Uscito al cinema nel 2016, La ragazza del treno (The Girl on the Train) è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo scritto un anno prima da Paula Hawkins. Il regista Tate Taylor sceglie come protagonista Emily Blunt per portare sul grande schermo questo thriller hitchcockiano ricco di colpi di scena.

La ragazza del treno (The Girl on the Train), diretto da Tale Taylor.
Emily Blunt è la protagonista di La ragazza del treno (2016).

L’opera in questione racconta le vicissitudini di Rachel Watson (Blunt), una donna alcolizzata e disoccupata che ha alle spalle un matrimonio finito male con Tom (Justin Theroux). Questi, a sua volta, ha nel frattempo messo su famiglia con Anna Boyd (Rebecca Ferguson), dalla quale è divenuto padre di una bambina. Da qualche tempo Rachel è solita prendere un treno con l’obiettivo di spiare la vita apparentemente perfetta di Megan (Haley Bennett) e di suo marito Scott (Luke Evans). Successivamente si avvicenderanno molteplici eventi e colpi di scena che culmineranno con la scomparsa di uno dei protagonisti.

La Blunt è magistrale nel calarsi nei panni di questa donna borderline alle prese con demoni interiori dai quali non riesce a prendere le distanze. Rachel è un personaggio molto sfaccettato che sfrutta pienamente l’eccezionale mimica della Blunt. Anche il resto del cast dimostra di essere all’altezza. Halley Bennett è perfetta nel ruolo di questa donna fragile e passionale così come la Ferguson in quello di una donna dedita alla famiglia che nel corso della pellicola dimostrerà di avere più coraggio di quanto sembri. Dopo aver diretto bellissimi lungometraggi come l’osannato The Help e Get on Up – La storia di James Brown, Taylor si cimenta per la prima volta in un giallo, e i risultati sembrano esaltanti.

La ragazza del treno riesce a tenere lo spettatore letteralmente incollato alla poltrona dall’inizio alla fine grazie ad una concatenazione di eventi ansiogeni che portano ad un climax sorprendente, per usare un eufemismo. Per certi versi il film in esame omaggia La finestra sul cortile, un autentico capolavoro diretto dal maestro del brivido Alfred Hitchcock. In entrambe le pellicole infatti i rispettivi protagonisti spiano le vite degli altri, finendo coinvolti loro malgrado in situazioni giuridicamente critiche. Menzionando il film di Carlo Verdone, Ma che colpa abbiamo noi, si può asserire che Rachel prenda il treno per evitare di finirci sotto. Le sequenze in cui lei, per colpa dell’alcool, non riesce a ricordarsi cosa sia accaduto la sera prima, sono estremamente dense di pathos, tanto che il pubblico difficilmente riesce a non entrare in forte empatia con la protagonista.

Pertinente con il significato intrinseco del film risulta essere il seguente aforisma del compianto scrittore Primo Levi: “Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso”. La ragazza del treno, inoltre, ha il merito di mettere alla berlina la violenza sulle donne e il problema dell’alcolismo, due autentici cancri della società odierna. La pellicola fu un grande successo sia di pubblico che di critica. Inizialmente avrebbero dovuto prendere parte al progetto Jared Leto e Chris Evans ma per una serie di divergenze ciò non è accaduto. Curiosamente la Hawkins aveva ambientato il romanzo a Londra mentre il lungometraggio è stato girato a New York.

La ragazza del treno, di Tate Taylor.
Rebecca Ferguson in una scena del film.

Consiglio dunque caldamente la visione di questo appassionante thriller psicologico che invita lo spettatore a scendere dal treno dell’incertezza e a salire su quello della serenità. Per farlo sarà necessario trovare il coraggio di scandagliare se stessi al fine di arrivare alla verità.

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