A pochi mesi dal nuovo millennio, Leonardo Pieraccioni se ne esce con un nuovo film, scritto, diretto e interpretato da se stesso. Il quarto lungometraggio del regista e attore toscano, Il pesce innamorato, si rivela essere una commedia leggera e frenetica, capace però di incassare durante il suo passaggio in sala solamente poco più di 19 miliardi di lire.

Protagonista di questo film è Arturo Vannino, un falegname di un piccolo centro toscano dedito alla scrittura di racconti per bambini. Arturo insegue da anni il sogno di essere pubblicato, provando in ogni modo a raggiungere i vertici delle case editrici. Preso in giro dai colleghi e dagli stessi editori per la sua letteratura per l’infanzia, Arturo, nonostante tutto, non demorde. Quando una editrice legge il suo racconto, Il pesce innamorato, per Arturo è la svolta. Viene pubblicato e in poco tempo viene travolto da un enorme successo.

Come in tutti i film di Leonardo Pieraccioni, il nostro protagonista non può prescindere dall’invaghirsi per una randomica sconosciuta che fa capolino nella sua vita. Così, dopo una serata promozionale del suo nuovo lavoro, incontra la bella Matilde, interpretata dalla modella argentina Yamila Díaz.

Matilde è un’ospite dello stesso albergo di Arturo, disturbata anche lei dalla chiassosa festa di coreani. Per una simpatica coincidenza si trova a dover spartire una situe, con due camere e un corridoio in comune, con Arturo. Il fugace incontro dei due rimane per oltre un anno un piacevole ricordo. Tempo dopo però, Matilde si presenta a casa di Arturo con un bambino.

Il pesce innamorato (1999)

Il pesce innamorato è una commedia leggera, dalla scrittura non troppo impegnativa. Leonardo Pieraccioni si immerge nel concitato mondo dell’editoria commerciale, vestendo i panni di uno scrittore timido e riservato che raggiunge un successo inaspettato.

La riflessione di stampo autobiografica è servita su un piatto d’argento. Non è difficile scorgere nella vicenda di Arturo, quella del nostro Leonardo. Dopo il grande successo dell’esordio con il film I laureati nel 1995, Pieraccioni ha sbancato i botteghini prima con Il ciclone (1996) e poi con Fuochi d’artificio (1997). Una parabola molto simile al protagonista de Il pesce innamorato, che viene travolto dal successo e dall’attenzione mediatica.

Leonardo Pieraccioni sembra così interrogarsi sulle dinamiche del successo commerciale e sulla sua transitorietà. Arturo, dopo una veloce e rapida ubriacatura, sembra già stancarsi, preferendo ritirarsi nella sua casa dei sogni in mezzo al bosco, con il tetto rosso, le pareti gialle e il comignolo celeste, continuando a scrivere racconti per bambini senza andare dietro a rigide logiche di mercato.

Nel complesso Il pesce innamorato è un film godibile, con una sequela di immagini e scene dall’alto tasso comico. Imperdibile la sequenza che racconta l’esplosivo successo del romanzo di Arturo. Sulla base della frenetica Scatman’s world, di Scatman John, Arturo e la sua famiglia si godono il successo e l’improvvisa ricchezza. Lussi, mazzette di lire, chiccherie varie affollano i ritratti di famiglia che compongono questa divertente scena.

Nel cast del film figurano anche, oltre alla già citata Yamila Díaz, Paolo Hendel, Gabriella Pession, Sergio Forconi e anche il francese Philippe Leroy.

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