Self-made: la vita di Madam C. J. Walker è una miniserie biografica prodotta dalla Warner Bros nel 2020 e distribuita da Netflix. Ideata da Nicole Asher, la serie è composta da solo quattro episodi della durata di circa 45 minuti ciascuno.

La vincitrice dell’Oscar come migliore attrice (in The Help), Octavia Spencer, interpreta il ruolo principale, quello di Madam C. J. Walker.

La trama

Basandosi sulla biografia scritta da A’Leila Bundles, la miniserie racconta la storia vera di Sarah C. J. Walker, una donna nera che agli inizi del ‘900 riuscì a fare carriera negli USA e a diventare milionaria.

Nata da una famiglia di schiavi nelle piantagioni di cotone, orfana da bambina, sposata a quattordici anni, madre a quindici, vedova a venti; Sarah è una imprenditrice self-made. Infatti, la donna inizia a perdere i capelli e conosce Addie Munroe (Carmen Ejogo) che vende una crema magica anti caduta. Sara diventa sua cliente e poi spera di poter iniziare a vendere il prodotto per lei, convinta della sua efficacia e grata per l’aiuto che le ha fornito.

Addie Munroe, però, è una ricca, bella, magra, alta, mulatta, molto chiara di pelle e di capelli e, come lei, devono essere le sue venditrici. Una donna come Sarah non può vendere un cosmetico, visto che il suo aspetto non è considerato per nulla in linea con gli ideali di bellezza.

Octavia Spencer interpreta Madam C. J. Walker in Self-made

Ma Sarah è molto più che bella. E’ grintosa, intelligente, capace e ha fiuto per gli affari. Dal niente tirerà su prima un salone per capelli, poi un’impresa artigianale di creme e, infine, una vera e propria fabbrica.

La storia di Madam C. J. Walker

Quella di Self-made è un’incredibile storia vera. Alla fine della mini serie sono mostrate foto della vera Madam C. J. Walker e della sua famiglia e sono elencati gli eventi successivi ai fatti narrati. Oggi l’impresa di Sarah è ancora attiva e continua a produrre prodotti per i capelli delle donne nere negli USA.

Sarah, oltre alle creme, ha inventato i primi dispositivi riscaldati per lisciare i capelli: il pettine a caldo, antenato della piastra che si utilizza oggi. Dunque Sarah C. J. Walker può essere considerata anche una inventrice.

Self-made è la storia della prima persona al mondo ad aver creato un impero dal nulla; all’essere diventata milionaria partendo dalla povertà. Chi avrebbe mai detto che la prima persona self-made del mondo fosse una donna nera? Discriminata per il genere e discriminata per la razza, Sarah non si ferma davanti a niente e il suo scopo principale non è diventare ricca ma essere autonoma ed aiutare a essere autonome anche alle altre donne nere, fino ad allora costrette a lavorare unicamente nei campi o come lavandaie. Sarah offre loro la possibilità di avere un lavoro ben retribuito e meno pesante, in fabbrica o come agenti di vendita.

Sarah e gli uomini

Sarah, essendo una donna, subisce discriminazioni. Nessuno crede che una donna possa aprire e gestire un’azienda. Fortunatamente, Sarah conta con un fantastico marito che l’asseconda e l’aiuta. Ma quando il lavoro di Sarah diventa più imponente, l’uomo inizia a sentirsi in soggezione. Dovrebbe essere lui, secondo la cultura dell’epoca, a portare i soldi a casa e ad avere successo. Non di sicuro sua moglie.

Sarah e il marito in Self-made

Quando Sarah cerca investitori per aprire la sua prima fabbrica, partecipa al congresso dell’imprenditoria nera. Qui, gli uomini stanno in sala e dibattono. Le loro mogli, nel frattempo, rimangono in cucina a fare i biscotti. Ma Sarah non è la moglie di un imprenditore. E’ lei l’imprenditrice. Sarà piuttosto difficile farsi accettare e ascoltare dagli uomini.

