The boy behind the door è il film d’esordio della coppia di registi e sceneggiatori David Charbonier e Justin Powell. Presentato per la prima volta al Fantastic Fest di Austin, in Texas, nel settembre 2020, è stato da subito distribuito in streaming il 29 luglio 2021. In Italia il film arriva grazie al Ravenna Nightmare che lo inserisce nella programmazione della sua diciannovesima edizione, nella sezione dedicata al Concorso Internazionale Lungometraggi. I fedelissimi della kermesse dedicata al lato oscuro del cinema hanno così avuto l’occasione più unica che rara di vedere il film della coppia Charbonier-Powell in una vera e propria sala cinematografica.

The boy behind the door – La trama

Kevin e Bobby sono due ragazzini pre-adolescenti. I due sono molto amici e giocano nella stessa squadra di baseball. Una mattina stanno facendo qualche scambio quando la palla rotola giù nel bosco. Kevin va a recuperarla ma sembra non tornare più. Anche Bobby così va alla ricerca della palla e soprattutto dell’amico, quando un’ombra lo colpisce alla nuca.

I due si risvegliano sei ore dopo all’interno di un baule di un auto, dal quale il solo Kevin viene portato via. Bobby rimane così solo, legato e spaventato nel bagagliaio. Quando riesce a liberarsi, il primo impulso di fuggire a gambe levate viene frenato dalle grida dell’amico: è dentro una casa, l’unica nelle vicinanze.

Ezra Dewey è Kevin

Kevin non può essere abbandonato.

L’incubo del rapimento

Quello raccontato da The boy behind the door è forse tra i peggiori incubi che un genitore possa vivere: il rapimento del proprio figlio. Anche se nel film di Charbonier e Powell i genitori delle due vittime non appaiano mai. L’esperienza traumatica del rapimento e della successiva prigionia è infatti interamente vissuta tramite gli occhi dei due ragazzi, e in particolare di Bobby che dopo essersi liberato si aggira furtivo per la casa del rapitore cercando un modo per liberare anche l’amico.

L’incubo si materializza nella figura di un’ombra della quale non sappiamo nulla fino alle scene finali del film. Bobby si avventura in soccorso del suo amico ignaro del pericolo che corre e di ciò che sarebbe stato forse effettivamente efficace per la buona riuscita del suo piano. D’altronde Bobby è poco più che un bambino, e così anche Kevin.

È proprio per quel loro essere ancora giovani preadolescenti che sono stati rapiti. Oltre al rapitore, infatti, in casa c’è un altro uomo del quale si vede subito il volto. Costui ha pagato per due ore di tempo insieme, da solo, con il piccolo Kevin.

L’incubo si fa sempre più torbido e squallido.

L’innocenza della vittima

Lonnie Chavis è Bobby

Oltre a una grande costruzione scenica e narrativa, che fa di The boy behind the door di un ottimo horror, il punto di forza della produzione è la costruzione dei due piccoli protagonisti. Bobby e Kevin, interpretati rispettivamente da Lonnie Chavis e Ezra Dewey, sono infatti poco più che bambini e così si comportano. Lo stesso Bobby, nonostante sia animato dalle migliori intenzioni, spesso non fa che peggiorare la sua situazione peccando di ingenuità. La necessità di sopravvivere e di salvarsi permettono però ai due di crescere ed imparare dai propri errori. Le chance di riuscita diminuiscono sempre più, e saperle sfruttare al meglio diventa indispensabile.

David Charbonier e Justin Powell costruiscono un film intenso e affascinante. The boy behind the door è un horror classico, che si serve del quotidiano terrore che alberga nel nostro mondo senza scomodare demoni o mostri. Le atmosfere del film non possono che ricordare quelle dell’Overlook Hotel di Shining, non solo per la ben evidente citazione che i due registi fanno al film di Kubrick, ma anche per il ruolo che i corridoi, le porte e le stanze hanno nel costruire la tensione narrativa.

The boy behind the door è uno di quei film che fanno del Ravenna Nightmare un’occasione d’oro per gli appassionati del cinema di genere. Certe perle sarebbero state veramente difficili da recuperare altrimenti.

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