Dopo la ripresa del genere horror con Il signor diavolo (2019), Pupi Avati torna ad un cinema più intimo e personale. La sua ultima opera, dal titolo Lei mi parla ancora, racconta infatti l’amore indissolubile che lega Giuseppe e Caterina, due coniugi di differente estrazione sociale sposati da sessant’anni, interpretati da Renato Pozzetto e Stefania Sandrelli.

Lei mi parla ancora, anno 2021, diretto da Pupi Avati.
Renato Pozzetto in una scena di Lei mi parla ancora (2021).

Quando Caterina verrà a mancare, la figlia Elisabetta (Chiara Caselli), ingaggerà un ghostwriter con velleità romanzesche al fine di permettere al padre di scrivere un romanzo catartico che racconti la storia d’amore tra lui e la sua amata Caterina. Tra continui flashback lo spettatore seguirà l’evolversi di un legame sentimentale non privo di ostacoli. A un certo punto del film il ghostwriter, interpretato magistralmente da Fabrizio Gifuni, confesserà a Giuseppe di essersi sentito maggiormente a suo agio nello scrivere biografie di attori, sportivi e politici piuttosto che nel mettere su carta la vicenda in questione in quanto si sente notevolmente distante da essa.

Questo aspirante romanziere infatti è un uomo egocentrico e superficiale che si è separato dalla moglie dopo pochi anni e non dedica sufficiente tempo a sua figlia, preferendole la compagnia di una giovane ed avvenente ragazza (Giulia Elettra Gorietti). In un periodo storico funestato dai divorzi, il grande regista bolognese mostra allo spettatore che per amarsi tutta la vita ci vuole coraggio.

L’amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio.

Stendhal

Pupi Avati, dopo aver affidato ruoli drammatici a comici di successo come Diego Abatantuono, Ezio Greggio, Christian De Sica e Massimo Boldi sceglie Pozzetto come protagonista di Lei mi parla ancora. Una scelta che si rivela vincente; l’attore milanese infatti si spoglia di ogni virtuosismo offrendo al pubblico una performance misurata e struggente al tempo stesso. Pozzetto sciorina tutta la sua versatilità dimostrando di essere un attore completo che negli anni passati avrebbe meritato, in taluni casi, copioni migliori. Stefania Sandrelli in età senile è come al solito straordinaria. Pur avendo poche sequenze a disposizione, riesce ad infondere al personaggio quella dolcezza e quella forza che gli permettono di entrare immediatamente in empatia con lo spettatore.

Isabella Ragonese è altrettanto esemplare nell’incarnare una giovane Caterina coraggiosa e perdutamente innamorata. Lo stesso Lino Musella se la cava egregiamente nell’interpretare un giovane innamorato che anteporrà i bisogni della sua amata ai propri. Da menzionare infine veri e propri attori feticci di Avati come la già citata Caselli; a questa si affiancano altri grandi interpreti come Serena Grandi e il poliedrico Alessandro Haber. Quest’ultimo interpreta divinamente il fratello erudito di Caterina.

Pupi Avati, con l’ausilio del figlio Tommaso in fase di sceneggiatura, omaggia Bergman e non rinuncia inoltre a raccontare la sua amata provincia, fatta di individui ignoranti e naïf. La madre e le sorelle di Giuseppe infatti a causa della loro ottusità non vedranno di buon occhio l’arrivo in casa di Caterina. D’altronde, come ha asserito il poeta statunitense Ezra Pound, “Il provincialismo è qualcosa di più dell’ignoranza. È ignoranza più una volontà di uniformità. È una malevolenza latente, spesso una malevolenza attiva”.

Stefania Sandrelli e Renato Pozzetto protagonisti di Lei mi parla ancora, l'ultimo film di Pupi Avati.
Pupi Avati e Stefania Sandrelli durante le riprese del film.

Tratto dal romanzo Lei mi parla ancora – Memorie edite e inedite di un farmacista, scritto nel 2016 a 95 anni da Giuseppe Sgarbi, questo lungometraggio lo si può considerare come una delle più belle pellicole italiane aventi come tema l’amore. Quell’amore assoluto ed eterno che va oltre la vita ed oltre la morte.

Leggi anche: Il papà di Giovanna – Il rapporto tra un padre e una figlia aldilà della storia.

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