Con l’espressione cinema da camera s’intendono quei film ambientati principalmente in un’unica location. Negli ultimi anni la settima arte nostrana ha partorito numerose pellicole di questo genere: opere come Perfetti sconosciuti, Il nome del figlio e Dobbiamo parlare ne sono degli esempi illustri. Alessandro Gassman, al suo terzo lungometraggio di finzione, decide di proseguire con il suddetto filone portando sul grande schermo Il silenzio grande.

Tratta da una piêce teatrale di successo di Maurizio De Giovanni, questa ultima fatica registica del figlio d’arte per antonomasia vede come protagonista Valerio Primic (Massimiliano Gallo), uno scrittore di successo in ristrettezze economiche che per far fronte alle spese familiari si troverà costretto suo malgrado a mettere in vendita la bellissima e fatiscente villa dove vive con sua moglie Rose (Margherita Buy), con la domestica Bettina (Marina Confalone) e i due figli, interpretati rispettivamente da Antonia Fotaras ed Emanuele Linfatti.

Il silenzio grande -Un film di Alessandro Gassman con Massimiliano Gallo e Margherita Buy
Massimiliano Gallo in una scena del film

Gassman ambienta nel passato una vicenda che rievoca fin dall’inizio le iconiche commedie del compianto Eduardo De Filippo. Il personaggio interpretato da Massimiliano Gallo non può infatti non far tornare alla mente Luca Cupiello. Entrambi i personaggi, oltre ad avere palesemente in comune le origini partenopee, fanno fatica ad accettare la realtà che li circonda e si rifugiano in piaceri materiali per eluderla. Gallo è superlativo nei panni di questo scrittore che si è sempre rifiutato categoricamente di cedere alle lusinghe di cinema e televisione. Il film pone anche l’accento sui vantaggi e gli svantaggi di essere uno scrittore dalla fervida immaginazione.

La stessa Margherita Buy è magistrale nell’incarnare una donna fragile e al contempo volitiva. Sarà lei a prendere la decisione di vendere villa Primic. La pluripremiata attrice ha il merito di deregionalizzare il film conferendogli quel respiro internazionale di cui aveva bisogno. Marina Confalone dal canto suo è straordinaria nel dar vita a una governante sui generis. I suoi duetti con Gallo sono memorabili e ricordano quelli tra Vittorio De Sica e Tina Pica nella fortunata saga di Pane,amore e…. Un plauso va anche ai due attori giovani, bravissimi nell’interpretare due ragazzi alle prese con la scoperta di loro stessi.

Ne Il silenzio grande Alessandro Gassman scandaglia l’animo dei personaggi, riuscendo a mescolare sapientemente i generi più disparati. L’opera infatti la si può definire come una commedia drammatica a tinte fantasy impreziosita da gustosi voli pindarici. Gassman realizza un vero e proprio capolavoro che trae spunto anche da Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov e per certi versi da The others, bellissimo thriller del 2001 diretto da Alejandro Amenábar ed interpretato dall’attrice premio Oscar Nicole Kidman.

Consiglio dunque spassionatamente di andare al cinema a vedere Il silenzio grande. Sono sicuro che il finale vi lascerà letteralmente a bocca aperta.

Decisamente pertinente col significato dell’ultima fatica di Gassman risulta essere il seguente aforisma del noto drammaturgo francese Alfred de Vigny: “Solo il silenzio è grande; tutto il resto è debolezza. Non è soltanto con la bocca che si tace o si parla di qualcosa, ma anche con l’anima. Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano. … Non c’è rumore più assordante del silenzio di chi vorresti sentire.”

Lo stesso Alessandro Gassman ricorda allo spettatore che esistere non equivale a vivere.

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