Se siete di quelli che perdono interesse nei confronti delle cose quando esse sono sulla bocca di tutti, non fatevi ingannare e non lasciate Strappare lungo i bordi nella lista delle cose da vedere. Ne parlano tutti per una buona ragione.

Strappare lungo i bordi è una serie animata del fumettista Zerocalcare, prodotta nel 2021 per Netflix e disponibile sulla piattaforma streaming dal 17 novembre. In realtà se ne parlava ancora prima del suo debutto, ma ora citazioni e immagini della serie inondano il web. Eppure non si tratta della solita serie commerciale pensata per i ragazzini amanti dello streaming.

La trama

Composta da 6 episodi di meno di 20 minuti ognuno, Strappare lungo i bordi si guarda tutta in un paio d’ore. E’ la storia di Zero, l’autore dell’opera, che ripensa alla sua vita e ai traguardi prefissati ma mai raggiunti, alla pressione che fin da bambino ha dovuto affrontare, quella pressione di “dover fare le cose bene e non deludere gli altri”. Una pressione che inizia a scuola quando la maestra scuote la testa e si mette la faccia tra le mani quando ti consegna un compito insufficiente. Una pressione che continua nell’adolescenza e in età adulta quando non riesci a laurearti in tempo, a trovare un lavoro vero o semplicemente non riesci a capire che cosa vuoi fare e chi vuoi essere.

Insieme a Zero ci sono Sara e Secco, suoi amici fin dall’infanzia. Sara è quella saggia che fin da bambina capisce come funziona il mondo e sa che non ha senso cercare di non deludere gli altri perché a nessuno, a parte a tua madre, importa dei tuoi successi o insuccessi. Secco, invece, se ne frega di tutto e non si fa mai problemi su cosa sia necessario, giusto o sbagliato. Poi c’è Alice, conosciuta in età adolescenziale. Tra Zero ed Alice nasce qualcosa che non viene, però, mai esplicitato e ognuno vive la propria vita e le proprie relazioni amorose.

Zero vive in bilico sulla paura di esporsi, di dichiararsi ad Alice e sentirsi rifiutato. Zero è il tipico personaggio che per paura delle conseguenze non agisce mai, non sceglie mai, e finisce per non avere il controllo su nessun aspetto della sua vita.

Strappare lungo i bordi – Una serie generazionale

Anche se la serie sta avendo successo un po’ tra tutti i gruppi generazionali, credo che l’intenzione di rappresentare la generazione cresciuta negli anni ’90, quella di Zero e dei suoi amici, sia chiara. I ragazzini di oggi crescono in un mondo sempre più capitalista che, con i suoi pro e i suoi contro, tutto sommato spinge i giovani a desiderare e lottare per il successo personale. Un desiderio invece assente tra noi cresciuti nella semplicità degli anni ’90. Quella degli anni ’90 è la generazione che, per il momento, più sembra dover fare le spese degli errori politici ed economici delle generazioni precedenti e Strappare lungo i bordi parla indirettamente anche di questo.

L’autore inquadra la generazione attraverso l’uso dell’abbigliamento, della musica (pop-punk, funky, emo, afro-rasta) e dei ricordi (ad esempio Zero racconta che quando conobbe Alice si scrivevano su Msn) e la presenta come una generazione persa nel tempo, una generazione senza possibilità.

La serie racconta del dramma di dover cercare lavoro senza sapere che cosa veramente si vuole fare, racconta la tristezza dell’essere disoccupati ma anche di accettare il primo lavoro che capita. Ma c’è anche chi, come Sara, sa che vuole fare l’insegnante ma rimane intrappolata in un sistema che non ti permette di realizzare i tuoi sogni. Un sistema che Zerocalcare non ha paura di mostrare come razzista, omofobo e sessista. Strappare lungo i bordi parla anche di femminismo, di razzismo, di violenza e di suicidio.

Conclusioni

E’ una serie capace di dare un quadro a 360 gradi della situazione dei giovani adulti in Italia nel 2021. Seppur utilizzando un linguaggio semplice, surreale e a tratti esilarante, riesce ad essere estremamente profonda e a lasciare lo spettatore con l’amaro in bocca e forse anche con le lacrime agli occhi. Il messaggio finale è un messaggio di speranza e di rassegnazione allo stesso tempo: anche se non riusciamo a strappare la nostra vita lungo i bordi tratteggiati degli obbiettivi che noi o gli altri hanno prefissato, dobbiamo comunque buttarci, agire, vivere. Il foglio su cui è tratteggiata la nostra vita si sgualcisce anche se decidiamo di non strapparlo per paura di strapparlo male. Alla fine, dice Zero, l’unica cosa che conta è che quel foglio bruci abbastanza da scaldarci, che le emozioni siano abbastanza da tenerci in vita.

Strappare lungo i bordi inquadra perfettamente i dilemmi esistenziali di una generazione schiacciata tra il boom economico e la rivoluzione tecnologica, una generazione senza nome che fatica a sapere chi vuole essere, in bilico tra speranza e rassegnazione.

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