Nel lontano 1962 uscì nelle sale cinematografiche di tutto il mondo 007: Licenza di uccidere, il primo film avente come protagonista James Bond, un agente segreto affascinante e volitivo creato dalla fervida immaginazione dello scrittore inglese Ian Fleming. Nel 2021 esce No Time to Die, quello che risulta essere, per certi versi, un vero e proprio addio.

No Time to Die.
No Time to Die (2021), regia di Cary Fukunaga.

Incarnato per la prima volta dal compianto Sean Connery, questo personaggio nel corso degli anni è divenuto iconico ed è stato interpretato da attori sublimi quali Roger Moore e Pierce Brosnan. Il grande e versatile Daniel Craig veste per la prima volta i panni dell’affascinante spia britannica nel 2006, nel film Casinò Royale. Per merito dell’enorme successo commerciale e delle critiche entusiaste nei confronti della performance di Craig, quest’ultimo da allora si è calato nei panni di 007 per ben tre volte: in Quantum of Solace, Skyfall e Spectre, fino ad arrivare a No time to die.

Nel lungometraggio diretto da Cary Fukunaga, inizialmente vediamo uno 007 felicemente in pensione che se la spassa con l’amata Madeleine (Léa Seydoux) nell’incantevole città di Matera. Improvvisamente i due saranno vittime di un attentato da parte della Spectre, l’organizzazione criminale che nel precedente capitolo della saga Bond era riuscito ad annichilire catturandone il capo Blofeld (Cristoph Waltz).

Successivamente Bond, dopo aver accusato Madeleine di averlo tradito e di essere un membro della Spectre, la lascerà. Nel corso della pellicola, inoltre, si manifesterà un nuovo villain di nome Lyutsifer (Rami Malek) che molti anni prima ha avuto un terribile trascorso con Madeleine. Seguiranno molteplici colpi di scena fino ad arrivare ad un finale sconvolgente.

No Time to Die contiene tutti i topos narrativi che hanno reso celebre il personaggio di Fleming in tutto il mondo. Si passa dal proverbiale umorismo british di 007 al whiskey agitato e non mescolato, passando per l’Aston Martin, macchina feticcio di Bond, fino ad arrivare ad un campionario di bellezze femminili da sogno che, oltre alla Seydoux, annovera, fra le tante, anche la bellissima Ana De Armas.

Inoltre, non mancano i Villain, interpretati divinamente dai premi Oscar Cristoph Waltz, già visto in Spectre e dall’eclettico Rami Malek. L’unica novità di questa venticinquesima avventura in celluloide di 007 è data dal dilagante politically correct che imperversa nel film. La donna di colore, che nel film interpreta 007, infatti, stona con la vicenda; il personaggio in questione risulta essere fortemente fuori contesto e persino forzato in alcune sequenze.

No Time to Die è un buon action movie che mescola sapientemente l’azione con il romanticismo fino ad arrivare ad una suggestiva conclusione degna delle tragedie greche di Sofocle ed Euripide o di quelle più autoctone di Shakespeare.

Tuttavia, in alcuni momenti l’opera appare ridondante e alcune cose sanno di già visto. Il personaggio di Malek, pur essendo affascinante e carismatico, poteva essere sviluppato meglio. Lo stesso Waltz meritava indubbiamente più scene, mentre suo malgrado è relegato ad un’unica sequenza.

No Time to Die (2021).
Rami Malek nei panni del Dottor No.

In definitiva, pur avendo qualche difetto, No Time to Die rimane comunque un film da vedere; se non altro per omaggiare degnamente Daniel Craig, uno straordinario attore che è riuscito a dare nuova linfa ad una delle saghe più lungimiranti della storia del cinema. Adesso siamo tutti curiosi di sapere chi sarà il prossimo attore ad esclamare “Il mio nome è Bond, James Bond!”.

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