“L’eterno splendore della mente candida”. Doveva essere questo il titolo dello splendido film del 2004 diretto da Michel Gondry che mi accingo a recensire. In Italia invece uscì con il titolo Se mi lasci ti cancello: una scelta aspramente criticata in quanto banalizza un’opera atipica e densa di significato, premiata meritatamente con l’Oscar assegnato alla Miglior Sceneggiatura Originale.

Michel Gondry, coadiuvato in fase di scrittura da Charlie Kaufman e Pierre Bismuth, racconta la storia d’amore tra Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet), due individui dal carattere diametralmente opposto che, incontratisi casualmente su una spiaggia, intraprenderanno una relazione che li porterà a conoscersi intimamente. Quando tempo dopo i due si lasceranno prenderanno la decisione di farsi cancellare dalla mente i ricordi l’uno dell’altra con l’ausilio di una clinica specializzata.

Pensateci, chi è che non ha desiderato almeno una volta nella vita di cancellare il proprio ex dalla mente per evitare di soffrire?! Il regista di Human Nature e L’arte del sogno s’interroga proprio su questo.

Jim Carrey si discosta dalle esuberanti caratterizzazioni che lo hanno reso celebre per interpretare misuratamente un uomo timido e introverso mentre la premio Oscar Kate Winslet si cala egregiamente nei panni di una donna incasinata ed estroversa alla disperata ricerca della pace mentale. Completano il cast attori straordinari come Mark Ruffalo, Elijah Wood e Kirsten Dunst.

Impreziosito da un’ indimenticabile colonna sonora che annovera tra i tanti lo struggente e malinconico pezzo di Beck intitolato Everybody’s gotta learn sometimes, Se mi lasci ti cancello ha ottenuto il consenso sia della critica che del pubblico, tanto da essere stato inserito dalla rivista Empire nella prestigiosa lista dei cinquecento migliori film di sempre.

Michel Gondry affronta in chiave fantascientifica la commedia romantica regalando allo spettatore una pellicola coinvolgente e matura che fonde mirabilmente vari generi; si passa infatti con disinvoltura dalla commedia al dramma senza scivolare mai nel patetismo. Joel e Clementine simboleggiano una società moderna che non tollera nessun tipo di dolore e si serve della tecnologia per arginarlo. Ma come ha asserito il compianto filosofo svizzero Hermann Hesse: “I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.”

Nel corso della vicenda infatti i personaggi presenti nel lungometraggio in questione comprenderanno che è sbagliato cancellare dalla mente i ricordi inerenti ad una storia d’amore in quanto fanno imprescindibilmente parte del background di una persona e non è giusto giocarci.

Mi congedo con il seguente verso del poeta inglese Alexander Pope, significativamente correlato al titolo della versione originale di Se mi lasci ti cancello e al suo significato intrinseco:

Com’è felice il
destino
dell’incolpevole
vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo
dimenticata.
Infinita letizia della
mente candida!
Accettata ogni
preghiera e
rinunciato a ogni
desiderio.

Vi auguro buona visione ponendovi il seguente quesito: “Cancellereste mai dalla vostra mente la storia d’amore avuta in passato con una persona?”

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