Non sono un uomo facile è un film francese del 2018 girato da Eleonore Pourriat. Si tratta di una commedia che riflette sulle discriminazioni di genere in Francia.

Tutto è giocato sulla rappresentazione di un mondo al contrario in cui le discriminazioni di genere che colpiscono le donne sono, invece, a svantaggio degli uomini. Dall’altro lato, le donne ricoprono quasi tutte le cariche di potere e prestigio e si mostrano indifferenti alle rivendicazioni maschili.

Damien

Damien è un affascinante ingegnere informatico che lavora per una grossa azienda. Ha appena creato un’app per soli uomini che permette di calcolare le proprie prestazioni sessuali, settimanalmente, mensilmente o annualmente. L’applicazione permette anche di registrare la qualità dell’atto sessuale e la “qualità” della donna “posseduta”.

L’unica donna presente all’interno dello staff direttivo dell’azienda è anche l’unica che si oppone a produrre l’app. Ma, come spesso avviene nella realtà, il suo parere non viene neanche preso in considerazione. Così Damien, vincitore, esce con il migliore amico e mentre fischia a due ragazzine di almeno 20 anni più giovani di lui, sbatte per sbaglio la testa contro un palo.

Si sveglia in un universo parallelo in cui i ruoli tradizionali di uomini e donne sono invertiti. Ciò che tradizionalmente nella nostra società è un comportamento maschile diventa femminile e viceversa.

Damien pensa che sia uno scherzo ma, a poco a poco, si ritrova in un mondo in cui, in quanto uomo, è denigrato, sessualizzato e usato.

Nel suo armadio gli abiti sono cambiati, niente giacche e camice ma solo ciò che vendono nei negozi da uomo: pantaloncini corti, magliette colorate e leggings con scritto “hot” sul sedere.

Alexandra

Nel frattempo, Alexandra è una ricca scrittrice mangiatrice di uomini che decide di fingere una storia con Damien per scrivere un libro al riguardo.

Damien, infatti, rappresenta l’alter ego di una femminista. Lotta per i suoi diritti di uomo sottomesso. Anziché parlare di femminismo si parla di maschilismo come “movimento di lotta per la parità tra uomo e donna”. Quindi Damien è un maschilista e, in questo mondo rovesciato rappresenta un pezzo esotico da aggiungere alla collezione di Alexandra.

Non sono un uomo facile

Analisi di Non sono un uomo facile

Il film è ironicamente profondo. Attraverso il rovesciamento della prospettiva la regista riesce a fare centro e a colpire il pubblico maschile, quello da sempre meno interessato ai problemi delle donne.

C’è un grandissima attenzione per il dettaglio che fa capire come la regista abbia a lungo lavorato sulla sceneggiatura e come abbia raccolto le idee di varie donne.

Damien si ritrova in un mondo in cui le donne lo importunano continuamente per strada e, se all’inizio gli sembra la realizzazione di un sogno, poi si trasformerà in un incubo. Non poter uscire di casa, non poter cercare un lavoro, non poter passeggiare con un amico senza essere visto come un oggetto sessuale da parte di ogni tipo di donna inizia ad essere fastidioso anche per l’ipereccitato Damien.

Tematiche trattate

A parte il cat-calling, Non sono un uomo facile parla anche di lavoro domestico, mostrando l’amico di Damien improvvisamente intrappolato in casa con i figli, mentre la moglie lavora e lo tradisce con altri uomini.

Non sono un uomo facile mostra gli abusi di potere legati al genere. Oltre a mettere in scena un abuso subito da Damien, il film rappresenta anche una sorta di movimento MeToo al maschile. Movimento che le donne di potere, nel film, deridono e scherniscono.

Non sono un uomo facile mette in scena anche gli abusi sessuali, arrivando quasi a mostrare uno stupro ai danni di Damien. Mostra la discriminazione legata alla razza: gli uomini che vanno in giro con il velo sono più discriminati degli altri.

Il sesso e la violenza

Nell’opera si parla anche di luoghi comuni legati al sesso. Damien viene rifiutato da una donna perché quando si toglie i vestiti non ha il petto depilato. Allora si farà la ceretta in tutto il corpo, lasciandosi solo un rettangolo di peli sul petto che imita una brazilian strip, una forma di depilazione inguinale femminile. Altro punto è l’orgasmo, quando dopo la ceretta Damien riesce a fare sesso, la donna (che ha sempre il dominio sull’atto sessuale) pensa al proprio piacere e, raggiunto il proprio orgasmo, si veste e se ne va.

