia della critica che del pubblico arrivando ad un incasso globale di 240 milioni di dollari. La bellissima colonna sonora curata da Philipp Glass assieme a Burkhard von Dallwitz comprende estratti di pezzi del calibro di Sonata per Piano n° 11 in La maggiore K331 di Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per Piano n° 1 in Mi minore, Opus 11 di Fryderyk Chopin e Love is Just Around the Corner di Jackie Davies tra i tanti.

Vi auguro buona visione congedandomi con le seguenti parole del compianto scrittore italiano Umberto Eco, parole che risultano essere significativamente correlate con il senso intrinseco di The Truman Show: “I mass media prima ci hanno convinto che l’immaginario fosse reale, e ora ci stanno convincendo che il reale sia immaginario, e tanta più realtà gli schermi televisivi ci mostrano, tanto più cinematografico diventa il mondo di tutti i giorni. Sino a che, come volevano alcuni filosofi, penseremo di essere soli al mondo, e che tutto il resto sia il film che Dio o un genio maligno ci proietta davanti agli occhi.”

Siamo proprio sicuri di non far parte anche noi di un gigantesco show?!

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