Il festival Visioni Notturne si è concluso domenica 22 agosto con le premiazioni dei cortometraggi revisionati e votati dalla giuria composta dal presidente, il regista Andrea Marfori, da Silvia Riccò di Horror Dipendenza e da Lorenzo Cracolici di Horror Italia24.

Alla presenza del direttore artistico del festival Andrea Ponzecchi, e di alcuni registi, Visioni Notturne termina la sua seconda edizione con quattro cortometraggi davvero sensazionali. Spinti, crudi e grotteschi, quattro opere di autori italiani e non solo che hanno saputo carpire l’essenza del genere horror; non un genere fine a sé stesso, ma un cinema capace di scuotere i nostri animi e di arrivare alla più schietta, artistica e originale critica sociale.

Le opere premiate sono: Crappy Christmas – Operation Christmas Child di Jürgen Kling, Night Crawl di Gregory Shultz, Ferine di Andrea Corsini e Asiago Kills diretto da Cristian Tomassini. Opere queste che sono di grande impatto visivo, come il corto d’animazione di Kling, e che, come questo in particolare, riescono ad imbastire una vera e propria critica sociale e di costume che non teme censure o querele.

Asiago Kills (2020) di Cristian Tomassini

Visioni Notturne. Asiago Kills, di Cristian Tomassini.
Asiago Kills, di Cristian Tomassini.

Corsini riprende il terrore trentennale del mostro di Firenze e ne fa un cortometraggio di paura di pochi minuti. Mentre un serial killer terrorizza l’altopiano di Asiago, un soldato sta percorrendo una strada di montagna. Si imbatte per caso in uno strano tizio e una donna che sta con lui che si parano difronte all’automobile. Nonostante il soldato non sia contento di farli salire, vede che l’uomo e la donna sono già saliti in macchina e quindi non può far altro che assecondarli e portarli al primo paese che incontrano.

Durante il tragitto la notizia dell’assassino si fa costantemente più pesante e tutti iniziano a sospettare l’uno dell’altro. E il senso del film è proprio questo, descrivere la tensione e la diffidenza nei confronti del simile quando la narrazione ha a che fare con la figura di un killer spietato che semina il panico per tutta la comunità. Ma chi è il vero mostro? Sono tutti possibili colpevoli e innocenti; tutti hanno commesso errori che devono, in un modo o in un altro, pagare.

Night Crawl (2019) di Gregory Shultz

Night Crawl, di Gregory Shultz. Una scena del cortometraggio.

Quando la fuga da una prigione non è più una cosa scontata ma si trasforma in un’avventura davvero agghiacciante. Lo short di Shultz si apre e si chiude all’interno di una prigione; di una cella per essere precisi. Uno dei due prigionieri riapre il buco fatto sotto il letto mentre il compagno di cella fa da palo in caso passasse qualche guardia. Dopo aver percorso un lungo e stretto tunnel, il prigioniero riprende i lavori di scavo ma dopo essere riuscito a bucare la parata fa una strana e terrificante scoperta.

Night Crawl riprende una cosa strausata, come la fuga da un penitenziario e la trasporta in una dimensione horror che è veloce e crudele come la durata stessa del cortometraggio. Cosa c’è dall’altra parte del buco? La libertà o una spiacevole sorpresa?

Crappy Christmas – Operation Christmas Child (2020) di Jürgen Kling

Crappy Christmas, uno dei vincitori della seconda edizione del festival horror Visioni Notturne.
Crappy Christmas (2020).

La grande novità di Visioni Notturne è stata proprio il cortometraggio del regista tedesco Jürgen Kling. Durante le feste natalizie il piccolo Kid attende ansioso l’arrivo di Babbo Natale e invece viene rapito da un misterioso essere che poi si scoprirà essere un pontefice, che dopo averlo rinchiuso in una cella lo stuprerà. La stessa cosa farà il prete e poi un frate fino al momento in cui Kid riesce ad avere la meglio su di loro.

Kling prende al balzo i recenti scandali della chiesa inerenti alle accuse di pedofilia verso alcuni preti e altri uomini di chiesa. Crappy Christmas è un corto d’animazione in stop motion spietato ma realistico nella sua dimensione grottesca. Non adatto ad un pubblico giovane? Certo che no, ma infatti bisogna diffidare dagli adulti e non dai bambini che sono, come viene descritto nel cortometraggio, le vere vittime di una società malata e corrotta. La chiesa, che dovrebbe essere il faro di amore e speranza di molti fedeli , diventa la tana del lupo e il luogo dove si compiono crimini efferati. Il Natale, che è il momento più atteso e felice dell’anno, diventa adesso il simbolo della paura.

Ferine (2019) di Andrea Corsini

Visioni Notturne: Ferine, di Andrea Corsini.
Ferine (2019) di Andrea Corsini. Una scena del film.

Ultimo cortometraggio premiato e proiettato alla presenza del regista Andrea Corsini presente durante il Festival. Ferine racconta la storia di una donna che dopo aver sedotto uno sconosciuto e averci fatto sesso, lo uccide e lo dà in pasto ai suoi figli che vivono nel bosco. Mascherata da persona normale, la protagonista è invece un essere feroce che vive nella foresta con le sue creature.

Corsini dirige uno short in cui la cosa più assurda e apparentemente degenerata è invece quella più vera, comune e umana. Ferine è la metafora del sacrificio e del sentimento materno nei confronti di un figlio; sentimento che è lo stesso in tutti gli esseri viventi, animali o umani.

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