Correva l’anno 2016 quando fece il suo esordio su Rai 2 Rocco Schiavone, una serie televisiva tratta dalle opere letterarie di Antonio Manzini. La trama della serie verte su un vicequestore burbero e collerico interpretato dal talentuoso Marco Giallini. Il poliedrico attore romano incarna un personaggio che gli calza a pennello. Rocco Schiavone è infatti un vero e proprio alter ego gialliniano.

All’inizio della serie, arrivata nel 2021 alla quarta stagione, il poliziotto trasteverino Rocco Schiavone viene trasferito da Roma ad Aosta a causa di delicate questioni di natura politica. Parallelamente alle numerose indagini che lo vedranno coinvolto questo vicequestore sui generis è accompagnato sovente dal ricordo di Marina (Isabella Ragonese), l’amata moglie deceduta a causa di un regolamento di conti tra lo stesso Schiavone e un delinquente. Nel corso delle varie stagioni, inoltre, il protagonista avrà vari flirt con donne belle ed affascinanti come Caterina Rispoli (Claudia Vismara), Nora Tardioli (Francesca Cavallin), e Sandra Buccellato (Valeria Solarino) tra le tante, donne che non resisteranno al suo charme.

Una delle peculiarità maggiormente evidenti di Schiavone è quella di non aver mai rinnegato la periferia, contesto sociale in cui è cresciuto. I suoi migliori amici, interpretati dai bravissimi Francesco Acquaroli, Tullio Sorrentino e Mirko Frezza, sono infatti rimasti quelli di un tempo anche se quest’ultimi a differenza sua sono diventati dei ladruncoli da quattro soldi che sbarcano il lunario in modo illegale. Ed è proprio questo il motivo del successo di Rocco Schiavone! Quando mai si era visto in prima serata sulla Rai un agente di polizia fumarsi gaudiosamente una canna?!

Negli anni precedenti gli uomini della legge raccontati sul piccolo schermo nostrano erano stati tratteggiati in modo buonista e rassicurante. Pensate ad esempio al Maresciallo Rocca interpretato dal compianto Gigi Proietti, al Commissario Corrado Cattani (Michele Placido) dell’indimenticata serie TV La piovra, o ancora al popolarissimo Commissario Montalbano, tratto dai romanzi di Andrea Camilleri e incarnato da Luca Zingaretti. I suddetti personaggi, seppur avessero ognuno una propria personalità ben marcata, rientravano palesemente nel politicamente corretto e scivolavano sovente in banali cliché.

Il ruvido Schiavone, invece, non assomiglia a nessun altro poliziotto portato in TV sino ad ora. Ricorda invece in taluni frangenti il mitico ispettore romano per antonomasia Nico Giraldi, interpretato dal compianto Tomas Milian. Esso infatti, allo stesso modo di Schiavone, si serviva di metodi spicci e poco ortodossi per risolvere i casi.

Antonio Manzini non esalta la sua creatura letteraria bensì la demitizza; ed è proprio per questo motivo che Rocco Schiavone è entrato in empatia col grande pubblico. Tutti noi infatti possiamo rispecchiarci nell’umanità del personaggio incarnato da Marco Giallini. Dietro la nube di fumo che spesso lo avvolge e tra le fessure di quegli occhi strizzati esso cela vizi e debolezze che lo rendono universale. Per certi versi sembra un personaggio neorealista, in quanto ancorato fortemente ad una realtà spesso squallida e ostile.

Un altro elemento vincente di questa serie televisiva è indubbiamente la componente ironica. Marco Giallini infatti non rinuncia al suo proverbiale sarcasmo pungente che contribuisce ad elevare Rocco Schiavone allo status di figura iconica della televisione italiana. Vi consiglio dunque spassionatamente di non perdere le nuove puntate del vicequestore più famoso d’Italia in onda il mercoledì sera su Rai 2, dirette dal regista Simone Spada.

Adesso vi chiedo di essere schietti alla stregua di Rocco. A che livello di rottura di coglioni mettete questa recensione?!

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