A tre anni di distanza da Vice – L’uomo nell’ombra, Adam McKay torna dietro la macchina da presa per raccontare in Don’t look up (2021) le vicissitudini di due astronomi, interpretati rispettivamente da Leonardo Di Caprio e da Jennifer Lawrence, che faranno una scoperta a dir poco sconvolgente.

I due scenziati infatti si accorgono del fatto che entro sei mesi una cometa colpirà il pianeta Terra distruggendolo. Per questo andranno alla Casa Bianca ad avvertire la Presidente e successivamente in TV a mettere in guardia le persone. Il problema è che nessuno sembra intenzionato a dare credito ai due astronomi, i quali, loro malgrado, finiranno nella pericolosa rete dei social.

Don't look up (2021)
Leonardo Di Caprio in una scena del film

Adam McKay fonde in maniera esemplare più generi, realizzando un’apocalittica dramedy satirica dal sapore kubrickiano interpretata da un cast stellare. Oltre a Leonardo Di Caprio e a Jennifer Lawrence, vediamo infatti la Premio Oscar Meryl Streep, nei panni di una Presidente degli Stati Uniti che ricorda un certo Donald Trump, Jonah Hill, nel ruolo del figlio superficiale e inetto, e Cate Blanchett, la quale ricopre il ruolo di una giornalista senza scrupoli con il solo e unico obiettivo di fare ascolti.

Leonardo Di Caprio fa sfoggio di tutta la sua straordinaria mimica per calarsi nei panni di un uomo fagocitato dall’ansia mentre Jennifer Lawrence lavora in sottrazione. Meryl Streep dal canto suo offre una memorabile interpretazione che collima con quella de Il diavolo veste Prada, bellissima opera nella quale la pluripremiata attrice statunitense ricopriva il ruolo dell’ormai iconica Miranda Priestley. E se Jonah Hill è come al solito esilarante, la camaleontica Cate Blanchett interpreta un personaggio per lei insolito, dedito completamente ad una volgare cupidigia.

Risulta doveroso menzionare la presenza di Ariana Grande, che nel lungometraggio in questione interpreta se stessa, regalando una performance canora notevole durante la quale canta l’inedito singolo Just look up. Da segnalare anche la presenza del bravissimo Thimothée Chalamet che interpreta un giovane con cui il personaggio della Lawrence intraprenderà una relazione.

Don’t Look up sotto certi aspetti la si può definire come una cartina tornasole della società odierna, una società malata votata al qualunquismo. Il regista di Anchorman e La grande scommessa mette palesemente alla berlina la malapolitica, l’uso smodato che facciamo dei social e la cosiddetta TV trash. Il film è pieno di iperbole che enfatizzano volutamente i comportamenti negativi di alcuni personaggi. Inoltre nel film è presente un chiaro riferimento alla pandemia che ci ha recentemente colpito. La cometa che sta per radere al suolo l’intero pianeta ha infatti degli ovvi parallelismi con il Covid. Anche lui infatti si è abbattuto sulle nostre esistenze stravolgendole.

Correlato con il significato più recondito di Don’t Look up risulta essere il seguente aforisma del noto filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau: “Siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno.”

Quest’ultima fatica di Adam McKay è una parabola ambientalista esemplare da vedere e rivedere che induce lo spettatore ad alzare lo sguardo dal suo cellulare prima che sia troppo tardi. Perché non dobbiamo dimenticare che intorno a noi c’è un pianeta da proteggere!

Leggi anche: Before the Flood – Il film più importante di Leonardo Di Caprio

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here