Dopo l’exploit di Moschettieri del Re – La penultima missione (2018), tornano gli eroi di Giovanni Veronesi in un sequel che non delude le aspettative. In Tutti per 1-1 per tutti infatti ritroviamo quella comicità goliardica dal sapore picaresco che strizza l’occhio alla celebre Armata Brancaleone.

Tutti per 1-1 per tutti, diretto da Giovanni Veronesi.
Tutti per 1-1 per tutti (2020). Con Rocco Papaleo, Pierfrancesco Favino e Valerio Mastandrea.

Veronesi trae liberamente spunto dal celebre romanzo di Alexandre Dumas per mettere in scena una commedia avventurosa e fiabesca dove non mancano i combattimenti con le spade. In Tutti per 1-1 per tutti ritroviamo solamente tre dei quattro moschettieri in quanto Aramis, precedentemente interpretato da Sergio Rubini, è deceduto reincarnandosi in un lupo.

Porthos (Valerio Mastandrea), Athos (Rocco Papaleo) e D’Artagnan (Pierfrancesco Favino) vengono convocati dalla regina Anna (Margherita Buy). I tre devono portare a termine un’ultima missione; scortare la principessina Ginevra, figlia di Enrichetta di Inghilterra (Anna Ferzetti), al confine con l’Olanda perché promessa in moglie al futuro Re. Nel corso della vicenda si susseguiranno gag esilaranti, sequenze fantastiche e vere e proprie scene d’azione degne di un film hollywoodiano.

L’alchimia fra i tre illustri protagonisti è notevole e corrisponde ad un autentico valore aggiunto per la pellicola. Irresistibile è il grammelot di Favino\D’Artagnan che dà vita a battute memorabili. Favino riesce a dare spessore ad un personaggio che molti attori avrebbero finito per ridurre a sterile macchietta. Mastandrea, dal canto suo, sempre più a suo agio nel genere della commedia, incarna un Porthos disilluso e fortemente ironico. Il sempreverde Papaleo nei panni di Athos invece, rispetto ai suoi colleghi, offre un’interpretazione maggiormente misurata che ben si amalgama con quella fregolistica degli altri due.

La stessa Buy, pur avendo meno spazio rispetto agli altri, incide molto nella buona riuscita del film. Essa tratteggia divinamente un’austera regina sui generis che è solita bersi un bicchierino di troppo. Da menzionare infine le new entry Giulia Michelini, nei panni di un tom tom vivente, Guido Caprino, il quale interpreta un Cyrano libertino, Giulio Scarpati, Ubaldo Pantani, la già citata Ferzetti e tanti altri.

Mentre nel primo film la fantasia serviva ad elaborare un lutto, in questo secondo capitolo l’immaginazione permette di lenire le ferite interiori di una delusione amorosa. Pertinente con l’opera in questione è il seguente aforisma del compianto scrittore rumeno Aharon Appelfeld: “La scrittura non è magia ma, evidentemente, può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità”.

Il regista dell’ormai storica trilogia di Manuale d’amore, regala allo spettatore un film anomalo per il cinema italiano. Quest’ultimo deve imprescindibilmente continuare a realizzare pellicole in costume come questa. Oltre al già citato capolavoro di Monicelli, infatti, negli anni passati il cinema nostrano ha avuto il merito di realizzare bellissimi lungometraggi di questo genere; Il marchese del Grillo, Nell’anno del Signore e Non ci resta che piangere tra i tanti.

Tutti per 1-1 per tutti (2020), con Pierfrancesco Favino, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea e Margherita Buy.
Margherita Buy nei panni della regina Anna.

Giovanni Veronesi, sulle note della bellissima e struggente canzone di Franco Battiato, ribadisce l’incontrovertibile importanza del cinema elevandolo al ruolo di salvatore dello spirito. Ebbene sì, in taluni casi, la Settima Arte corrisponde alla giusta “cura”.

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