Bolt – Un eroe a quattro zampe è il 48° Classico Disney, il primo di quello che viene definito come Disney Revival, o Secondo Rinascimento Disney. Uscito nel 2008, il film è diretto dagli esordienti Chris Williams e Byron Howard, già membri, comunque, del team di Mulan e Le follie dell’imperatore il primo, e del team di Lilo & Stitch e Koda, fratello orso il secondo.

A dare la voce al protagonista del film, il cane Bolt, sono John Travolta nella versione originale e Raoul Bova in quella italiana.

Bolt e Penny da cuccioli

Bolt è l’ignaro protagonista di una famosa serie televisiva nella quale è dotato di alcuni superpoteri. In ogni episodio deve affrontare il Dr. Calico e i suoi uomini, che tramano per rapire Penny, la sua padroncina, sia nella serie che nella vita vera. In ogni episodio, Bolt riesce ad avere la meglio e a salvarla.

Questo canovaccio, con il tempo, stanca il pubblico e il network chiede al regista di attuare dei cambiamenti. Fino ad ora, Bolt ha sempre creduto che tutto ciò che accadeva fosse reale, anche per la volontà del regista di girare tutto con un solo ciak, così da catturare le vere emozioni del protagonista. Le cose però devono cambiare. Bisogna attrarre e interessare un pubblico più giovane.
Serve un finale aperto. E così, il regista dirige un episodio nel quale Bolt non riesce a salvare Penny.

Ovviamente Penny sta bene, ma Bolt non deve saperlo. Penny, in pensiero per il suo fidato amico, viene tenuta lontana dal suo agente e da sua madre, che seppure amorevole cerca di farle rispettare il contratto con la produzione.

Preoccupato per la sorte di Penny, Bolt fugge dal set e per errore finisce in una scatola diretta a New York. Si trova così catapultato nel mondo reale, ignaro, ovviamente, di essere uscito da uno studio cinematografico e quindi di non avere più superpoteri.

A New York si imbatte in Mittens, una gatta di strada dispotica e cinica, che lui crede essere al soldo del Dr. Calico. Bolt la fa prigioniera e la costringe a portarla nel luogo dove Penny è tenuta in ostaggio. Inizia così il viaggio di Bolt alla scoperta della verità.

Alla ricerca di Penny

Come in un Truman Show animato, il film porta a riflettere sul potere estraniante dei media e sull’influenza che questi possono avere nella percezione della realtà. Bolt non è il solo a credere di essere un supereroe, ma anche il suo appassionato fan Rhino, un paffuto criceto dell’Ohio, lo ammira e lo venera per i suoi superpoteri.

A portare una visione più disillusa e concreta è Mittens. Dal suo primo approccio con Bolt lo reputa un pericoloso psicopatico, capace persino di legarla e farla sua prigioniera. Durante il loro viaggio però Mittens percepisce il totale scollamento di Bolt dalla realtà e cerca di farlo ragionare spiegandogli come stanno veramente le cose.

Cinica e disillusa, per Mittens nulla di ciò che è umano è vero. Così cerca di far desistere Bolt dalla sua ricerca di Penny.

Con una trama divertente ed energica, il film di Williams e Howard viene anche candidato come Miglior Film d’Animazione ai Premi Oscar. Realizzato in CGI, con estrema cura e attenzione ai dettagli, come il bellissimo pelo del protagonista, Bolt – Un eroe a quattro zampe è rimasto però tra i meno iconici dei film Disney.

Un vero peccato, per quello che è un gioiellino dei Classici Disney del primo decennio del millennio.

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