Anche quest’anno al Ravenna Nightmare Film Fest l’orrore ed il perturbante sono stati i protagonisti assoluti della scena: film come In the Shadow, The boy behind the door e The Alternate ci hanno spaventato e fatto rabbrividire, portandoci nel lato oscuro del cinema. La sezione del Concorso Internazionale Cortometraggi si è dimostrata all’altezza della sua controparte dedicata ai lungometraggi, con pellicole pregne di mistero, angoscia e talvolta persino un po’ di comicità. Ma quali sono stati i cortometraggi presentati al festival?

I corti del Ravenna Nightmare

Nattlekar (Night Game) – Henny Aman

Cominciamo dal vincitore di quest’anno. La regista svedese Henny Aman in soli 9 minuti riesce a trasporre sullo schermo tutta l’angoscia e la paura di un incubo infantile…o almeno qualcosa che si presenta come tale. La piccola protagonista di Nattlekar è infastidita dal baccano della festa di sua madre ed i suoi amici, e vorrebbe tanto restare da sola con la sua bambola preferita per giocare in tranquillità. Ma ben presto imparerà che a volte i desideri è meglio che restino tali e che l’oscurità può annidarsi anche dietro il volto di chi siamo abituati a considerare il nostro migliore amico.

Re-Animal – Ruben Garcera

Realizzato interamente in stop motion, Re-Animal è un cortometraggio a metà fra il comico e lo splatter. Una serie di macabri omicidi terrorizza la città e la polizia è scomparsa, l’unico che può risolvere questo caso è l’investigatore privato Toni Clues…o forse no. Attraverso una serie di cruenti ma comici omicidi, il regista porta lo spettatore alla risoluzione del mistero facendolo ragionare sulla perfidia umana e su quella animale.

TIO – Juan J. Medina

TIO è un cortometraggio prodotto dall’Instituto Mexicano de Cinematografia e diretto da Juan J. Medina, già vincitore di diversi premi in festival nazionali ed internazionali. TIO racconta la storia di Martin, un giovane al suo primo giorno di lavoro in miniera costretto ad affrontare l’essere che vive da anni all’interno della cava e che ha già collezionato numerose vittime. Oltre al caratteristico stile che richiama il più famoso regista Tim Burton, il cortometraggio è stato realizzato per portare alla ribalta il fenomeno della criminalità fra i giovanissimi, una delle piaghe che affligge il Messico.

The awakening of the insects – Stephanie Lansaque e Francois Leroy

Ambientato nella città di Hong Kong, The awakening of the insects è la storia di un uomo anziano che in seguito alla morte della moglie comincia ad avere problemi di memoria sempre più gravi. L’unica speranza è l’esorcista taoista Ms. Meng, che con le sue doti paranormali è pronta a liberare il vecchio dai suoi demoni. Il cortometraggio è naturalmente intriso della cultura orientale, con elementi che possono essere difficilmente compresi se non si conosce il contesto a cui si fa riferimento. Nonostante ciò anche se lo spettatore è privo di qualsivoglia conoscenza in merito, il cortometraggio risulta coinvolgente grazie al suo ritmo incalzante e alla attenzione che i registi hanno messo nella cura dei particolari.

Survivers – Carlos Gomez-Trigo

In seguito ad uno scontro fra due non meglio precisate “nubi elettriche” la Terra viene investita da un gas tossico capace di uccidere in pochi minuti. I tre protagonisti si ritrovano rinchiusi in macchina con un atroce dilemma a cui fare capo. In poco più di 5 minuti, Carlos Gomez-Trigo riesce a portare sullo schermo la disperazione dei sopravvissuti, con un cortometraggio che è un riuscitissimo mix di splatter e comicità.

Roadkill – Maria Lundstrom

Ambientato in Svezia, Roadkill è un cortometraggio che attraverso il viaggio in macchina di Charlie e sua madre, mette in luce le diverse prospettive del mondo che hanno gli adulti ed i bambini. Questo elemento emerge in maniera sempre più evidente man mano che la narrazione prosegue, in un crescendo di incredulità e mistero.

Familiar – J. Ellison

La regia minimalista di J. Ellison racconta stavolta della paura e del rimorso di Richard Mason, costretto da un’orribile creatura a procurarle giovani vittime. Lo stile del corto è quello dell’horror classico, dove fondamentali sono i suoni, i rumori e le immagini dal forte impatto visivo.

Fall of the Ibis King – Mikai Geronimo, Josh O’ Caoimh

Attraverso la tecnica del disegno, i registi ci calano nella tormentata psiche di un attore teatrale interprete del villain dell’opera che è in scena a teatro. Respinto dalla donna che ama, lo spettatore si ritrova trasportato in un passaggio continuo fra flashback, flashforward e introspezioni del protagonista, assistendo così alla sua discesa nella follia, in un’opera che ha dei chiarissimi echi della poetica di Aronofsky.

In the soil – Casper R. Kjeldsen

Realizzato secondo l’inconfondibile stile danese, In the soil è la breve storia di Karoline e suo padre, che viene improvvisamente ossessionato da una buca che inizia a scavare in giardino. Mentre il rapporto fra i due si va lentamente logorando, appare chiaro che una presenza diabolica sta manovrando il padre.

Cuore di strega – Marco Baroni

Unico cortometraggio italiano in gara, Cuore di strega è il nome comune che viene dato al clathrus ruber, un fungo dall’aspetto singolare e dall’odore pungente. Il corto inizia con la fuga di un uomo, accusato di essere uno stregone. Scappando dai suoi inseguitori, il protagonista si inoltra nel fitto del bosco, trovandosi ad affrontare una minaccia ben più letale dell’uomo.

A tale best forgotten – Tomas Stark

Il cortometraggio è la trasposizione cinematografica di una macabra ballata di Helen Adam. Tramite un ingegnoso gioco di movimenti di macchina, si ha l’impressione di guardare un corto in piano sequenza. Nonostante la durata ridotta del cortometraggio, il racconto di un padre, una figlia e dell’uomo con la testa di cane che vivono vicino al fiume risulta essere un perfetto concentrato di macabro e folklore.

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