Avete mai pensato cosa potrebbe significare vivere una vita a ritroso? È ciò che accade al protagonista de Il curioso caso di Benjamin Button, film diretto da David Fincher che racconta le vicende di Benjamin (Brad Pitt), un uomo che nasce vecchio e muore giovane.

Benjamin viene alla luce in seguito alla costruzione di un orologio che va al contrario; il suo costruttore, avendo perso recentemente il figlio durante la prima guerra mondiale, sceglie di creare questo oggetto singolare al fine di riportare utopisticamente in vita tutti i soldati deceduti in guerra, permettendo loro di vivere una vita piena e lunga. Benjamin, abbandonato in fasce dal padre, trova ospitalità presso una casa di riposo dove incontrerà Daisy (Cate Blanchett), il grande amore della sua vita.

Basato sull’omonimo racconto breve del 1922 di Francis Scott Fitzgerald, Il curioso caso di Benjamin Button è una vera e propria epopea che mescola sapientemente il genere drammatico, sentimentale e fantasy. Benjamin è l’emblema stesso dell’amore di un padre che non si rassegna all’idea di aver dovuto perdere un figlio a causa di una stupida e futile guerra. Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma del compianto filosofo fiorentino Nicolò Machiavelli: “La guerra è una professione con la quale un uomo non può vivere onorevolmente; un impiego col quale il soldato, se vuole ricavare qualche profitto, è obbligato ad essere falso, avido, e crudele.”

Il regista di Fight Club e The game elogia i diversi e, alla stregua di Quentin Tarantino, si serve della magia del cinema per dare una seconda vita a tutti quei giovani caduti nei conflitti bellici. Brad Pitt rifugge ogni tipo di gigionismo offrendo un’interpretazione introspettiva e misurata, mentre la talentuosa e affascinante Cate Blanchett incarna magistralmente una donna ricca di sfaccettature. La loro storia d’amore presente all’interno della pellicola dimostra che due persone che si amano, pur prendendo strade diverse, finiranno nel bene e nel male sempre per ricongiungersi.

Il curioso caso di Benjamin Button è per certi versi una favola moderna che si interroga sul significato della vita e sull’ineluttabilità della morte. David Fincher, con l’ausilio degli sceneggiatori Eric Roth e Robin Swicord, sembra rievocare in alcune sequenze il bellissimo Forrest Gump di Robert Zemeckis. In entrambi i lungometraggi i protagonisti sono due emarginati che nonostante le avversità riusciranno a trovare la chiave giusta per vivere un’esistenza appagante.

Uscito nelle sale cinematografiche nel 2008 Il curioso caso di Benjamin Button ha incontrato il favore del pubblico ed ha ottenuto ben 13 nomination ai Premi Oscar del 2009, aggiudicandosene tre rispettivamente per la Miglior Scenografia, il Miglior Trucco e i Migliori Effetti Speciali.

L’opera in questione sprona lo spettatore a godere del tempo che si ha a disposizione in quanto “la vita non si misura in minuti ma in attimi.” Mi congedo con le seguenti parole pronunciate all’interno del film, parole che ne riassumono il significato più recondito: “Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell’altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse…”

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