È veramente chi dice di essere? O sono gli altri a sbagliare? Tornerà la normalità? O niente è ormai come prima? Queste sono le domande che ci perseguitano durante la visione di The Hunt (Jagten), film del 2012 diretto dal regista danese Thomas Vinterberg e interpretato da Mads Mikkelsen.

The Hunt (Jagten), diretto da Thomas Vinterberg.
The Hunt (Jagten). Mads Mikkelsen è l’insegnante Lucas.

L’accoppiata vincente Vinterberg/Mikkelsen è tornata alla riscossa a distanza di otto anni, con Un altro giro (Druk), che si è aggiudicato il premio Oscar come miglior film straniero. Tuttavia, The Hunt già presagiva una maturazione artistica del regista veloce e dirompente. Questo film in particolare è, a suo modo, un’opera d’arte avvincente che scuote e terrorizza. Vinterberg ci descrive la sua terra, la Danimarca, mostrando i pregi ma anche i difetti; l’autore ci fa vedere i problemi di tutti i giorni, le tribolazioni della vita, o i tradimenti, e come tutti questi elementi vengono recepiti e affrontati nei paesi del Nord Europa. In questo caso, Vinterberg allestisce un thriller mascherato da dramma familiare, ma soprattutto da dramma sociale, concentrandosi sul tema della pedofilia, dei rapporti interpersonali e di tutte quelle condizioni che minano la stabilità non solo di un singolo individuo, ma dell’intera comunità.

The Hunt – La trama

Un altro strafalcione compiuto dalla traduzione italiana. Quello che poteva benissimo essere tradotto con La caccia, viene trasposto in italiano con il titolo de Il sospetto. Che tutto il film si basi sul sospetto nei confronti del personaggio interpretato da Mikkelsen è giusto; sospetto su ciò che ha raccontato la bambina sia vero o falso, se l’uomo dice la verità oppure è realmente colpevole. Ciononostante, come spesso è accaduto in altre pellicole, un errata traduzione può distorcere il senso di un film e confondere le idee dello spettatore.

The Hunt narra la storia di Lucas (Mikkelsen), un insegnante di asilo nido di mezza età, divorziato e con un figlio. Grande passione del protagonista è soprattutto quello di passare tempo con gli amici, in particolar modo con l’amico fraterno Theo, e andare con loro a caccia di cervi. Nella scuola dove Lucas insegna c’è la piccola Klara. Figlia di Theo, la ragazzina, attratta da Lucas, gli manda un biglietto d’amore. L’insegnante, con la tenerezza di un padre, la rifiuta dicendole che è sbagliato. Klara, per vendicarsi, racconta alla direttrice dell’istituto di essere stata avvicinata da Lucas, descrivendole poi le parti intime dell’uomo.

La donna, stupita, incredula ma anche molto spaventata che le parole della bambina possano corrispondere alla realtà, decide di prendere provvedimenti allontanando Lucas dalla scuola. In men che non si dica la notizia fa il giro della piccola cittadina in cui vivono, arrivando alla fine anche alle orecchie di Theo. Quest’ultimo, scatenerà la sua rabbia sull’amico e Lucas verrà ben presto additato come uno stupratore e un pedofilo.

Una scena del film.

L’innocenza da una parte, la furia del popolo dall’altra

Probabilmente la cosa più interessante che Thomas Vinterberg possa fare non è tanto mostrare la colpa, il movente, anche se fittizi o frutto dell’immaginazione di una bambina. Il suo intento è invece quello di mostrare come un avvenimento come questo venga recepito all’interno di una piccola comunità, e di fare vedere, poi, le trasformazioni relazionali fra individui, fra amici, mogli e figli.

Lucas è veramente innocente? Klara mente oppure dice la verità? Questi sono i dubbi che si aggirano per tutto il film. The Hunt racconta la traumatica crocifissione di un presunto innocente e il cambiamento di giudizio di un’intera comunità nei confronti di un uomo messo alle strette, braccato come un animale. È infatti la caccia al colpevole, alle streghe, al capro espiatorio; è la punizione a tutti i costi per riportare giustizia e pace nel villaggio.

Vinterberg ripropone la volontà del popolo di farsi giustizia da solo: pratica questa che, nonostante il ventunesimo secolo inoltrato e nonostante ci si trovi in Danimarca, culla della nuova civiltà europea per antonomasia, è sempre ben accetta quando si tratta di ristabilire l’ordine sociale. Da una parte, quindi, c’è la piaga della pedofilia, che di paese in paese, di città in città, di casa in casa, e di chiesa in chiesa, si propaga sotto l’occhio non sempre preparato della società e della giustizia. Dall’altra parte c’è la società e il colpevole. Un altro aspetto di The Hunt che poi ritroveremo in Un altro giro è proprio quello dell’insegnante. Anche qui Mikkelsen veste i panni di un maestro; figura rassicurante ma ambigua allo stesso tempo. Vinterberg parte proprio da un lavoro apparentemente onesto e socialmente utile per far scatenare il panico generale.

Una scena del film.

Il film si aggiudicò nel 2014 una nomination agli Oscar come miglior film straniero. Già all’epoca Vinterberg ci era andato molto vicino. In quell’occasione, tuttavia, venne superato da La grande bellezza di Sorrentino. The Hunt resta comunque una delle migliori pellicole degli utlimi anni. Assieme a Mikkelsen, a rendere pregevole questo film sono anche i volti, anche se non sempre noti, del teatro e del cinema danese come Thomas Bo Larsen nei panni di Theo e Alexandra Rapaport.

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