E infine Non sono un uomo facile parla di violenza, ma non una violenza femminile rovesciata. Una violenza maschile. Damien, infatti, reagisce spesso con violenza a questo potere femminile. Non può sopportare “una donna che gli dice cosa deve fare” e allora lancia oggetti e aizza animali contro le donne, fino ad arrivare a schiaffeggiare Alexandra.

Purtroppo la reazione di Damien non è finzione cinematografica ma è come spesso nel mondo gli uomini rispondono di fronte a donne indipendente che cercano autonomia. E’ il meccanismo che il sistema patriarcale ha creato per sottomettere un sesso all’altro.

Lo scopo di Non sono un uomo facile

L’intento del film non è quello di promuovere la creazione di un mondo in cui dominano le donne ma, piuttosto, mostrare quanto sia ridicolo un sistema in cui un sesso prevale sull’altro.

Nel film viene infatti più volte proposto di creare un mondo di parità tra uomo e donna, di condivisione dei compiti e di rispetto e ascolto reciproco, di pari opportunità. Questa proposta diventa reale nella scena in cui Alexandra e Damien vanno a ballare in un locale LGBT. Qui, uomini e donne ballano insieme, indossano i vestiti che vogliono e si esprimono liberamente. Non ci sono ruoli prefissati e stereotipi da seguire quanto, piuttosto, ruoli e stereotipi da infrangere in nome dell’uguaglianza sociale.

Conclusioni

Vorrei concludere con un’ultima riflessione sul titolo dell’opera. “Non sono un uomo facile” riprende una frase tipicamente pronunciata dalle donne. Donne che si sentono definire “facili da portare a letto” come se loro il sesso lo subissero e basta. Come se per una donna andare a letto con un uomo consista nel fargli un favore. “Non sono una donna facile” è una frase che si pronuncia per difendersi dall’accusa di essere una “puttana”, insulto peggiore che la nostra società possa pensare di rivolgere a una donna.

Ma, se essere facili vuol dire avere molti partner sessuali allora Damien è, a tutti gli effetti, un uomo facile. Ma quando il mondo si ribalta, Damien si sente in dovere di dichiarare di non essere un uomo facile. E, infatti, diventa il pezzo prezioso per la collezione di Alexandra. Perchè la nostra società ancora ci insegna a voler limitare la sessualità di un sesso, ma non dell’altro e quindi una ragazza “difficile” diventa l’impresa eroica di un uomo. Come nel film, un uomo difficile diventa l’impresa di Alexandra, stanca dei soliti uomini “facili”.

La storia tra Damien e Alexandra segue completamente lo stereotipo della storia d’amore tra l’uomo ricco e potente e la donna ingenua, alla Cinquanta sfumature di grigio. Alexandra, che non si è mai fermata per nessun uomo, si innamora per la prima volta di Damien che, titubante, si allontana e poi torna incapace di resistere all’attrazione.

Perchè guardare Non sono un uomo facile

Il film riflette con grande ironia sul tema delle discriminazioni di genere. Se per una donna la visione dell’opera risulta amara, per un uomo può risultare illuminante. Infatti la potenza del cinema è quella di riuscire a fare immedesimare il pubblico nelle storie rappresentate. Per un uomo è difficile immedesimarsi in un personaggio femminile quando guarda un film. Ma quando guarda Non sono un uomo facile è costretto a immedesimarsi in un uomo che subisce ciò che subisce una donna.

Dal cat-calling quotidiano alla violenza, Damien sente sulla sua pelle la discriminazione e sente la desolazione dell’incomprensione. E, quando Damien si risveglia nel mondo reale, fa tesoro dell’esperienza e non può più permettersi di non essere comprensivo nei confronti dei problemi di genere. Quindi si mette in marcia, insieme alle femministe, per la salvaguardia dei diritti delle donne.

Forse, quando un uomo guarda Non sono un uomo facile riesce ad immedesimarsi talmente profondamente da diventare, come Damien, comprensivo e sensibile nei confronti delle problematiche di genere. Attraverso il ribaltamento, il sesso privilegiato dal sistema patriarcale riesce finalmente a capire la discriminazione. Ed è questo lo scopo che ogni film femminista dovrebbe proporsi.

Ora che la giornata mondiale della donna si avvicina, Non sono un uomo facile è una proposta cinematografica divertente e interessante per celebrare l’occasione. Un film apparentemente leggero e ironico che sa trattare tante tematiche diverse con uno sguardo femminile che guarda con speranza il suo immancabile compagno di vita maschile, sperando in una sua maggior partecipazione alla lotta delle donne contro il sistema patriarcale.

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