Tra i film d’animazione degli ultimi anni è doveroso menzionare Up, un vero e proprio capolavoro della Pixar uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo nel 2009. Il protagonista della suddetta opera è Carl Fredricksen. Il film ripercorre tutta la sua vita dagli anni trenta fino ad arrivare ai giorni nostri. Inizialmente vediamo un Fredricksen bambino che sogna di diventare un esploratore alla stregua del suo mito Charles Muntz.

Successivamente Fredricksen incontra una bambina di nome Ellie che diventerà il grande amore della sua vita fino alla sua dipartita. Rimasto solo il nostro protagonista diverrà un misantropo disilluso ancorato morbosamente al ricordo della moglie defunta, tanto da far diventare la propria abitazione una casa volante allo scopo di esaudire il sogno di Ellie, ovvero raggiungere le Cascate Paradiso situate in Venezuela. Nel corso di questo viaggio avventuroso Carl incontrerà nuovi amici che gli cambieranno la vita.

Sceneggiato e diretto da Pete Docter e Bob Peterson, Up è una vera e propria parabola sulla vecchiaia. Carl infatti è l’emblema stesso della terza età, una stagione della vita in cui si tende a rimuginare sulle reminiscenze. Docter e Peterson riescono mirabilmente a realizzare un film per famiglie mescolando sapientemente la comicità al dramma. D’altronde i grandi classici Disney hanno sempre avuto al loro interno una fondamentale componente drammatica. Pensiamo ad esempio a capolavori animati come Cenerentola, La bella e la bestia e Bambi fra i tanti.

Il personaggio di Carl Fredricksen è ispirato all’intramontabile Spencer Tracy mentre Il villain di turno Charles F. Muntz, personificazione palese dell’ossessione, non può non far tornare alla mente il noto attore Vincent Price. Up è un film che inneggia all’amicizia e sprona lo spettatore ad andare incontro al cambiamento. D’altronde, come asserì Albert Einstein: “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”.

Fredricksen dopo la morte della moglie si è chiuso totalmente in se stesso rifugiandosi in una casa dove è solito venerare Ellie. La bellissima sequenza in cui l’abitazione inizia a volare in cielo alla volta delle cascate Paradiso risulta essere fortemente allegorica. Essa simboleggia l’importanza incontrovertibile della leggerezza nella vita attuale del protagonista. Pertinente a tal proposito risulta essere il seguente aforisma dell’indimenticato scrittore italiano Cesare Pavese: “Se vuoi viaggiare lontano e veloce, viaggia leggero. Spogliati di tutte le invidie, gelosie, ripicche, egoismi e paure”. Carl, infatti, partirà per un viaggio che ha come meta il cambiamento.

Le voci originali di questo gioiello dell’animazione sono di Edward Asner e di Christopher Plummer. Un elogio al doppiaggio del compianto Arnoldo Foà che presta la voce al diabolico Muntz, ma soprattutto all’intramontabile Giancarlo Giannini, il quale doppia mirabilmente l’ anziano Carl. Grazie a questo immenso artista vedendo Carl non si può non ripensare a divi del calibro di Al Pacino e Jack Nicholson. Tutti attori doppiati dall’eclettico Giannini. Docter e Peterson hanno realizzato un capolavoro animato da vedere e rivedere, indicato sia per i bambini che per gli adulti. I due registi non nascondono la realtà ai più piccoli, bensì gliela edulcorano ricordando che nella vita ci vuole coraggio. È proprio quest’ultimo infatti che, nonostante le avversità, permette agli individui di rialzarsi e di stare su. Pardon, di stare Up!

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