Per l’ottava volta nella storia la Disney fa uscire nelle stesso anno due dei suoi imperdibili Classici. Dopo Raya e l’ultimo drago, posticipato dal 2020 ai primi mesi del 2021 a causa della pandemia, sul finire dell’anno ecco che arriva Encanto. Dall’Estremo Oriente arriviamo in America Latina e precisamente in Colombia, dove la famiglia Madrigal è protagonista di una storia miracolosa. Diretto da Byron Howard e Jared Bush insieme alla sceneggiatrice Charise Castro Smith, il film è il 60° Classico Disney.

Encanto esce nelle sale a distanza di 84 anni dal debutto sugli schermi di questa grande tradizione del cinema animato, quando Walt Disney fece uscire Biancaneve e i sette nani.

Encanto – La trama

Il 60° Classico Disney ci porta in Colombia, dove una giovane coppia è in fuga dalla violenza di una armata di conquistadores. Nell’occasione, Alma Madrigal perde il marito Pedro, ma riesce a mettere in salvo i suoi tre gemelli grazie ad un miracolo: appare una casa magica per lei a la sua famiglia, in un luogo isolato e sicuro, mentre ai suoi figli è concesso un dono magico ognuno.

Mirabel Madrigal è la protagonista del film

La famiglia Madrigal così prospera insieme agli altri rifugiati in questo luogo incantevole, e persino i nipoti di Alma ricevono il dono dell’encanto. Tutti, tranne Mirabel, la protagonista del film. Durante la consueta cerimonia in cui al più giovane membro della famiglia viene assegnato un dono dalla magia della casa, Mirabel e tutto il resto della sua famiglia rimasero delusi da quello che accadde: nulla.

Mirabel è così rimasta l’unica della sua famiglia a non avere il dono dell’encanto, causandole un costante senso di frustrazione e inadeguatezza. La sua empatia e il suo amore per la famiglia però saranno la chiave per rendersi conto dell’imminente fine dell’incantesimo.

Il peso delle aspettative

Come in molti film Disney da qualche anno a questa parte, anche in Encanto manca un vero e proprio antagonista. O meglio. Sebbene con le funzioni di Propp un antogonista si può anche individuare, questi non è un vero e proprio cattivo.

In Encanto non esiste uno Scar, o un Ade o una strega cattiva, ma è chiaro fin da subito come la nonna di Mirabel sia il personaggio più prossimo alla figura dell’antagonista. È lei che si oppone al cammino di Mirabel ed è lei la responsabile del pesante clima che si respirain famiglia.

Nonostante la famiglia Mirabel sembri la più felice sulla terra, grazie al miracolo ricevuto anni prima, sono molte invece le discordie e le insofferenze nascoste sotto il tappeto. In particolare il miracolo sembra essere diventato per molti più un peso che una benedizione. Un intralcio che impedisce di vivere la propria vita con serenità.

L’encanto ricevuto dalla famiglia Madrigal li ha aiutati a salvarsi e a prosperare, ma allo stesso tempo ha caricato ognuno di loro di immense aspettative. L’unica fuori da questa giostra è proprio Mirabel, dalla quale al contrario nessuno si aspetta nulla se non guai.
Il tema del peso delle aspettative per la gioventù è trattato con la giusta dose di leggerezza e serietà, arrivando a colpire il pubblico.

La paura di non riuscire a soddisfare le aspettative della famiglia è comune a molte ragazze e ragazzi di oggi. Il mondo ultracompetitivo di oggi e la conseguente difficoltà di avere un’indipendenza economica si sposano con la relativa facilità con cui le generazioni precedenti riuscivano ad uscire dal nucleo familiare.

Il confronto diventa un peso spesso ingestibile, soprattutto quando viene nascosto e ignorato. Per questo Encanto solleva un tema di fondamentale importanza.

Los desplazados – Un fenomeno ancora attuale

Encanto, tra i suoi colori e le sue canzoni trascinanti, lancia sul tavolo un altro tema non facile da raccontare al grande pubblico: quello dei rifugiati. Sì, perché i Madrigal quello sono. Persone in fuga dalla violenza che cercano un luogo sicuro dove vivere.

La loro è una storia secolare, vissuta ancora oggi da milioni di persone. Infatti, ad oggi più di 80 milioni di persone sono in fuga dalla propria casa, e quasi 50 milioni di esse sono sfollati interni (1). La Colombia, da poco terra di accoglienza dei rifugiati venezuelani, ha dal canto sua una lunga storia di migrazioni interne dovute ai continui conflitti tra milizie armate, narcotrafficanti e il governo centrale. Al 2017, più di 7 milioni di colombiani erano sfollati all’interno dei propri confini (2).

Mettere al centro della storia il dolore e la sofferenza di perdere tutto e dover fuggire, si rivela una scelta emotivamente forte e di sicuro impatto. D’altronde Encanto si rivolge a un pubblico vasto, che gioverebbe sicuramente di un po’ di sensibilizzazione.

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