Passano gli anni e suo marito non riesce più a gestire la propria virilità offesa. Si sente denigrato dalla situazione, come se non fosse più un vero uomo. Per dimostrare la sua superiorità sulla moglie decide di tradirla con una giovane venditrice di Addie Monroe. Una donna magra e chiara di pelle.

Ma Sarah è più forte anche di questo e va avanti con il suo lavoro, concentrando il suo affetto nei confronti della figlia. Nessun uomo può più fermare Sarah. Diventa milionaria e da lavoro a migliaia di donne che, per la prima volta negli USA, guadagnano più dei loro uomini.

Sara e i bianchi

Anche il rapporto con i bianchi non è semplice. Per essere nera, Sarah non può essere presa in considerazione dall’alta società bianca; non ha un ricco marito bianco. Per essere nera, Sarah deve affrontare più difficoltà.

Addirittura, Self-made presenta un mondo in cui avere la pelle più o meno scura genera più o meno discriminazione. Addie Monroe è una donna stimata proprio perchè non ha la pelle scura come gli altri neri. Sarah dovrà combattere contro il colore della sua pelle, che lei stessa pare disprezzare. Sarah si strazia per il suo aspetto fisico, desiderando essere simile a Addie Monroe.

Gli ideali di bellezza compaiono in Self-made come una terribile imposizione sociale che crea dolore e sofferenza nella protagonista e in moltissime donne.

Sara e Addie Monroe in Self-made

Sara e le visioni in Self-made

Sarah spesso ha delle visioni in Self-made. Vede bellissime donne che si burlano di lei e del suo aspetto. Ma queste visioni sono anche positive e la guidano verso il successo. Sarà lei stessa, alla fine della serie, a dire che per creare qualcosa bisogna prima di tutto avere una visione e seguirla.

Sarah sogna di essere bella, di sentirsi bella. Per farlo deve avere dei bei capelli, in ordine e domabili. Secondo lei, le donne nere faticano più delle donne bianche per sembrare rispettabili proprio perchè le bianche hanno più facilità nel sistemarsi i capelli. Per Sarah, attraverso i capelli, le donne nere possono riscattarsi.

Ed effettivamente è così. Non tanto perchè avendo capelli più belli Sara e le sue collaboratrici riescono ad avere successo, quanto perchè grazie all’impresa di prodotti per capelli e grazie al lavoro e allo stipendio che ne derivano, queste donne possono guadagnarsi un posto nella società.

Conclusioni

Self-made è una serie molto interessante. E’ davvero incredibile la forza di Madam C. J., la sua vita e il suo lavoro. La sua intelligenza per le invenzioni e per gli affari.

Il regista racconta la sua storia facendo dei grossi salti tra un evento e l’altro, mostrando solo i momenti culminanti. Non viene rappresentato realmente come nasce il suo impero finanziario, ma la serie si concentra maggiormente sulle discriminazioni che Sarah subisce, sulla sua vita sociale e sulle sue emozioni. Ma anche sulle sue idee.

Da una parte c’è l’idea-invenzione che guida Sarah nella sua scalata verso il successo, dall’altra c’è l’idea-fede di aiutare le donne nere degli Stati Uniti.

La serie fa riflettere sulla doppia discriminazione che subiscono le donne nere, che costituiscono la categoria più discriminata di tutte perchè donne, perchè nere e, spesso, perchè povere. Self-made può servire agli uomini per avvicinarsi alle tematiche femministe, ma può servire anche alle donne bianche per capire le rivendicazioni delle donne nere.

Se la prima persona della storia a creare un impero dal nulla è stata una donna nera, questo dimostra che nessuna discriminazione sociale può fermare chi ha coraggio e chi ha idee ma, soprattutto, che nessuna discriminazione è giustificata.

Foto della vera Sara C. J. Walker, alla guida di un automobile nel primo decennio del 1900.

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